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martedì, marzo 29, 2005

un giorno di qualche tempo fa ho trovato in giro un piccolo giocattolino. era tanto carino e anche un po' maculato, in pieno stile bondage, ma era un giocattolo per bambine piccole e io non sapevo cosa farmene, non sono mica più una bambina. però mi dispiaceva mollarlo lì, e così ho deciso di tenerlo. magari un giorno mi sarebbe venuta voglia di giocarci, intanto me lo sarei tenuto qui in un angolo, tanto è un giocattolo, mi sono detta, mica s'offende.
in realtà si è svelato poi più utile dell'aspettato, perché aveva diverse funzioni che si potevano programmare a piacere. ad esempio, con qualche monetina al giorno, mi portava il caffè, che tra l'altro era più buono di quello delle solite macchinette, e in più lo faceva con un sorriso. ero proprio contenta del mio giocattolino nel angolo! e per non rischiare di dimenticarmi della sua esistenza, avevo attivato un'altra sua funzione: aveva anche l'opzione sveglia, una di quelle personalizzabili, col nastro registrabile. era molto basico, ci stava giusto una frase su quel nastro, ma era divertente lo stesso. e così, puntualmente 2 volte la settimana, scattava la sveglia e il giocattolino sbucava dal suo angolo e con un bel sorriso programmato e mi faceva: "foo, mi porti fuori una di queste sere?" e io, per disattivarlo, dovevo semplicemente rispondergli: " sì sì, adesso ci penso." e il giocattolo tornava nel suo angolino fino al prossimo turno. era proprio buffo, e ogni tanto mi dicevo che un giorno gli avrei dedicato un po' di tempo, per giocarci e per capire che altre funzioni aveva.
ma poi qualcosa è andato storto. l'ultima volta che è scattato il nastro e il giocattolo mi ha chiesto il solito: "foo, mi porti fuori una di queste sere?", io ero un po' distratta, e invece della solita frase di disattivazione gli ho risposto qualcos'altro che adesso non ricordo, e invece di tornare nel suo angolo, il giocattolo ha smesso di funzionare.
adesso non mi chiede più di uscire, non mi sorride più e chissà se mi porterà ancora il caffè. si è rotto prima di essere veramente stato usato.
peccato, proprio adesso che mi era venuta voglia di giocare.

postato da collegues | 10:53 | commenti (34)

venerdì, marzo 25, 2005

e dovrei amarvi di più e baciarvi solo perché qualche millennio fà un morto è tornato vivo? (o cos'è che gli era successo?)
io magari vi amo di più, ma i motivi li decido io e la parola auguri non la voglio sentire. passate di tutto tranné una buona pasqua, come direbbero i francesi, gioioso pacco a tutti!

postato da collegues | 15:34 | commenti (1)

giovedì, marzo 24, 2005

Regola uno: trasgredire le regole. Per cui. Attentati a milano. Si parla di pista anarchico insurrezionalista. Ma non dite cazzate. Se qualcuno piazza una bomba carta presso uno sportello di Banca Intesa in Corso Sempione 50 all'indomani del clonaggio del mio bancomat, non si tratta di anarchia. Si tratta di giustizia. E non ditemi che credete alle coincidenze.

postato da collegues | 17:28 | commenti (4)

Ieri sera mi hanno offerto 500 euro per una notte di sesso. E pensare che due settimane fa mi volevo vendere per 300, come al solito mi sottovaluto!

postato da collegues | 12:30 | commenti (13)

mercoledì, marzo 23, 2005

Fammelo doppio, anzi triplo. Sabato (se non prima) qualcuno ha pensato che il mio bancomat si sentiva single, così l'ha clonato. E siccome era evidentemente anche depresso, l'ha portato in giro a fare shopping.
Stanotte, siccome non sono mono (ma non sento in stereo), ho preso doppia razione di calci e pugni.
Io e il mio conto siamo svuotate. E non abbiamo più voglia di scrivere.
È un addio? Mi piace essere come il mio cane: faccio festa all'arrivo, ma non saluto nessuno quando me ne vado.

