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giovedì, luglio 29, 2004
Sono una troia, questo la sanno tutti. Ma infilarsi dentro un cavallo per conquistarmi non è proprio una gran trovata. Mi fermo qui per non offendere la vostra sensibilità e ferire l'onore del mio maiale, non cavallo, maiale. C'è uno che mi ha invitato all'ippodromo, quello con il cavallo di leonardo, martedì sera. Il problema è che era già stato rifiutato platealmente in un altro centinaio di occasioni e tornare alla carica ora dopo che su tutti i giornali è stata pubblicata la notizia del mio matrimonio è veramente troppo. E poi si trattasse di Ascot!
mercoledì, luglio 28, 2004
Dimenticavo di dirvi, non sapendo se pubblicarlo su M&P o sul cafè, che questo weekend in spiaggia sono stato protagonista di un simpatico aneddoto. Infatti il mio beachlook2004 prevede un costume che onora il nostro spirito. Niente pelle nera o borchie e neanche canotte pelviche. C'è una spiaggia dei surfisti (leggi manzi) australiani dove le mie amiche, non trans, non prostitute e biologicamente rispondenti alla loro psiche femminile, mi hanno comprato un simpatico costume che mi hanno donato a seguito del loro viaggio a sidney. Il costumino rosso copre uno stentato 3% del mio corpo e sul retro ha una scritta che parte a metà dalla natica sinistra e arriva a metà della destra. C'è scritto BONDI. Giuro che le mie amiche non sanno di questo blog. Comunque ero lì sulla spiaggia prima dell'arrivo del maiale in erba, che scorazzavo da un lettino all'altro salutando vecchi e nuovi amici. Quando a un tratto mi sento apostrofare come segue " A biondi, che te fai i colpi de sole al culo?".
lunedì, luglio 26, 2004
Da una trans all'altrans.
Sono un po' preoccupato per l'assenza delle b sisters this morning. RAGAZZE SIETE VIVE? FOO sei in galera? Pon Sei in africa?
Il mio weekwnd romano è stato de paura!!! I negozi di via del corso, via frattina e via del babuino e anche via dei condotti sono invasi da persone urlanti che reclamano un nuovo oggetto di culto, un nuovo status: la canotta noncicapisco. Indossata non con le catene che mi adornavano al compleanno di Pon, ma con un trilogy di diamanti che il maiale in erba mi ha donato presentandosi a sorpresa al Buco di ostia direttamente da venezia.L'apice dello chic della serata è stata la visione prima televisiva poi reale di Joana Guimarez. Lei è quella che nella fiction con banfi e manfrendi, trasmessa proprio sabato sera, prende il buquet della sposa della figlia di banfi. Indossava un copricapo di piume verde smeraldo di un metro e mezzo e mi si è lanciata tra le braccia lasciando a bocca aperta il maiale. E' stata una bella serata. Sono felice, malgrado tutto.
mercoledì, luglio 21, 2004
Tirate un sopiro di sollievo, Naomi è tornata! Nel giorno del compleanno di Pon il destino ha sbagliato indirizzo e ha consegnato un mazzo di fiori con scritto tanti auguri alla mia porta. Naomi è tornata sulla scena romana, ha dichiarato di essere stata a casa sua in colombia, è tornata con dei seni più piccoli ma subito ha dichiarato che per lavorare in Italia dovrà tornare alla misura smisurata di prima. Mi ha cercato tra la folla, ha pronunciato il mio nome 3 volte con tre persone diverse e alla fine ha scoperto che anche a roma, la città eterna, qualcosa è cambiato. Pin ha cambiato giro, piazza, zona, marciapiede, è via nessuno lo vede da quasi un anno...Mi manda un bacio. Che io divido con Pon come regalo per il suo compleanno.
martedì, luglio 20, 2004
Algide si nasce, terrone si diventa.
Ebbene sì, mi è piaciuto. Il camion, intendo. Quel suo modo di procedere nella notte senza soste. Quel suo traballare e ruggire come un gattone che fa le fusa sull'asfalto bollente. Quel clima compagnone e militesente che subito si crea a stare seduti in tre nei sedili davanti. Le chiacchiere sfrontate per tenere svegli i due autisti (sia mai detto che una donna, oltre che fare da navigatore possa guidare un camion in presenza di due uomini). Il panino napoletano unto di melanzane al café cha cha cha subito fuori dal casello di rimini nord (dove i due mi hanno recuperato), in compagnia di amabili trans in pausa lavoro. Fumo piacevole che brucia i chilometri. E così via per 12 ore. Bello è stato bello. Così come il compleanno alla sagra della patata, che nonostante maria teresa ruta, pare che al sud tiri di brutto. Ebbene sì, la bondage girl pon ha festeggiato seduta a un tavolo di plastica con una tovaglietta stampata con sopra delle pere (perché non patate?) e un impeccabile servizio fatto da boy scout. Qualcosa di veramente fuori dal comune. Per non parlare del nudismo da scoglio, del volo del cane nero dalla scogliera per andare a pesca di pescetti, delle gambe che si nuovono da sole al concerto di tali manigold, insieme a un ballerino down e una strana famiglia metà esterofila e metà autoctona, composta da un uomo anziano che saltava come a una partita di basket, e la bella olandesina mater madrorum che sventolava la gonnona in segno di taranta. Il nido del sud sta diventando qualcosa di bello. Un sacco di colori. Ci sono pure tanti gechi e la gente intorno parla un dialetto che a volte sembra che dialoghi con il mio cervello: non si capisce un cazzo. Sarà per questo che mi ci sento bene, come se fossi a casa mia.
