Image Hosted by image.hostcubix.com

martedì, agosto 31, 2004

entro convinta che non mi piacerà. non perché sia contraria ad una cosa intenzionata a far crollare il coglione più potente del mondo, ma perché non mi piace la polemica, non mi piace il tono da vittima.
fila O, posto 14. che ridicolo assegnare i posti fissi al cinema.
guardo, vedo, assorbo informazione, addirittura rido.
e quando esco uno mi chiede: ma tu sei americana? no, cazzo, per fortuna no.
ma mi sono sbagliata. sarebbe bello invece venire da un paese in cui è possibile realizzare una cosa del genere. voglio vedere chi riuscirà mai a far vedere a tutto il mondo cosa succede dietro le quinte della repubblica delle bandane.

postato da collegues | 11:13 | commenti (17)

lunedì, agosto 30, 2004

Oggi ho sonno. E sonnecchia anche il blog. Dopo il primo blog-lutto nazionale è difficile essere quelli di prima. Qui non scriveremo di morte ed eternità, di libertà e prigionia, di passione e violenza, no non scriveremo niente di tutto questo, perchè si sa qui siamo bravi solo nei servizi orali. Qui non piangeremo, perchè in un bordello non si piange e non avremo neanche un tono di circostanza, perchè qui conosciamo solo circocamere da letto o camere da letto che diventano un circo. Quello che possiamo dire, è che con lui avevamo qualche cosa in comune, dal lavoro a splinder, dalla voglia di raccontare alla voglia di esserci. Ora lui è morto e noi abbiamo sonno. Perchè quando guardi in faccia la violenza, la follia, le minacce, l'ignoranza ti viene da chiudere gli occhi e dormire, un sonno chè la morte dell'uomo e della sua civiltà.

postato da collegues | 14:40 | commenti (13)

venerdì, agosto 27, 2004

Non so se la gestione foo/pin di questo blog ha riscosso grandi successi di critica e di pubblico. Post che si accavallano, commenti non inerenti, pompini puzzolenti, medaglie che non si infilano dalla testa, ma insomma, il solito bordello con qualche puttanata in più e una puttana in meno: pon. In fondo noi siamo perfetti in tre: fo pon pin.

postato da collegues | 12:18 | commenti (30)

giovedì, agosto 26, 2004

Precipitare. Voglio imparare a cadere coreograficamente come fanno i tuffatori di Atene. Vorrei anche vincere una medaglia d’oro. Considerando i miei 31 anni avrei tutto il tempo per imparare e andare nel 2005 da qualche parte a vincerne qualcuna. Delle olimpiadi mi piace tutto anche il calcio, che generally mi fa schifo. Foo potrebbe presentarsi alle gare di tiro al piattello ubriaca e fare una strage nel pubblico, no lei la vedo meglio a fare le gare di chi beve più vodkatonic. E vince sicuro l’oro nella categoria femminile 40 kg. Magari può partecipare anche alla staffetta vodka, Tequila, gin. Penso che essere un olimpionico deve essere proprio un bell’affare, però ognuno dovrebbe avere la sua disciplina olimpica e poter andare sull’olimpo, io ad esempio vincerei nella categoria ingrasso veloce. Il record mondiale di inchiattimento sarebbe mio sicuro. Mia madre vincerebbe nella categoria, frittura e frittura mista. Anche Naomi a fatto la tedofora, la naomi! Vi rendete conto??? Quella, oltre ad essere uno dei miei miti privati e solo una grande stronza che lancia i telefoni sulle cameriere, isterica! Stupenda!!! Lei avrebbe il record di camminata a passo incrociato con sguado fisso in avanti. O il primato di kilometri di capelli stirati. O kilometri di strisce tirate. BAsta scegliere una disciplina un po' personale e poi si vince. E tu che medaglia vinceresti?

postato da collegues | 16:07 | commenti (24)

milano

è bella - quando c'è il cielo come oggi che accade mediamente una volta all'anno.
è tranquilla - ad agosto quando tutti se ne stanno fuori dai coglioni.
è poco costosa - se ti chiudi in casa e ti dimentichi l'affito che stai pagando.
è mediterranea - se non sei mai stato più a sud.
è efficiente - se non hai mai lavorato all'estero.
ha tutto quello che ti serve, basta prenderselo - tipo come hanno fatto con la mia bici ieri.