postato da collegues | 12:05 | commenti (12)

lunedì, marzo 21, 2005

Visitato 44.444 volte e Noncicapisco a Capri. Che nesso c'è tra le due cose?

postato da collegues | 18:22 | commenti (23)

venerdì, marzo 18, 2005

Puffffffffffffff. Che noia ragazzi. Siete veramente dei patetici arrampicatori sociali che credono di arrivare da qualche parte lavorando duro per la loro azienda? Dio come mi deludete...spero per voi che come me perdiate le vostre giornate lavorative sui siti porno per incontri.

Oggi dalle pagine bianche, viola e fucsia di questo blog (opera della diletta sgru) vorrei lanciare un appello ai fortunati signori e le fortunate signore che ancora se la spassano. Se siete single e ogni tanto vi prende l'ansia di fidanzarvi con qualcuno uscite subito di casa e andate a fare shopping. Se fate sesso casuale e ogni tanto vi sentite svuotati e usati chiamate subtio il vostro migliore amante anzi anche il secondo nella vostra classifica e fateli subito venire a casa vostro per un triangolare. Se a pasqua temete di non ricevere l'uovo di pasqua andate immediatamente da cartier e compratevi un ovetto fabergè tempestato di brillanti.

Sposarvi è so last century, non fatevi fregare, non vi innamorate!!!! Io personalmente credo che cadere nella trappola della coppia significa ammettere la propria debolezza. Non a caso io ci sono cascato proprio quando il potere di acquisto del mio stipendio diminuiva e la mia massa grassa proliferava. Mi manca passare i weekend a milano, mi manca scoparmi il primo che capita, mi manca non ricordarmi il nome delle persone con cui chiacchiero al telefono, mi manca sentirmi fidanzato con l'uomo ideale, che prima o poi lo troverò, esiste da qualche parte etutte cazate del genere. Pufffffffffffff.

postato da collegues | 16:12 | commenti (36)

giovedì, marzo 17, 2005

Sono sempre molto contento quando sento delle storie di persone al bivio che hanno preso la strada giusta. Giustissima. Ad un certo punto ti capita di scegliere tra una vita fatta di taglie forti, una fatta di forti emozioni o una fatta e basta. Io le ho vissute tutte e tre e potrei scrivere il tuttocittà della vita fino a un certo punto. La mia estirpatrice di capelli cresciuti nel posto sbagliato è una meravigliosa ragazza non ancora perfetta ma che oggi nella pausa pranzo mi ha donato un attimo di sublime, uno scampolo di ecstasy senza mdma. Dall'ultimo esorcismo pilifero che ha perpetrato sul mio corpo ha perso 25 kg. Non credo che i due avvenimentio siano concatenati ma non lo escluderei. Se ci penso ancora mi commuovo, la ricordo affocata in un corpo corazza che la proteggeva dalla sua stessa vista. Mi ha confessato che ad un certo punto ha detto " Basta volere bene agli altri che poi resti sempre sola adesso comincio a volere bene a me stessa". Ha cominciato andando in ospedale e facendosi consigliare un'alimentazione più corretta, li le hanno detto di usare poco olio, di mangiare pochi fritti, poca pasta e pochi dolci. Lei è tornata a casa e ha detto "se devo regolarmi nel mangiarli è meglio che non li mangio proprio! E ha gettato via bottiglie d'olio vergine come lei, pacchi di pasta cruda come il suo cuore e decine di biscotti brutti ma buoni come questa dolcissima bambolina di 23 anni. Per lei è cominciata una nuova vita, fatta di weekend in palestra, a bruciare una caloria dietro l'altra, ad ardere sul fuoco del tapis roulant la strega cattiva. Ho nascosto le mie lacrime di vera emozione dietro il dolore degli incessanti strappi che subivo. Le ho raccontato la mia storia di speranza: adesso tu mi vedi così (uhm) ma io ero come te 9 mesi fa...è un segreto che conoscono in pochi, anche tu ce la farai perché vedo la tua anima che è meravigliosa e perfetta. L'ho salutato dandole nuovo appuntamento a fra un mese: Dobbiamo perdere 5 kg per la prossima volta!!!

postato da collegues | 16:11 | commenti (19)

Gli uomini che scopano e le case chiuse

Quando scegli un uomo non sai esattamente a cosa vai incontro e devi rinunciare idealmente a tutti gli altri che non hai mai visto e conosciuto (ma anche a quelli che hai già conosciuto e scartato).