Sono tornata dal mare e ho trovato una montagna di roba da fare ad attendermi.
lunedì, luglio 19, 2004
Pedofoolia
È venerdì e bisogna uscire. Nel senso che sono stata invitata da un amico dj in questo locale e gli avevo detto di sì, allora bisogna andare, mica si può essere inaffidabili. Causa esaurimento a priori decido di ideare una strategia per rendere la serata meno dannosa possibile. Esco tardi, verso mezzanotte, così chiudendo il locale alle 2, non avrò tanto tempo per ubriacarmi e fare cazzate e tornerò a casa ad un'ora accettabile. Geniale! Bè, arrivo e avendo a punto poco tempo a disposizione e con gli amici che sono già in netto anticipo rispetto al mio livello alcolico, mi do da fare. E ovviamento arrivo alla scadenza delle 2, che sono in piena forma e non ho nessun'intenzione di tornare a casa. Il dilemma è che il solito posto p, quello in cui con le mie performance almeno non sembro così tanto più fuori della media dei presenti, bè, quel solito posto è chiuso. Propongo di andare in zona corso como, che come cosa in sé basterebbe già per far capire com'ero messa, visto che si tratta di una zona milanese assolutamente infrequentabile, sia come offerta di locali sia come gente che li frequenta. Niente, noi (che in partenza siamo io, il mio autodichiarato bodyguard numero 2 che in quanto tale prende il posto di pon in sua assenza e un suo amico strano con i capelli lunghi bianchi) ci avviamo a piedi. Arriviamo a metà strada che siamo stufi di camminare e …dàdà, ci pensa foo, pesca i primi coglioni trovati per strada e li convince di portarci a destinazione. E così capita che arrivo in corso como come si deve: a bordo una porsche cabriolet con tanto di musica commerciale ad altissimimo volume! Arrivata lì mi ricordo brevemente il mio disprezzo nei confronti dei locali ed entro in un paio dichiarando a voce alta che fanno cagare. Con tanta pazienza ogni volta il bodyguard (in seguito chiamato b-g) mi trascina fuori nella speranza di trovare un posto da me gradito. Ed eccoci arriviamo finalmente nel unico posto sopportabile della via, anzi in realtà un posto molto simpatico. Unico elemento fastidioso da eliminare per la mia momentanea felicità diventa allora il soggetto proprietario della porsche. Lo insulto chiamandolo mafioso, voglio dire come fa uno che lavora alla cassa di un bar a guidare una porsche, c’è qualcosa che non va, no? e in ogni caso, perché uno dovrebbe voler guidare una porsche? Bè, comunque, evidentemente ci metto poco con la mia diplomazia alla vodka a cacciarlo. Ecco, ed a questo punto la serata prende una svolta che, a capire il suo perché ci ho messo un bel po’. Praticamente individuo questo, ehm maschio e indicandolo al b-g, dichiaro che è molto carino. Lui, sorpreso dall’apparente interesse da parte mia per un esemplare oggettivamente guardabile, mi dà ragione e allora vado là e lo invito a venire da noi. Lui inizialmente è timido, non vuole, ma spinto dai suoi amici, ci raggiunge. fin qui niente di strano, però non vi ho ancora detto una cosa. La sorpresa di b-g non era dovuta soltanto al mio inaspettato apprezzamento di uno carino, ma anche all’età del soggetto. Diciamo che il candidato della serata aveva meno della metà dell’età media delle mie solite vittime. Allora, alla mia domanda guardandolo da vicino ha risposto di avere 23 anni, ma l’ha detto in modo assolutamente non convincente e a questo punto mi rimane solo da sperare che non abbia mentito di più di 5 anni. Prima di continuare vi spiego la mia teoria per quanto successo fin qui: in realtà stavo facendo amante-scouting per b-g. è lui a cui piacciono i ragazzini tutti carini ed innocenti. Ecco, volevo fargli un regalo per ringraziarlo della pazienza nei miei confronti. Purtroppo, nel mio stato d’animo alterato, ho confuso un po’ di cose poi. Ad un certo punto, sempre nello stesso locale, ma qualche vodka più tardi vado in bagno. Il ragazzino (in seguito chiamato g, che non sarebbe l’iniziale di un nome, quello purtroppo non me lo ricordo, ma sta per giovane) mi segue. Ammazza, questi raggazzini, di oggi! quando esco dal bagno lui mi sta aspettando e inizia a baciarmi. Vabbè, un bacio, cos’è un bacio, chissenefrega, e allora ci baciamo. Arriva il momento in cui anche questo locale chiude e ci avviamo per nuove destinazioni. Qualcuno ha fame e in team allargato di cui fa parte anche g ci muoviamo verso uno dei 80mila posti lì in zona che tra loro fanno la gara del chi fa la pizza più schifosa del mondo. A questo punto ho perso ogni sensazione del tempo,fatto sta que dobbiamo aver trascorso un sacco di ore tra i vari posti e il marciapiede, io in parte impegnata a comprare birre ovunque potevo e in parte a sentirmi infastidita da g che ormai è diventato piuttosto appiccicoso. B-g si diverte un casino a osservare questa cosa e anche i 2 compagni di viaggio torinesi che nel frattempo ci hanno raggiunto. Qui succede uno degli highlight della serata: b-g sta male e si allontana. Io lo