a volte è bella milano, sono contenta di essere tornata.

postato da collegues | 15:36 | commenti (1)

mercoledì, agosto 25, 2004

pensandoci anch'io sono andata un po' fuori tema con queste vacanze, per quanto riguarda la narrabilità in questo café dico. in un certo senso le mie vacanze probabilmente assomigliano a quelle di pin, niente droghe e tanto velo (nel mio caso meno matrimoniale però). diciamo con la differenza che a me questo stile di vita è stato imposto dalle circostanze in cui mi trovavo, quindi mi considero meno colpevole di aver tradito la relgione bondage. voglio dire, di possibilità ne avrei anche avute, e in fondo anche quella roba del velo può essere una forma di feticismo, ma lo ammetto, quegli uomini mi facevano paura. ignoratemi, insultatemi, sputatemi adosso, trattatemi come una puttana, fate quello che volete. ma vietarmi di frequentare i bar no, non ce la potrei mai fare!*

* e poi i vostri bar fanno schifo, che senso hanno senza alcolici, vedrete che un giorno apriamo una dependance del nostro café da voi, ha!

postato da collegues | 09:54 | commenti (43)

martedì, agosto 24, 2004

eccomi de retour! e addiritura con una tastiera che funziona. solo che non so più come si usa o perché dovrei usarla. crisi post-vacanza, sapete com'è. stavo bene da puttana, finalmente la gente mi ha trattato per quello che sono veramente.
bentornati o benrimasti tutti, mi siete mancati.

postato da collegues | 10:29 | commenti (8)

lunedì, agosto 23, 2004

Togliendo un po' di polvere in giro ho rotto qualcosina...e mò chi la sente la padrona...Bè Foo somani torna e magari rimette a posto anche lei e tutto torna come prima. Avrei giurato che oggi avrebbe piovuto.

postato da collegues | 17:20 | commenti (1)

O mio dio che polvere. Potete lasciare i bauli lì nell'angolo, no le cappelliere lì, vi prego, sul banco. Grazie, Grazie. Ecco questo è per voi. Lasciate pure aperto che passa un po' d'aria. La padrona poteva pure mandare qualcuno a pulire prima del mio rientro, che posso mettermi a pulire come una squattera? Se lo sapesse mio marito. Non so quali dei nostri clienti sia già rientrato ma in fondo mi piace assai stare qui un po' abbondonato. Oh ragazzi che strana estate, niente droghe, niente casual sex, niente costumini alla barbarella, niente flirt, niente after party, niente matinee, niente olio per esaltare l'abbronzatura, niente conversazioni in inglese, niente di niente insomma. Solo abiti bianchi, bouchet, confetti, bomboniere, e un uomo, sempre lo stesso: il maiale. Il maiale è l'uomo che adesso amo senza vergogna. Con il maiale si è arrivati a dirci cose inenarrabili su questo blog. Però vi posso raccontare quello che abbiamo fatto che è decisamente più indecente e in tema con il cafè. Diciamo che ora giochiamo ai ragazzi au pair. Comunque, voi mi siete mancati, tanto. Certo Pin è tornato un po' diverso da questa vacanze, tutto nuovo e tutto da scopare NOOOO da scoprire. Cazzo i lapsus.

postato da collegues | 11:12 | commenti (18)

mercoledì, agosto 18, 2004

scrivo dal deserto.da una tastierq araba, chissà cosa vien fuori. chissà se n vengo fuori.

promemoria per il rientro: devo assolutqmente scrivere un e mail a:

la lonely planet per dirle di almenoi visitqre un paese primq di sciverci una guida

l alitalia per denunciarli per perdere il bqgqglio e poi perderne completqmente le tracce

hillary clinton per ringraziqrle della sua scelta di accommodation nel deserto che ci ha influenzato nella scelta

la coca cola ringraziandola di esistere e ricordarmi di cancellare definitivamente quqlunque simpatia (se) mai accennata nei confronti dei no globals