Ma è anche vero che quando cammini per strada ti capita continuamente di vedere uomini che non ti piacciono assolutamente e che non prenderesti neanche mai in considerazione. Per cui sai di aver fatto già una buona selezione.

Per le case è diverso. Sai che te ne piacerebbero tante altre, e devi sceglierne una che ti piace senza essere sicura di averne viste abbastanza, perché non le incontri per strada, ma per conoscerle e capire se ti piacciono devi entrarci dentro.

Insomma, per una volta bisogna assumere la parte dell'uomo. E adesso capisco la smania di tanti per scoparsene quante più possibili. E non necessariamente sul pavimento.

postato da collegues | 15:19 | commenti (2)

Per compensare la virilissima seduta dal tatutatore di ieri, oggi vado a farmi la ceretta. Almeno quella sai che non è per sempre. Ho le idee molto confuse sul soggetto indelebile. Vorrei raccontarvi delle cose ma non ho prioprio niente da dirvi. Forse sono dimagrito 600 g.

postato da collegues | 12:26 | commenti (1)

mercoledì, marzo 16, 2005

(vado da zooma).

postato da collegues | 17:59 | commenti (13)

Non per togliere importanza alla carriera del maiale, qui sotto, ma nella mia vita da naufraga bisogna che vi racconti una cosa.
Ero al telefono con pin, ferma a un semaforo pedonale, per cercare di capire il suo post di ieri (qui si fa escatologia, mica cazzi), quando è accaduto. Dicevo "ma perché hai scritto pompino pompino pompino pompino pompino pompino?"
Mi sono girata e ho visto l'AD della miniera dietro di me, con un ospite.
Ora, è pur vero che AD può stare anche per Anno Domini (che comunque a noi del bondage piace sempre) o per la Architectural Digest, rivista di architettura o altro, ma cosa potevo fare a quel punto? Spiegargli che stavo citando un blog che consulto pluridecine di volte ogni giorno dalla mia postazione di lavoro?
Cazzo, pin mi mette sempre nei casini.
Ah, poi un'altra cosa. Sarà stata una visione auricolare, ma avrei giurato che oggi ho sentito che foo diceva "no", forte e chiaro a noncicapisco. Roba da pazzi.

postato da collegues | 14:44 | commenti (98)

L'ambizione del maiale è fare il cineasta.
"Ho deciso che quando dimagrisco faccio 5 o 6 film porno e poi non lavoro più finchè crepo". Sì, magari c'è un errore di sopravalutazione dei cachet che circolano nel mondo del porno, ma dopo aver scoperto i suoi piani per il futuro sono preoccupato per il nostro rapporto. Non è che si è messo con me solo per fare curriculum?

postato da collegues | 12:16 | commenti (5)

martedì, marzo 15, 2005

Pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino, pompino.

postato da collegues | 12:49 | commenti (33)

lunedì, marzo 14, 2005

Foo, Pon e Pin sono tre bastardini!