seguo per capire se posso essere d’aiuto. Lui sceglie un albero in piazza e si mette a vomitare. La cosa dura un bel po’ allora anch’io decido di liberarmi di qualche drink per fare spazio per altri, ma in modo più convenzionale: mi metto dietro l’albero di fianco a pisciare. Allora, l’idea di mettermi dietro un albero per non farmi vedere da chi c’era nella piazza forse non era male, purtroppo non ho calcolato che dall’altra parte di quest’albero si trova il vialone della circonvallazione, esponendo così il mio culo alle circa 350 macchine al minuto che passano di lì. Ops. Niente, torniamo e continuo lamentarmi della presenza di g. b-g a questo punto mi trova la soluzione, mi da un consiglio che mi ricorderò ad un certo punto di questo racconto. Quando il killer torinese suggerisce di portarci a casa (ormai sono tipo le 7 e mezza e il sole prima di andare a dormire fa sempre male) , io sono confusa, non sono più capace di camminare sui miei tacchi e mi perdo in mezzo alla piazza. Loro però riescono a recuperarmi e con un ultimo stop alla stazione Garibaldi per far colazione (birra per me), andiamo verso la macchina. Ultimo stop che per me è anche l’ultimo tentativo di togliermi dalle palle g, quando lui è in bagno chiedo a tutti di scappare ma mi danno della maleducata. Vabbè, il killer, sempre in controllo della situazione porta a casa prima b-g. merda, sono rimasta da sola con i 2 torinesi e g. per non dover affrontare la situazione crollo e mi addormento. Mi svegliano quando siamo arrivati a casa mia ed ecco il momento critico. È qui che mi ricordo le parole magiche del b-g di prima quando chiedevo consiglio su come allontanare g. non devi fare niente se non lo vuoi, mi aveva detto, diglielo e basta. Ah già, chiaro, facile! Allora saluto gli altri 2 e con le idee chiarissmìme in testa mentre scendo dalla macchina mi giro verso g. solo che a questo punto, come dire, ho un po’ sbagliato la scelta delle mie parole… Gli dico: Allora? Vieni!
e lui… è venuto.
io vi avevo avvisato. non potete lasciarmi da sola per un weekend ed aspettarvi che io non faccia dei gravi danni. ma non avete idea... se trovo un attimo vi racconterò.
venerdì, luglio 16, 2004
Non so esattamente dove inizio e dove finisco. Sono liquido una macchia che si allarga senza una forma. E’ perciò che mi muovo lento come se fossi sotto acqua, combattendo contro una forza ineluttabile che mi vuole portare su. Aria dentro. Mi piace vivere qui nel cafè mi sento capito e compreso. E parallelamente in un altro celebre cafè stamattina uno che è uscito dal tunnel dei blog mi ha offerto la colazione. E’ bello stare al bancone del bar, e malgrado la tua attività celebrale sia simile a quella della mummia di Nefertari II e la tua faccia gli si avvicini pure per quanto riguarda la mazzetta pantone, ricevere un gesto così nobile e gentile. Ma io l’ho sempre sostenuto Fuorisincro è un uomo da sposare (se stanotte non avessimo celebrato le mie nozze con il maiale in erba sull’autogrill verso rimini). Sarebbe bello vedervi di persona tutta le mattine al bar prima di entrare in dimensioni contemporanee ma distanti. Io mi sento un tutti voi. Pin sometime feels inadatto come la sgru, sometime party girl come la Foo, sometime celebral come la Pon. E poi spesso come Nonci ho un decoder Sky impiantato nelle sinapsi con una trasmissione contemporanea di 458 canali satellitari, di Peppoz i natali campani. Di Pupa le battaglie sociali e di Laele non la conosco bene ma sicuramente c’è qualcosa. Poi gi altri blogger conoscenti pure ma non vorrei offendere nessuno accomunandomi a loro. Si vede che sono ubriaco?
giovedì, luglio 15, 2004
ieri ho parlato con uno e ho capito chi è un altro. mi diverte questa cosa e ci rende tutti un po’ più vicini. diciamo che ha tolto un grado di separazione tra qualche relazione. anche se poi il soggetto in questione, che non è quello di cui ho capito chi è, credo di conoscerlo anche direttamente. ma che importa?
we all begin strangers…
Vi vengo a narrare un piccolo dettaglio della notte trascorsa a torino. Che forse fa capire tante cose. Eravamo di ritorno. Era già belle che domenica. In macchina c'era conio killer alla guida, il calato al posto del morto, la calante pon dietro e a fianco foo, più in forma che mai dopo il trasvenimento.
A un certo punto del viaggio, il calato si mette a ridere perché sostiene che foo pronuncia in modo sbagliato la parola buttafuori, e la storpia in buttafiori (mettere fiori nei vostri cannoni, belli miei, che funziona). Non è vero, ma tant'è. È solo lì che il ragazzo si rende conto che foo è straniera. E si giustifica dicendo che sentiva che pronunciava stranamente qualche parola, ma solo perché credeva che fosse perennemente fuori! E noi l'abbiamo incontrato alle cinque del pomeriggio e l'abbiamo lasciato alle dieciemmezza del mattino dopo! Ma, dico, io, se una è fuori si riconosce solo dalla parlata? Oppure è tutto il comportamento di foo che fa capire che è straniera???