 

e poi, prima di andare a crcare una delle poche preziose vbirr trobvqbili in questo paese vi devo solo rqccontare questo "piccolo mondo" highlight del altro giorno: durqnte uno dei miei trip on the road qui in africq praticqmente scopro ch uno dei miei 2 compqgni di viaggio che non vive dove vivo io e che vedo solo durante vari viaggi conosce pin!!!!!!!! meraviglieux, come direbbero qui usando una delle 8 mila lingue che parlano;

vi abbraccio fino al miol rientro tra piu o meno una settilmana, insciallah!

postato da collegues | 00:18 | commenti (5)

venerdì, agosto 06, 2004

Queste sono le mie ultime ore di cattività.
Ma per la cattiveria troverò sempre il tempo.
Ultime ore di aria viziata.
C'è ancora tanto tempo per i vizi.
Sono sulla via della fuga.
Lo farò con grande foga.
Vi ho fregati.

postato da collegues | 10:19 | commenti (17)

Come ogni buona stagione, anche questa del cazzeggio è giunta al termine. Adesso si parte veramente. La piccola foo è in volo right now, pin chissà su che lidi starà mostrando il suo costume bondi, e io me ne diparto tra poche ore. Il caffè chiuderà per qualche settimana di respiro. Chissà, la prima a rientrare dovrebbe essere foo, ricca e sfondata, a causa dei suoi menage matrimoniali extraoccidentali. Pin lo riconosceremo subito: avrà due maiali al posto dell'iride degli occhi. Io forse sarò ancora viva, forse potrò dormire qualche ora, in questa strana estate che di dormire proprio non ne vuol sapere. Nessun dorma. Speriamo che non sia la prossima romanza in falsetto che canterà il vicino napol-svizzero verso le cinque-cinquemmezza del mattino, quando cominceranno a scendermi i sipari delle palpebre. Ragazzi, fin qui è stato bello.
Mi mancherete, ma poi ci sarà da divertirsi.

postato da collegues | 10:14 | commenti

giovedì, agosto 05, 2004

Andiamo con ordine. Lo rifaccio, sta storia dei commenti.
Dopo aver disquisito per circa un'ora sul prezzo al mercato dei bovini di una mucca adulta (ma perché non ci insegnano le cose importanti della vita?), il tutto per riuscire a trarne un equivalente in cammelli, per la nostra foo che dovrà affrontare contrattazioni di matrimonio musulmano ad ogni palma del deserto (siamo arrivati a capire che un dromedario costa 2300 euro, e i cammelli, avendo due gobbe, in proporzione ne dovrebbero valere anche di più, ma non so se si ragiona in termini di gobbe, ma sappiamo solo il prezzo di indennità di mucche adulte abbatture per via della loro pazzia, che valgono 413 euro l'una), insomma, dopo questa attività spinosissima (non sapete quanto è stata dura, e abbiamo deciso che foo vale almeno 10 cammelli, per un valore presunto di circa 25.000 euro che lo sposo consegna alla sposa al momento del siglaggio del matrimonio - lì funziona così -), passo a rispondere ai quesiti.
Alla fine con un paio di scopate e annessi matrimoni non convalidati dalla mecca (la sposa conserva il foglio con le firme e se lo strappa sono solo cazzi suoi), direi che una ci può rimediare una bella vacanza.
Comunque.
Il pizzaiolo fa veramente la transiberiana. Io ho sempre voluto farla, così ho reagito entusiasta. Certo che con quei prezzi dovrei prima sposarmi un paio di musulmani per potermela permettere.
Per quanto riguarda la storia della maniglia della borsa con dentro foo avvoltolata e con quel suo sguardo complice, credo che sia una sua completa immaginazione. Ha visto me e foo solo una volta, in bicicletta, sfatte dal lavoro. Ma si vede che è uno che a certe cose ci pensa. Io non so cosa vuol dire essere oggettivamente così, per come la intendi tu. Io ogni mattina tutta scrausa vado a lavorare con ancora le pappole del sonno negli occhi e i miei quattro straccetti frusti. No, secondo me il tipo lì è proprio in gamba.
Per i libri vedremo. Sono un po' scelte alla cazzo, che di questi tempi vanno sempre per la maggiore (foo ha appena prenotato tre voli per buenos aires per le vacanze di natale da un'agenzia austriaca partendo da parigi. Siccome non sa chi andrà con lei, ne ha presi tre. Non so che dire. Lei non ha mai progettato vacanze con un anticipo superiore ai giorni tre).
Se la ninfomane sarà una delusione, ne avremo pazienza. Sarà mica uno di quei libri che tutto il tempo stai lì ad aspettare che quando giri pagina ci trovi descrizioni da far rizzare i capezzoli, e invece niente?