postato da collegues | 12:18 | commenti (38)

venerdì, marzo 11, 2005

Siccome sono mesi e mesi che non vi parlo di me, oggi ho pensato di fare un'eccezione e di fare un piccolo post in cui parlo di noncicapisco e di foo. Presi singolarmente. Intanto nonci: ieri sera abbiamo visto un batterista-cantante che aveva stampato sulla maglietta il famoso tatuaggio del braccio di noncicapisco. Il che significa che nonci è una celebrità perfino negli states.
E poi foo. Volevo parlarvi di foo e delle borse della spesa. Pare che una del suo calibro giri poche volte con le mani impegnate in un simile volgare compito, coi sacchettoni di plastica debordanti e cellulitici. Spettacolo osceno. Ma è evidente che lo fa poche volte. Le succede sempre qualcosa.
Anni fa, dopo mesi e mesi di penuria domestica, ha deciso di fare rifornimento. Stava camminando erta e solinga al centro di piazza repubblica, coi suoi bei capelli biondi, l'espressione altera e i sacchetti pieni come due coglioni, quando è stata travolta dalla furia incontrollabile di una tempesta di neve improvvisa.
Dopo un immane sforzo, ha preferito fare lap dance attaccata a un palo della luce e mollare la volgare presa: le borse sono volate via col vento, in modo molto molto molto romantico.
Un'altra volta camminava sempre erta e solinga per la sua via, quando ha sentito del movimento intorno alla sua borsa da femmina. Si è girata e ha trovato due bambinelli zingarelli che stavano giocando a spariamo i portafogli. Per reazione, con le mani impegnate, ha tirato dritto il borsone sinistro in testa a uno dei due, che si sono dati alla fuga contusi. Da notare che i sacchetti della spesa di foo sono abbastanza solidi, proprio perché contengono parecchi liquidi. E forse è vero che bottiglie di vodka, di whisky e di vino possono fare male. Così si spiegano anche i mal di testa del giorno dopo. Poveri piccoli.
E per finire la settimana scorsa. Dopo un viaggio in europa sotto la neve, foo decide che la sua casa ha bisogno di shopping. E così esce, va in missione, e mentre è in giro con le due borse tra le mani, inciampa in uno strano cavo con un piede e rovina a terra. Lei e la sua spesa. Ora ha un ginocchio distrutto.
Sono cose intime, lo so. E siccome lei non ve le avrebbe raccontate, l'ho fatto io.
E adesso parliamo di me.

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giovedì, marzo 10, 2005

Oggi tocca a pin. Tu, che da sobrio varcavi le soglie dei locali, enarraci le avventure oniriche di tre fanciulle dedite all'oblio.
Racconta cosa abbiamo fatto, tra confessioni un pelino eccessive, argomentazioni dimensionali, rovesciamenti di borse (ineludibile sintomo freudiano di femminilità messa a nudo - leggi esibizionismo), scambi di numeri, numeri di scambismo e altro. Ti prego, sii tu per noi un saldo appoggio, almeno finché non torniamo sobrie e non riusciamo a reggerci da sole in piedi e il moccolo.

postato da collegues | 10:31 | commenti (40)

mercoledì, marzo 09, 2005

Stanotte ho sognato Noncicapisco. Noncicapisco era davanti la porta finestra della casa di quando ero un piccolo Pin e dalla quale si vedeva il mare. La stessa presso la quale ebbi la prima apparizione mistica della mia vita sulle bolle di sapone. Ovviamente io e papà fallo si parlava di dieta. Lui, immobile e con le gambe leggermente divaricate come se dovesse iniziare una serie di squat, mi indicava la cena che mi aveva preparato per seguire la mia dieta a zona. La cena era contenuta in una pentola accatastata ad altre stoviglie sporche nel lavandino, sollevando il coperchio scoprivo che consisteva in due zampe di galline. Noncicapisco urlava che quelle erano proteine pure. Io ero disgustato. Noncicapisco esce di scena e io esco fuori dalla portafinestra. Lì vedo un aereo bianco e rosso che precipita e penso che per fortuna non sono andato a shangai.
A parte l'evidente fase orale e fase anale, da questo sogno emerge un concetto fondamentale per il mio percorso psicologico: le gambe sono la parte più difficile da allenare.

postato da collegues | 15:57 | commenti (16)

Oggi, forse, una giovane aspirante minatrice verrà in visita al cafè. Togliete le mani dal naso, da sotto le gonne, da dietro la schiena e da qualunque altro orifizio voi siete soliti esplorare. Digitate tanti favolosi consigli per una piccola collegues. Pon e Noncicapisco fate i fratelli maggiori perché l'aspirante vuole proprio fare il nostro lavoro. Io gli ho consigliato di creare un blog come questo per far vedere come è in grado di estrarre delle favolose cazzate dai cunicoli del suo estro. Mi raccomando, lei è una mia carissima amica, e non è una trans e nemmeno una che scambia le bottigliette dell'acqua minerale nelle discoteche.