Semplice. La punta è a mezzanotte e trenta di stanotte (che per i più tiquismiquis - pignoli - sarà già del giorno dopo) alla stazione centrale di rimini. Oddio, centrale. Non lo so se è centrale. A rimini. In mezzo ai manzoloni romagnoli, alle carni rinsecchite e abbrustoline delle vacanziere e alla sorella del neo fidanzato americano della mia amica who (a proposito, da san francisco tutto bene, lui la voleva portare alle hawaii un fine settimana per festeggiare il compleanno, ma lei, stordita dall'amore del jet leg, ha declinato), che fa la barista al cocoricò. Il mio segno di riconoscimento sarà un anello da piede. Ho pensato che i miei piedini santi erano troppo poco fetish durante il viaggio, così ho provveduto. Adesso ho un piede fidanzato. Anche se a ben pensare ho due piedi… mmmm… bisogna che non ci pensi.
mercoledì, luglio 14, 2004
Il mio scorso weekend è troppo scorso per parlarvene. Ma sappiate che il bondagista in amore è un fenomeno interessantissimo degno di un doocumentario in prime time di piero angela e figlio. Il bondagista in amore vuole essere amato come una divinità intangibile e pura, ma gode solo quando viene trattato come una puttana. Il bondagista innamorato trasferisce il suo spirito sadico su attività quali le attività più spaventose di mirabilandia giusto per vedere il terrore sul viso del suo amato. Il bondagista si accoppia almeno 4 volte al giorno per rassicurarsi che il proprio partner abbia ben capito chon chi abbia a che fare. Il bondagista propone attività di coppia alquanto bizzarre come l'ammaestramento e il camminare al passo. Il bondagista è molto legato in amore, possessivo e anche un po' geloso. Il bondagista nel periodo dell'amore deve nutrirsi 4 volte di più per reggere. Il bondagista innamorato dorme teneramente abbracciato sognando di dormire da solo nel suo lettone dopo acver partecipato ad un leather party.
martedì, luglio 13, 2004
Oggi sembra la giornata della grandi rivelazioni cosmiche. Dopo la diffusione in etere del video pornosushi di foo, adesso ho capito tutto a proposito dei rapporti carnali che intercorrono tra alcuni nostri amici di blog. Come san paolo sulla via di damasco, sono caduta da cavallo, ho preso una capocciata tremenda e ho letto nella sfera di cristallo del blog la verità: qui, tra di noi, qualcuno si è fidanzato con qualcun'altro. Non chiedetemi come lo so. Lo so e basta. Sono sconvolta. La nostra banale vita non sarà più la sè medesima. Ah, la vita.
trattasi di grave caso di spionaggio dell'industria mafiosa del pesce. In rete circola un video amatoriale di una delle performance orali di foo nei suoi momenti migliori, con tanto di commento idiota di pon di sottofondo. Ecco spiegato l'arcano delle ombre cinesi di ieri. gravissimo. Ora solo i dubbi: chi ne è l'artefice?
Le strade di notte sono nude e io ci scivolo sopra. E' un rapporto fisico e sentimentale, ci amiamo. Lentamente, quando i negozi chiudono, le persone cominciano a tornare a casa e le strade si spogliano in un erotico strip tease. Ma io arrivo quando sono già tutte nude senza persone e senza i neon dei negozi ma solo la luce gialla dei lampioni che cade da molto in alto. Ogni città ha la sua anima che si stende in migliaia di corsi, vicoli, vie, viali, piazze e piazzali. E io ci giro senza mappa perchè sono dentro di me a ritrovare la strada.
Mi dovrebbero pagare per passeggiare di notte sui marciapiedi di milano.
lunedì, luglio 12, 2004
Allora inizio io. sabato mattina mi chiama foo, io, molto sicura, le dico: "guarda questo fine settimana sono già troppo distrutta (notti dormite pochissimo o non dormite affatto), per cui non faccio niente e mi rilasso… ah però, se vogliamo andare a vedere iggy a torino, magari possiamo fermarci a dormire da qualche parte, per non stare tutta la notte in giro."
Foo scoppia a ridere e mi dice: "ma allora non è che non fai niente. Andiamo a torino!"
Così partiamo in macchina con due tizi, di cui uno conosciuto vagamente, chiamato conio killer, diciamo, e l'altro mai visto. Non so da dove deriva quel soprannome. O forse non me lo voglio ricordare. Arriviamo. la folla si infittisce. Gruppo di supporto tamarrissimo, con il cantante con la pettinatura di nino d'angelo senza la frangia e i jeans coi lustrini. E il bassista con una sciarpina al collo, che non mi ci sarei legata neanche mai una caviglia a un albero. Mai. Sul più bello, quando sta per uscire iggy sul palco, anzi, quando lui mette piede sul palco, foo comincia a boccheggiare. Ha bisogno d'aria, le gira la testa. prima le dico di respirare in alto, che funziona. ma lei si sente veramente male e io la devo trascinare fuori dal caos. Non credo si trattasse dell'emozione da star, era che le è bastato respirare aria viziata, diciamo, per collassare.