postato da collegues | 12:57 | commenti (29)

Ormai scrivo dei commenti che sono lunghi quanto un post. Allora ho deciso che questo è un post-commento. Che tanto è giusto che abbiano dignità di attenzione anche le parole meno importanti.
Cosa dovrei nascondere pepi nei miei occhi stanchi? No, non è stato il pizzaiolo a consigliarmi human punks, noncicapisco. Il pizzaiolo è soltanto una proiezione di quelle del mondo di pepi. È la vita di quartiere, che mi vede sempre passare e allora mi vuole bene. Forse gli faccio tenerezza. O forse gli faccio durezza, non lo so. Questo sarebbe da capire. Ma lui ha la sua età e ascolta solo musica latino-americana. Che io saprei solo ballarla a piedi nudi, senza sapere chi sta suonando e cosa. E se mi avesse visto coi trascorsi punk non mi avrebbe mai fermato per la strada. O forse sì.
Per quanto riguarda la mia scelta, ero molto stanca e confusa. E ho girato due ore per la libreria pensando che li conoscevo già tutti. O le trame le avevo già lette in rete (straordinario: se cercate novità libri su google, vi verranno fuori gli stessi identici libri che troverete ovunque in tutte le librerie d'italia, in prima fila) e mi sembrava che già erano vecchi, oppure li avevo già letti. Insomma c'erano solo quelli strillati. Allora ho dovuto cercarne di nascosti e ho fatto scelte abbastanza assurde. Solo donne (cose che non faccio mai), ma è stato casuale. Ho preso (e adesso chi cazzo se li ricorda?): una biografia della moglie di freud (mi piacciono sempre le biografie dei personaggi che stanno a lato di quelli più importanti), che volevo sapere com'era lui nell'intimità (ma giuro che quello della veronica lario proprio non m'incanta, perché tanto è più che una biografia autorizzata, diciamo che è una biografia costretta!). Poi lì di fianco, già che ero nella sezione di psicologia, ho preso Diario di una schizofrenica, che praticamente è un caso clinico e il diario vero di una malata vera in cura per schizofrenia, che mi piace sempre sguazzare nella pazzia altrui.
Ogni estate è di rigore almeno un libro erotico, che di solito si infratta subito nella borsa di uno dei miei amici maschi e io non riesco mai a leggerlo, però evidentemente la cosa piace, perché si ripete da anni. Quest'anno ho scelto Diario di una ninfomane. N'altro diario, è vero. Sentirò la mancanza dei blog? Non mi ricordo neanche un autore, ma perché li ho scelti così, senza nome. Poi ho scelto, e questo lo cercavo proprio Teoria e tecnica dell'artista di merda che è un compendio di piccole storie di arrabattamento di giovani artisti contemporanei di cui ne conosco qualcuno molto personalmente. E siccome so quanto è dura provare a campare facendo l'artista 24 ore al giorno, che intanto deve inventarsi il modo di sopravvivere con lavori che gli occupino meno tempo possibile e lo facciano mangiare e pagare le bollette, ho pensato che era carino sputtanare philip dick. Poi, mica mi accontento, ho scelto sotto la mia pelle sporca, storia che si preannuncia pesantissima di una ragazzina che è stata stuprata sistematicamente dal padre e voglio capire se per caso per come sono adesso magari ho gli stessi trascorsi, solo che li ho rimossi. Ma ad attendermi in africa ho già portato Coi tacchi alti nei bassifondi di una della factory di andy warhol che dice nel retrocopertina: «Ma che cosa sei? Sei un uomo, sei una donna.»
«Tesoro», sbottai di rimando, «che differenza vuoi che faccia, quando sei favolosa!» che mi sembrava di sentir parlare pin e ho avuto nostalgia di casa. E un altro sempre sulla factory, col solito titolo del cazzo Tutto quello che avreste voluto sapere sulla factory di andy warhol e non avete mai osato chiedere di un'altra del clan. Come mi ha detto il mio pizzaiolo quando mi ha visto tornare in bici col sacchetto pieno di libri:
"ma che? In vacanza leggi e basta?"
No, è che io devo sapere di avere un sacco di parole già scritte nella borsa, così se non ne scrivo mi sento meno in colpa e sto già meglio. Sicuramente sono tutte scelte sbagliate. E adesso ne farei di diversissime. Ma è andata così.