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martedì, marzo 08, 2005

In queste giornate incasinate, oggi è il compleanno della mia amica nespola. Così, per un discorso prettamente vegetale, ho invitato a cena lei e le sue due fagiole unenni. Se non fosse che una delle due stamattina ha vomitato, per cui il mio invito a cena significa che sarò io ad andare da loro, con la spesa e le pentole. No, forse le pentole no. Ma cosa cazzo si cucina a due fagiole unenni che hanno pure il vomito? Se gli faccio della verdura non sembra che poi sono propugnatrice del cannibalismo? Ma d'altra parte la nespola è rigorosamente vegetariana, e in più è il suo compleanno. No, giuro che proprio questo menù non lo so fare. Cosa propino? Avete dei suggerimenti? Cazzo, qui ci vorrebbe quell'altro latitante di peppoz. Lui saprebbe come far vibrare le papille di due poco più che lattanti.

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lunedì, marzo 07, 2005

Scrondo è la nuovo inquietante presenza della mia classe. Non so da dove arrivi e non mi sorprederei se scoprissi che sul suo certificato di nascita ci fosse scritto MARTE o il nome del pianeta dei Visitors. A pausa pranzo c’è chi giura di averlo visto inghiottire un topo vivo.
Sono un po’ così, da lunedì, sospeso tra quel che resta del weekend e quello che mi propone questa nuova entusiasmante fantasmagorica settimana. Mi resta: un polso slogato, lo scafoide divelto e un’ anca, una spalla e un gomito contusi. Nelle mie memorie di una gheiscia sulla neve è anche incisa, come su una lastra di alabastro, la mia eterea figura in una simpatica versione Sankt Moritz ‘anni 80, con dei vivaci accostamenti di colore verde mela e rosa shocking, perfetto per la conquista di urano da parte degli ABBA. Stasera invece, PT (ve lo ricordate?) mi aspetta per consegnarmi la mia dieta Zona personalizzata e nonmenevoglia noncicapisco. Invece , mercoledì Foo ha fissato una night out che sicuramente non prevede un menù 40-30-30. E così, sia, giusto per aggornarvi.

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venerdì, marzo 04, 2005

Non so perché a volte dico certe cose. Come all'aperitivo con gli amici di Foo. Ieri, durante una delle mie sempre più rare uscite mondane, mi si avvicina un tipo che non era di certo altissimo e bellissimo, ma chi lo è di questi tempi, e cerca di dirmi qualcosa. Non capisco e laconico rispondo: Capisco il tuo imbarazzo.

postato da collegues | 16:15 | commenti (12)

giovedì, marzo 03, 2005

Addio glamour! Dopo la morte della canzone italiana sanremo decreta un altro necrologio: il buon gusto! O anche solo il gusto. Non voglio neanche nominarle quelle due insulse paravalette. E bonolis? Bastava poco ma lui ha riuscito dove numerosi altri avevano fallito, neanche chiambretti con le superga appariva così fuoriluogo, gli mancano i birkenstock e poi sembra uscito dal campeggio lido d’oro. Vabbene, vabbenissimo la democrazia ma questo mi sembra troppo. Abiti rubati alle ballerine di raul casadei o dalla naftalina di giovani maestrine in tiro per il matrimonio della loro migliore amica. Fisici in lotta tra lo scheletrismo atrofico e il lipidismo mesomorfico!!! Ma insomma cazzo, dico io, avete avuto il culo di fare il pompino giusto, ma almeno prima di scendere le scale dell’ariston salite sullo step di una qualunque palestra della garbatella!!! Il cast dei cantanti riserva qualche piacevole sorpresa. I più eleganti Arigliano e Califano, e direi anche di salvare Nicola Nicolai che sicuramente è un trans. Noiose fino allo svwenimento Paola e Chiara che sono state eliminate sicuramente dal cons. d’amm. RAI in quanto si era scoperto che all’ultima serata avrebbero svelato la loro vera identità, perché non lo sapete? Sono dolce e gabbana con un make up della madonna. I giovani??? Vecchi come il cucco. Quei cucido avevano un pezzo molto forte in grado di sintetizzare lo spirito sanremese dell’anno corrente: Ci vuole culo. Si a sopravvivere a questa ennesima edizione del Festivaffanculo della canzone italiana. A-C-A-C-I-A