I due tizi che erano con noi erano andati a prendere altre birre (ai concerti rock si bevono solo birre, niente cocktail, ed è giusto, da decenni e decenni), per cui io sono sola nella folla che trascino via foo da sola, sorreggendola come posso, facendomi largo tra i fattoni e le mani urlanti, finché veramente lei da giù come un pero. Sviene tra le mie braccia. Un braccio solo, a dire il vero, per cui io rischio di non farcela. Mi metto a urlare a un tizio che c'è lì di fianco, che mi aiuti a sorreggerla, cazzo, perché anche se pesa cinquanta chili, è troppo lunga e mi scivola da tutte le parti. Per fortuna quello è molto preparato sull'argomento, è pure carino e mi dà un sacco di istruzioni e ordini (uuhhhhh!) e io riesco a farla svenire tranquillamente seduta su un muretto (sempre tra la folla, ma almeno è seduta).
Ma poi si ripiglia. Molto bene, direi. Per cui, superato lo shock, si sveglia cantando I wanna be your dog e io le rimetto il collare e ritorniamo nel mucchio.
Ma il concerto non me lo ricordo più. So solo che riuscivo a pensare: "madonna che figo. Ma come cazzo fa?" È stato lì che ho capito la filosofia di noncicapisco. Magari c'era. Sarebbe stato bello incontrarlo con il suo nuovo regalino. (dovremmo raccontare anche quello, no, foo??) Quello che mi ricordo è quello che è successo dopo. Ci siamo io e foo che arriviamo in questo lungo pò affollatissimo, che entriamo e usciamo da tutte le porte che ci sono, e tutte le porte danno accesso a un locale diverso. In ognuna ci sono personaggi indimenticabili. Un belly dancer di centodieci chili, in braghette corte e capelli lunghi, che ondeggia come un cobra e sprizza simpatia e sudore, dj con cappelli goliardici e boa di finto calcestruzzo. Ce n'è uno che ha il compito di gonfiare dei palloncini, tipo festa delle elementari, e buttarle tra il pubblico, che comincia a pogare su musica di rino gaetano, sparandosi con falsa violenza i palloncini addosso (tanto mica fanno male). I nostri due finti amici (saremo capaci di riconoscerli?) ogni tanto spariscono. E mi piace questa cosa che non siamo mica qui insieme. Io e foo siamo braccate da finti rumeni, finti italiani, finti marocchini e altro, ma risolviamo sempre le situazioni più imbarazzanti dicendo che siamo una coppia di uomini gay (ci piacciono gli uomini), per cui anche i più temerari, storditi dall'eventualità di scoprire che è proprio vero, non ce la fanno e se la danno a gambe, dicendo che però, anche se siamo uomini almeno siamo simpatici. Uno dei momenti top che ricordo (ma faccio fatica, perché in ogni porta qualcuno mi metteva in mano qualcosa da bere e io che non ci riuscivo, perché non mi andava giù niente in generale da tre giorni, buttavo giù tutto, ma senza neanche minimamente ubriacarmi - stranissimo), era dentro un altro posto dove si ballava. Musica hip hop molto bella. Che io e foo mica ci siamo fatte pregare. Eravamo lì in mezzo alla pista a ondeggiare e scattare e molleggiare, quando mi sono resa conto che eravamo praticamente circondate da ogni lato (ma quanti cazzo di lati ha un corpo???) da almeno quindici-sedici ragazzi di colore, di ogni forma e dimensione, che si dimenavano con noi dapprima allegramente, poi sempre più insinuanti, finché io e foo eravamo strette in una morsa assurda di questi biscioni che si strusciavano e ci mettevano cazzi (di dimensioni indubbiamente interessanti) dappertutto. Non sapevo se ridere, scappare o non volerci credere. Ma quelli lì erano peggio di una setta di assatanati. Tanti in una volta secondo me nemmeno pin nella sua orgia. Ma ce l'abbiamo fatta. Siamo scampate anche da lì. E siamo finite da un'altra parte. Un posto che chiudeva quando il sole era già alto. E infatti quando siamo usciti il sole aveva già bisogno degli occhiali. Uno dei nostri due finti amici era un po', come dire, inadeguato ad affrontare la luce del giorno. E siamo rimasti fino al limite. Con foo svenuta contro un muro (questa volta era già seduta) e io intorno che dovevo farle da cane da guardia (cazzo, perché non avevo il mio collare???), per scacciare i coglioni impasticcati che venivano a svegliarla, solo per vederle gli occhi aperti. Ho provato una strana sensazione. Di quella che ha voglia di mettersi a discutere e fare polemica con gli impasticcati, che è la guerra più persa che c'è. E per questo mi appassionava. Piantare grane con sti coglioni del cazzo e dirgli in faccia che avevano rotto il cazzo, che se ne stessero lontani, che tanto se mi alzavo in piedi li sovrastavo come una torre gemella. E poi crollavo. Intanto c'era un tizio che ci ha dato un dvd di un suo cortometraggio (ce l'ho nella borsa, chissà cos'è), dicendo a foo che era la donna della sua vita. Ma lui era indiscutibilmente gay. Certo, anche i gay hanno donne importanti nella vita, non c'è che dire. Io ero alle prese con un finto nobile con tre cognomi della torino bene, che si è incazzato solo quando gli ho chiesto se il negozio d'antiquariato che aveva era di famiglia. Un biondino slavato che mi diceva che nessuno doveva sapere che era lì, che era una trasgressione che faceva solo una volta all'anno e che l'avrebbe pagata carissima. Non è che ho capito molto cosa intendesse. Ma ha detto che noi eravamo le uniche due brave ragazze del posto (?) e le uniche normali (?). Forse tutte le altre erano uomini, effettivamente, se ci penso. Forse. Ma conio killer era lucidissimo e per tutta la sera ho pensato chi mi ricordava. Verso le nove di mattina sono arrivata ad accontentarmi di un accrocchio tra kurt dimberger (quello del K2) e umberto galimberti. un "mber" sicuramente. Ma non ne sono ancora sicura. Lui teneva a bada il suo amico, come io tenevo a bada foo, e tutto sommato mi stava simpatico. Un po' meno l'altro, che l'avrei strozzato (sempre nel trip della polemica con quelli delle paste), e non riuscivo a capire come facevano foo e il conio a essere così concilianti.