postato da collegues | 11:35 | commenti (4)

Anche a me sudano le ascelle. E infatti oggi ho messo una maglia mimetica (anche se pin dice che sono out, ormai), così quando mi si pezzano le ascelle non si nota tanto. Ma non ce li ho i capelli o i baffi biondi. La mia estetista-gambista insisterebbe nel farmi il trapianto di baffi, l'espianto, a dire il vero, ma io ci tengo a far capire dai baffi che non sono un gatto e nemmeno un uomo. I capelli oggi sono molto spettinati, colpa dell'acqua presa ieri sera all'arcibellezza e del sonno agitato. Ma sono neri. Oggi siamo sul fisiognomico. Adesso vi racconto qualcosa.
Stamattina durante il mio solito tragitto, ho avuto il consueto incontro galante occasionale con il mio fidanzato. Il pizzaiolo sposato con figli. Portavo una enorme borsa da viaggio vuota sulla spalla, da consegnare a foo per il suo viaggio di domani. Il pizzaiolo subito mi ha chiesto che ci dovevo fare. Io gli ho spiegato che era per foo, quella alta stretta e bionda che aveva visto l'altro giorno insieme a me. E qui lui se ne è uscito con una descrizione che mi ha lasciato molto così. Intrigata, ecco. Mi ha detto:
"Ah, sì, quella che era con te? mmmmmmm secondo me se si piega bene e si rannicchia dentro secondo me ci più stare nella borsa…"
E io gli ho detto: "ma sì, dài, con le gambe che escono fuori e lei cammina così…"
Per me la ciociarata era finita. Un bel giochetto idiota ancora senza caffè in canna, con poche ore di sonno e molto vino bianco al posto del sangue, che secondo me se facevo un esame poteva perfino sembrare che avevo troppi globuli bianchi. Ma lui è qui che ha fatto capire che è un uomo di gran classe (mica pizza e fichi. Questo galant'uomo mi ha invitato a fare con lui la transiberiana, partenza da pechino e ritorno indietro fino a mosca, il tutto per la modica cifra procapite di 3800 euro), un grande.
Mi ha guardato fissa fissa negli occhi. Ha due occhi piccoli e molto vispi. Chiari. E due baffi da condottiero romano, da gladiatore, forse. E mi ha detto. "sì, certo. Lei dentro la borsa, da contorsionista, che cammina con le gambe fuori. Ma tu, tu… ovviamente tu tieni la maniglia - e qui ha stretto forte forte il pugno dove avrei avuto l'impugnatura - e te la porti in giro così…"
Io devo aver fatto la faccia da: come cazzo fai a sapere che di solito la porto in giro al guanzaglio? Perché lui mi ha fatto un bel sorriso da pizzaiolo italiano e mi ha invitato per l'indomani mattina per un caffè di gran saluti, secondo la tradizione più classica delle regole del buon vicinato.

postato da collegues | 10:12 | commenti (6)

martedì, agosto 03, 2004

Stasera, per ingannare l'attesa della partenza e il falso buonumore, mi fiondo in libreria, per una buona scorta di letture. Amo le biografie, le storie vere, curiose, di nicchia (molto di nicchia). Ho ancora riserve nei confronti dei romanzi, che si solito mi piacciono solo quando sono molto romanzi, molto coinvolgenti, molto intensi e molto ben scritti. C'è anche chi dice che di solito mi piacciono quelli in cui alla fine, dopo anni di manicomio il protagonista si uccide, la sua donna finisce alcolizzata a fare la prostituta e la sua amante donna va in convento. Non sono d'accordo. Però è vero che mi piacciono le storie di tormenti e budella attorcigliate, altrimenti se sono più mosce delle storie mie e dei miei amici, a leggerle mi annoio. Avete consigli? Che libri mi porto sugli scogli?