postato da collegues | 17:10 | commenti (19)

Con le neve si blocca tutto. Non funziona nemmeno google.

postato da collegues | 12:19 | commenti (20)

mercoledì, marzo 02, 2005

Comunque per concludere il discorso sanremese, volevo far invidia a tutti quanti e dirvi che in proposito ho ricevuto una sugosissima mail privata - privata - dal fu fuorisincro.
Fate voi.

postato da collegues | 19:06 | commenti (18)

Uomo bastardo mi stai sul culo. Si intitola così il report della prima serata del festival di sanremo, ispirato all'inimitabile e inarrivabile look-canzone di marcella bella, che aveva scolpito sull'abito in corrispondenza dei glutei un tatuaggio swarovsky col titolo della sua canzone: uomo bastardo, appunto.
Innanzitutto un inno. Sì, a parte quello di mameli in versione jimy hendrix-rock, un inno a colui che ha deciso di riportare sul palco dell'ariston l'uomo ucciso dal festival nel '67. Parte un orrido madley versione spettacolo rai, cantiamo tutti insieme in coro, con tutti i giovani e le loro ugole al vento, ma dopo battisti, partono le note di "mi sono innamorato di te": sì, lui, tenco, tenco, tenco!
Quasi svenuta per l'emozione, prendo posto sulle mie scomodissime seggiole da cinema di fianco al mio annoiatissimo gatto, pronta all'avventura soporifera.
Scendono paola e chiara, in versione rinnovata da single: e finalmente, adesso che si sono sgravate del loro rapporto sentimentale (da capire se in due con lo stesso uomo) decidono di fare "a modo mio" (a modo loro). Basta con fidanzati gelosini e rompicazzo, adesso le due svampite sorelle con la sindrome da valletta di sanremo (una bionda e una mora), decidono di fare quello che gli pare e si buttano fuori: e così sotto due camicie caste ma trasparenti, svettano i reggiseni. Single, no malt, please.
Tozzi, effettivamente tozzarello, si erge su immagini di fondo che combinano il Che e madre teresa. Non ho capito il legame con la canzone. C'era una canzone?
I Matia Bazar (ma quante cazzo di cantanti hanno venduto nel loro bazar?) scendono correndo le scale, spernacchiando la goffaggine voluta della clerici in versione bambola di ceramica della torta di nozze e quella involontaria delle due sorelline paola e chiara, ma tante grazie, loro sono in quattro e si tengono la mano. La nuova cantante, tale roberta qualchecosa, ha il trucco, i capelli e la voce come quella della tigre di cremona, se non fosse che al posto della criniera da tigre ha la coda di un cavallo, di quelle buone per spazzare le mosche o il pavimento del palco. Ogni tanto in un gorgheggio, apre gli occhi mostrandoci il bianco: il pubblico teme che cada in coma.
La cosa buffa è che subito dopo la loro esibizione, parte lo stacco pubblicitario (beethoven!): la particella di sodio lete canta mina (l'immensità). 'Na fotocopia.
È la volta di arigliano, che con una coppola in pelle nera da vero guaglione, fa uno swing anni '50 (ma non mancava dal palco da 41 anni? È indietro di 10!). Sembra uno di quei composti vecchietti che deambulano al parco, ma ha scordato il cane.
Ma veniamo ai look più fetish. Molto blandi, direi. A parte le due gambe stenche di marina rei, che sembrano due dildo e che però la regia non inquadra mai, a dipetto di una frangia separio da teatro, che non si apre mai sul vero spettacolo, il premio indiscusso, dopo marcella bella (vincitrice morale), va ex-equo a alexia e annalisa minetti.
L'alexia mostra una maglia con una doppia catena al collo di finta plastica e una cintura con macrofibbia di armani, davvero fuori posto, su un paio di pantaloni da geisha vietcong molto improbabili su scarpe décollete da sciùra.
La minetti, abbandonati i capelli maculati che ce la resero così vicina al tempo, timida timida si accontenta di un paio di finti guanti senza dita bianchi candidi.
Niente da fare, quest'anno il festival, nonostanate i colpi di scena di morti improvvise (l'annuncio in diretta della scomparsa di alberto castagna non coglie bonolis in fallo), o disguidi tecnici (michael bublégum che litiga con un microfono spento), non ha proprio un bel niente di bondage.
Per dovere di cronaca dovevo dirvelo: nessun testo aggressivo o amante di legami di dubbia natura. Nessuna concessione a latex o divaricatori. Soltanto qualche spilletta quà e là, per la gioia delle nonne che le hanno finalmente tirate fuori dal terzo cassetto del comò.
Speriamo nei giovani.