Così. A mente. So solo che poi verso mezzanotte ho ricevuto un messaggio che mi diceva che c'era un pacco per me. Hhhhhhhuuuuu! ho risposto, un pacco misterioso? E quand'è che me lo dai? Mi sono resa conto dopo che non era un bel messaggio il mio. Certo che anche la risposta non è stata delle migliori. Diceva: quando vieni. Sono andata subito nella via di fianco e sono tornata con un bel sacco di cinque chili di prugne dell'albero. C'è chi pensa che sia un regalo molto romantico. Chi un regalo dai sicuri effetti duretici. E intanto oggi è di nuovo lunedì.
Ho detto: chi è figo???
ma quanto quanto quanto è figo???
se inizio io devi riempire i buchi... vai te!
ehi, foo, inizio io o inizi tu?
venerdì, luglio 09, 2004
Consigli per aspiranti stagisti meravigliosi&perfetti.
Scena prima. Siete dalla gambista di turno, l'unica che nei dintorni riuscite a reggere anche quando vi sta facendo così tanto male, anche se vi insulta dolcemente ("questi non sono peli, sono capelli!") solo perché non ha un fidanzato in divisa e perché di solito bestemmia contro berlusconi, il commercialista e la direttrice della banca (almeno non parla del matrimonio di suo zio).
Arrivate in anticipo di quei cinque minuti, quel tanto che basta per accoccolarvi sul divanetto in tek di giunghi del mercatone e fare una telefonata all'amica nell'attesa che arrivi il vostro porco turno.
La stagista gambista dice che è questione veramente di un attimo.
Così vi sedete, vi rilassate (fumare non si può, c'è scritto in giro, anche se la titolare incinta tra uno strap e l'altro strappa la regola) e chiamate la nespola.
Blaterate un attimo del più e del meno e vi lasciate andare a commenti sulla vostra vita e sulla vita delle vostre amiche più vicine o lontane, assumendo subito quel tono confidenziale che i saloni di estetica conciliano.
Siete placide, quel tanto che basta per far distendere le rughe incipienti, quando, inaspettato come l'amore, vi rendete conto del rischio che avete corso (senza perdere neanche una caloria, rischi inutili, direbbe pin). E vi prende un colpo.
Dalla saletta che poi sarà vostra di diritto di lì a un attimo esce qualcuno che conoscete molto bene. Qualcuno che evidentemente può aver ascoltato tutta la conversazione con la nespola. Qualcuno che potrebbe così essere venuto a conoscenza di qualcosa di scottante.
Gli addominali sono tesi, la pelle trasuda per un attimo come in un bagno turco, ma poi la caldana passa, come passano le notti insonni: per fortuna avete scampato anche questa volta il pericolo, perché colui che è uscito dalla vostra promessa sala è il meraviglioso e inimitabile pin. Pin in tutta la sua meravigliosità.
Vi sentite bene, ringraziate il creatore, perché forse la vita ha un senso. Lo abbracciate e lo baciate. Siete felici. Forse addirittura domani vi dedicherà qualche riga nel suo prossimo post.
L'elenco delle cose inspiegabili nel mondo diventa sempre più lungo, malgrado l'uomo nei secoli abbia compiuto numerosi passi in avanti squarciando il velo dell'ignoranza su fenomeni quali il lampo (che anticamente si credeva fosse l'ira di Zeus), la forma del mondo (che si pensava piatto), la permanente (che si credeva fosse una cosa figa) e Jody (il bambino del "telefilm tre gemelli e un maggiordomo" che si credeva che crescendo fosse diventato il cantante dei Simple Red). Tra le new hit dei fenomeni inspiegabili c'è senza altro la voglia della gente di essere MERAVIGLIOSI&PERFETTI, che credo prima o poi diventerà il titolo di un nuovo blog o bibbia che guiderà le sorti dell'uomo moderno. Io, che mi considero l'uomo medio italiano semplicemente più ricettivo ai new trends e misteriosamente proiettando nel futuro di 25 anni ne sono assolutamente l'esempio. L'ultimo mese è stato un po' come dire confuso e io mi sono distratto dalle mie normali attività quotidiane. Poi un giorno della scorsa settimana sono ritornato all'improvviso sulla terra. Al mio risveglio da questo farneticante coma vigile mi sono ritrovato praticamente monociglia, con una cespuglio di bosso in testa e un tappetto di pelo di vacca si stendeva dagli omeri fin giù alle mie caviglie. Per non parlare del crollo involutivo della mia massa magra, il deltoide si era trasferito presso il gomito, il petto verso l'inercostale e il gluteo giaceva inerme nel cavo delle ginocchia. Ah dimenticavo il colorito del mio viso era praticamente una nuova nuance che suggerisco all sisheido per il trucco delle gheishe alla cerimonia del the verde ai frutti rossi, la gamma cromatica era praticamente la stessa. Trauma, orrore e raccapriccio. Schifo, repulsione e rifiuto di me stesso. Non mi restava che coprire gli specchi di casa con un lezuolo bianco e uscire con il passamantagna giallo del mio amico Nonci. Ma quando proprio pensi di aver toccato il fondo e di scavartici una fossa la forza della disperazione ti corre in aiuto, poi ti vede e anche lei corre via spaventata. Ma grazie al mio allenamento cardio lo acchiappata e mi sono dato da fare. Prima di tutto la palestra, questa settimana ci sono stato già 5 volte e oggi ci vado la sesta, ho messo un sacco nell'armadietto. Poi parruccchiere, ceretta e una dosa massiccia di raggi UVA che praticamente ho fatto la vendemmia. Un cero alla madonna delle Grazie con un ex voto a forma di copertina di Vogue. E' stata una settimana intensa è difficile ma alla fine Pin è tornato!