postato da collegues | 11:22 | commenti (41)

lunedì, agosto 02, 2004

Adesso mi metto a tacere da sola, mi vengo sopra con la voce, così almeno la smetto con i commenti cretini. È che oggi mi sento come quando finisce la festa e tu sei lì che hai appena iniziato un discorso importante. Sono in attesa (praticamente non sto facendo un cazzo), e ne approfitto per vagabondare per blog. E che tristezza è quando al successivo giro mi rendo conto che il mio commento resta ancora e ancora l'ultimo? L'estate sta finendo e i blog si svuotano. Ah. Estate. Tempo di monologhi. E di soliloqui. Ah. La solitudine. I cani abbandonati. Il randagismo. Madonna mia quanto mi piace la parola randagismo. Come quando sono in treno e ascolto le storie degli altri, che mi scorrono accanto. Come venerdì, che è salita una ragazza e si è seduta dall'altra parte del corridoio. Solitaria, con una rivista di indubbio interesse (dipiù, dev'essere della catena del supermercato dimeglio), ha letto per tutto il tempo. Finché non ha ricevuto una chiamata. Era evidentemente un tizio che ha conosciuto via chat, o via blog, o via mail o checcazzo ne so. Era uno sconosciuto, mai visto e incontrato. Che le proponeva di vederla quella sera, nella destinazione dove lei stava andando. Lei cercava di tirarsi indietro, come quella che sa di fare una cosa sbagliata e proibita, e dava la colpa all'amica ("sai, non è carino. Non è che posso arrivare e poi la mollo subito da sola!"). Ma poi si è ringalluzzita quando lui le ha chiesto un segno. Sì, un segno di riconoscimento. Lei è stata prima silenziosa. Poi si è messa a ridere. Ha detto. "ce l'ho una gonna leopardata. Sì, nella valigia." la cosa le è piaciuta. L'ha salutato. Poi è salita inaspettatamente in treno sua cugina. Una cugina che non vedeva da anni e anni, se nessuna delle due sapeva che: la leopardata aveva avuto una figlia da tre anni; sua cugina si era separata. E parla che ti parla, è saltato fuori che anche la leopardata si stava separando. E la cugina le diceva che faceva bene e doveva andare avanti. Che ce l'avrebbe fatta anche da sola. Che suo marito capitano d porto, poteva anche dimenticarlo. Ore e ore così. A raccontare di suoceri e malesseri. Finché lo sconosciuto ha richiamato. E lei gli ha detto: "sì, vediamoci quando arrivo, ma se sei troppo guaglione non so se mi piaci." Non c'è capo nè coda. Le cose mica sempre hanno un senso.

Come hanno detto tante volte i miei amici serial killer, speriamo che qualcuno mi fermi.

postato da collegues | 16:53 | commenti (8)