postato da collegues | 11:03 | commenti (70)

martedì, marzo 01, 2005

Oggi il post di Noncicapisco si intitolerà: la consistenza della luce o sofficissimo cielo. E lui sicuramente si sentirà bene. Chi non potrebbe con una giornata del genere. Ieri sera in palestra ho scoperto di aver perso un kilo e mezzo, siamo all'alba di un fisico che non conosce errori. Svegliato con l'illuminazione di un sole finalmente vero, mi sono sentito subito legato ad un piano superiore di percezione. Cosa vogliono dirci le cose? Le cose parlano, agiscono e cercano di comunicare. Come nei film fanno le anime strappate troppo presto dalla loro vita terrena e che devono compiere ancora una missione prima di essere assunte in cielo. Sì, come patrick swayze in gost, quando si agita davanti a demi moore che non lo vede. Tocca a me, nei panni che furono di whoopi goldberg, a fare da medium con il mondo delle anime invisibili. Le cose mi chiamano ma io non voglio sentirle, parlano parlano parlano ma io mi tappo le orecchie. Stamattina i miei jeans g-star invocavano il mio nome dal fondo dell'armadio, ma io ho indossato i miei roy rogers da lavoro. Non lo avessi mai fatto. E le tazze lavate e lasciate ad asciugare sul ripiano a righe del lavello pure volevano dirmi qualcosa ma io ho fatto l'indiano. Non l'ho avessi mai fatto. Dovevo metterle a posto??? Volevano dirmi questo o volevano dirmi che due sorelle sono in pericolo??? Tant'è che la prima tazza si è infranta quasi suicidandosi dal ripiano della cucina e dopo pochi minuti, ma non prima che avessi già spazzato i cocci, anche l'atra si è lanciata verso il vuoto questa volta però piena e fumante rilasciando il suo contenuto sulla gamba dei roy rogers che occupavano un posto che non gli spettava. Ho spazzato via anche questi cocci e asciugato il sangue caffè e latte che si allargava piano piano sul pavimento. Ho tirato via i jeans sbagliati e ho messo su quelli giusti. Ho rimesso le cose come volevano che fossero, seguendo il loro destino, abbandonandomi ad un volere che non era il mio. CHi disegna la mia vita? E un interrogativo che mi attanaglia tanto quanto chi disegnerà il mio prossimo paio di jeans??? Il destino ha uno stile tutto suo e io lo devo seguire, non ho scelta, mi abbandonerò alla corrente,lasciando il mio corpo fluire nel fiume, con la faccia sott'acqua a spiare il fondo e la mia schiena sù, che dalla riva vi sembrerà il mare quando è morbido.

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