PS
Questo è un messaggio di speranza per tutti coloro che non si sentono Meravigliosi e perfetti. Ragazzi forza potete uscire anche voi dal tunnel.
giovedì, luglio 08, 2004
Stanotte ho scoperto qual è il motore del mondo, almeno dagli anni cinquanta in poi. Il motore del mondo non sono gli uomini che si danno da fare e che lavorano. Non sono le donne che si umiliano e si chinano a lavare pavimenti e a fare bocchini. Il vero segreto della società postdemocristiana e della compattezza delle famiglie, dei sogni di compostezza, serenità e mancata vanagloria sta tutto in un oggetto che definire oggetto è più che un'offesa.
Quello che da mezzo secolo fa andare avanti l'italia delle gabole e dei lavoratori è il body da letto.
Un articolo che non è mai mancato nel guardaroba delle nonne e soprattutto delle madri, delle nostre, checchè se ne dica.
Non sapevo che esistesse fino a stanotte. Ma finalmente ho capito. Non si tratta di un semplice capo di lingerie, non è un completo intimo pieno di pizzi: è proprio il cuore della filosofia bondage delle famiglie.
Tuo marito fa tardi al lavoro? Non ti dedica più un'attenzione? Sembra distrarsi davanti alle partite di calcio e a un tavolo del bar? Non ha il coraggio di cambiare il lavoro che gli fa schifo e in cui non guadagna abbastanza? Non si decide a riparare il rubinetto che perde o a chiamare l'idraulico? Non propone mai niente per le vacanze? Non organizza mai una cena o una serata? Non sa neanche come si chiamano le maestre dei tuoi figli? Non saprebbe distinguere le cime di rapa dalla crescenza? E soprattutto non vuole cambiare la lavapiatti?
Non c'è problema. È il grande momento del body da letto. Basta indossarlo e aggirarsi discintamente complici per casa, per risolvere i problemi della fame nel mondo e della guerra dei balcani. Il marito, da decenni, quando vede il body da letto "sa" cosa significa. È il suo dovere di uomo. È chiamato a fare l'uomo. La donna lo sta telecomandando, promettendogli i suoi favori. Ma non si tratta solo di favori coniugali da sveltina. Il body da letto ha una potenzialità e una forza evocativa che avrebbe sorretto napoleone nella ritirata da waterloo. L'uomo capisce. E quando cade addormentato e felice, per cotanta grazia nella sua miserabile vita di merda, asseconda, assente. E il mondo, come se niente fosse va avanti.
Abbiamo fatto una pessima imitazione. Il mio problema è che in questi giorni quando scrivo imito me stessa. Perché sto da un'altra parte completamente. La cosa di noncicapisco era solo per prendermi per il culo. Remake del libro "ti prendo per il culo e ti porto via".
Cazzo. Io l'ho finito il mio progetto per quel libro. Il mio progetto per tenco. Ci ho lavorato per un sacco di mesi. È il fratellino povero (o forse il padre ricco) dell'altro che ho fatto per middlesex. Sono sicura che la consegna è stata fatta. Ho un numero di sky net, di un corriere. Un numero di un sacco di cifre che dice che praticamente il mio lavoro è arrivato nella sua nuova casa. E io, che avevo voluto lavorare sul suo silenzio, adesso mi ritrovo come una cogliona al punto di partenza nella mia corsa coi sacchi, che gli altri hanno già fatto il giro e mi stanno doppiando, e io sto lì al traguardo di partenza come una scema. Nessun segnale. Nessuna risposta. Niente. Mi toccherà attendere, come il paradiso.
Però, tra i però, posso dire che stanotte ho ritrovato la mia amica sosia di un tempo. Siamo state in giro e abbiamo parlato tutta la notte, finché l'ho caricata su un taxi e l'ho spedita a malpensa, destinazione san francisco. Dormito due ore. Chiusi due locali. Due borse sotto gli occhi che non ti dico. Ma questo forse era un commento, non era un post. Ah, meglio. Almeno so che anche quello che faccio sta sempre fuori posto.
mercoledì, luglio 07, 2004
Dopo le 16 ore di navigazione, che poi erano 12 (ma foo ama favoleggiare e ama le cose che si allungano da sole), ai malandanti a volte capita di scorgere miraggi lungo la via.
A un certo punto invece ho incontrato una piccola poesia. Lungo la strada, sulla destra, è apparsa un'enorme insegna che diceva:
CANNONE
autodemolizioni
L'ho trovata sublime.