Non c'è niente da fare. Sono una sporca razzista. Provo un sentimento (che di questi tempi è tanto) di repulsione nei confronti dei napoletani trasferiti in svizzera, con moglie del cantone svizzero francese e poi ritrasferiti insieme in africa. Con tutti gli altri non ho problemi, ma quelli di quella tipologia lì, proprio non li reggo.
Sarà perché alle quattro-quattroemmezza di mattina si mettono a cantare in voce su aria della manon un gentil fraseggio che fa più o meno così: "cantoooooo così rompo i cooooogliooooooooniiiiii". Sarà perché nel giardino dell'africa fanno suonare alternativamente la radio unz unz unz per loro nipote svizzero-franco-coglionophono, oppure direttamente le campane da mucca in alpeggio che preparano il latte per la cioccolata tibetana. Sarà perché se chiudi una portiera dopo mezzanotte (non c'entra il film, non credo l'abbiano visto), quelli si metteno a ululare come virginia wolf. In ogni caso. Questo è solo un piccolo dettaglio che ha rotto l'idillio (che simpatica perifrasi) del mio safari in africa. L'ennesimo. L'ultimo in termini cronologici. Ma la storia è andata più o meno così.
Causa una mia scelta che comportava il ricorso al tar della menzogna, anzi, diciamo meglio al tarlo della verità posticipata (prima racconti una cosa per coprirla e scoprirla come una sorpresa solo in un secondo tempo utile, forse ai supplementari, valà) cioè poi sveli il malefatto, il maltolto o il maltagliato, ecco, causa questa mia nefandezza immonda, c'era chi non mi rivolgeva più la parola da una settimana.
Non era solo questione di parola, ma quando uno è in africa, e l'altro è il commendatore che sta in città col cappottino verde a lavorare per pagare i lavori in africa, se non parli al telefono, non parli proprio.
Sì, volendo è la solita storia dell'agosto, moglie mia non ti conosco. Solo che in questo caso il tutto è invertito. La moglie (moglie sarai tu) sta qui a fare il cummenda, mentre l'uomo fa lavori di fatica e sudore e si fa i muscoli in africa. mmmmmmmmmm. Ma, dopo una settimana con 43 chiamate volontariamente non risposte, è successo che per riparare la verità posticipata, ho detto una bugia. Mi sono finta morta e malata e ho preso quel famoso treno. Tutto filava, come la berta, finché il treno si è fermato sospeso nel tempo e nella campagna, già tra gli ulivi. E il telefono ha squillato (non c'è mai pace tra gli ulivi): era lui. Era lui! Cazzo, proprio adesso che gli sto facendo la sorpresa di giungere in africa?!!!!?? Ma, per fortuna, tutto era immoto e io ho finto di essere dove, nel solito posto, al lavoro. Ho riagganciato (ho riappeso? che cazzo si fa col cellulare?) e il treno, complice, mi ha strizzato un occhio e è ripartito. Quando sono arrivata nella provincia africana in questione, ero in ritardo, e ho perso per una zampa di gazzella la mia coincidenza con il trenino del sud-est, quello a carbone. Per fortuna avevo un complice (r., il superdotato buono), così ho preso un altro mezzo e sono sbarcata nella stazione solitaria dove finisce l'italia (ah, già, siamo in africa) e il mio amico r, il superdotato buoono, era lì ad attendermi. Vabbè, ma che racconto a fare sta storia? Insomma, mi sono fatta portare nella minuscola stazioncina del minuscolo paeisiello e ho fatto la mia chiamata. Ho detto a lui: "sto andando a casa. Ah, no. Come si sbaglia sempre la mia amica foo, non sto andando a casa. Sto venendo a casa." Lui si è incozzato è ha detto: "cosa fai? La brillante?" e io ho continuato "no, guarda. Ti sembra il rumore del traffico di milano? Vienimi a prendere (stupido). Sono qui." La scena sembrava proprio quella di un film di pessima categoria. Di quelli che vai a vedere solo perché magari è agosto e non c'è nessuno in città. Con l'amico r, il superdotato buono, rosso in faccia commosso dalla mia telefonata e lui, lui, che è rimasto un attimo in silenzio e poi ha detto solo "volo." ed è arrivato. Ecco, tutto qui. Il resto non so com'è andato. Ma la sorpresa è venuta proprio bene. Se il film fosse finito lì, si sarebbero accese le luci e qualcuno si sarebbe soffiato il naso.

postato da collegues | 12:41 | commenti (23)

Come superstiti, naufraghi in una città dai marciapiedi vuoti (scialpi e ancora scialpi docet), con parcheggi inutilmente sprecati per l'inverno che sarà, pochi e sperduti cuori solitari sopravvivono all'estate.
Siamo arrivati al momento in cui ognuno è sperduto, eppure ogni tanto riuscirà ad infilarsi in qualche orofizio oscuro, alla ricerca di un internet-point per restare in collegamente col suo mondo. Pensate che bello. Ogni tentativo, commento, post e cazzate consuete, sarà spedito da un posto molto diverso dal solito. Tutto questo ci fa sognare. Sì, dai, dopo vi racconto qualcosa di più personale, và.

postato da collegues | 09:53 | commenti (3)