Il mio ingrato compito di questi giorni è quello di tenere a bada foo. Di tenerla legata con una catena e con un guinzaglio, per evitare che mi si butti a prendere a morsi la nostra preside che ci fa tanto abbaiare. E guaire. Siamo sotto pressione tutti, pressione troppo bassa o alta che sia.
E stasera dovremo accogliere calorosamente la mia amica sosia, cioè quella di cui vedevo sempre la sosia. Viene qui a trascorrere la sua ultima notte italiana a milano, prima di prendere il volo domani mattina per diventare ufficialmente un'immigrata italiana per amore. Ricevo saltuariamente ancora telefonate sotto mentite spoglie dal suo ex fidanzato incazzato con me se lei l'ha lasciato, e stasera conosceremo tutti i dettagli. Sarà un'altra dura sera per le bond sister, piena di legacci e legami che a distanza diventano sempre meno elastici e stringono di brutto. Come i tempi. Ma in questo delirio cercheremo di non dimenticare i nostri amici. Noncicapisco, ad esempio. Oggi ci occupiamo di un paio di cose per il ritiro delle canotte portoricane. Vogliamo fare le cose ben fatte. Però mi spiace che pepi e la sgrufa non le abbiano.
Ho cambiato idea. Adesso libero foo dalle sue catene e le uso per andare a legare a sangue la preside e aspettare che arrivi il sole cocente a farla diventare bionda.
martedì, luglio 06, 2004
Come non scrit. Concorso. Dillo. Scrivi qui o via posta privata il complimento più originale che hai mai ricevuto.
Ad esempio una volta uno mi ha detto: "sei proprio come un maiale."
Devo averlo guardato in modo strano, perché lui ha aggiunto: "sì, non si butta via niente."
L'ho trovato molto originale e anche locale. Era una specie di offesa bella. O di complimento turpe.
Mercato Equoemozionale
Continuo a dividermi. Ieri sera ha piovuto e io ho mangiato due Doner Kebab. L'uscita della palestra è come quando ti sale l'ecstasy ti sembra tutto magico. E tutto si registra direttamente sulla ta cortecciaz celebrale molla. Comunque pensavo che cosmopolitan è molto più che un giornale. Vai dall'egiziano e ti senti arabo. Sushi bar e ti vengono gli occhi a mandorla. Vai al centro sociale e ti crescono i dredlock. Sei tanti te stesso ed è molto figo. Il consumismo ora riguarda anche le minoranze, mi piace consumare identità lontane, vivere film che non sono. Allora penso ai bengalesi che vanno a magiare la pizza e si sentono italiani, e parlano un italiano maccheronico mettendo ella ed etti alla fine di ogni parola, perche le uniche parole italiane che conoscono sono mozzarella e spaghetti. Chi sa cosa si prova ad essere italiani quando non lo si è. Noi italiani potremmo spiegare delle cose ai bengalesi per sentirsi veramente italiani e io che sono una minoranza potrei spiegare a voi della maggioranza ...cioè dico che per essere qualcosa basta vivere delle piccole emozioni che ti incastonano al centro di un determinato universo. A pensarci si potrebbe mettere su un commercio. Il commercio delle emozioni minorate. Io vi vendo la mia per farvi sentire parte del mio universo. Cioè voi con un po' di sforzo dovreste rivivere situazioni quotidiane della mia vita ad esempio: indecisione se in edicola comprare Men's Health o Donna Moderna. Oppure identificare ogni momento della giornata con una diversa foggia di maglietta di cui la superficie coperta è inversamente proporzionale con la presenza di luce. Ecco così vi sentirete gay come e più di quando vi sentite cinesi e vi mangiate un involtino primavera. Lo so che dico cazzate ma voglio vivere di più.
lunedì, luglio 05, 2004
Afreaka
la storia del tette a tette fa così:
ieri sera verso mezzanotte mentre ero indecisa se soffrire di più per la nausea o per il mal di testa, squilla il tel. numero sconosciuto. pronto? butta giù. squilla di nuovo, stesso numero. rispondo di nuovo ed è un tizio che io ho visto un'unica volta in vita mia (quello che sostiene che io dalla vita in su sia donna, dalla vita in giù invece uomo. e no, non gli ho dato il numero io!). mi vuole raccontare una storia e allora la racconta. è appena tornato dall’africa, la stessa africa in cui si trova pon in questo momento, quella dove le cozze conversano e tutto dura 16 ore. mi spiega che quest’africa è un posto molto particolare, dove le spiaggie sono lunghissime e deserte e uno può camminare tra gli scogli da solo per ore e ore senza incontrare nessuno. un giorno lui quindi sta camminando da ore e ore quando intravvede questa, come la definisce lui, foca. una tipa grassa grassa completamente nuda con la pelle bianchissima che si sta spalmando della crema su tutto il corpo. lui si avvicina e le chiede se può spalmarle la crema lui. no, risponde lei. allora lui decide di farle un'altra domanda: posso mettere la mia testa tra le tue tette? no. no mi ha risposto, mi dice ancora sotto shock a distanza di giorni. era bruttissima, proprio brutta brutta e mi ha detto di no! allora, mi fa, me ne sono andato a nascondermi dietro uno scoglio a farmi una sega.
voleva sapere da me se lo trovavo una storia divertente.
opto per la nausea.
prima o poi doveva succedere.
con tutto quel tonno figa che consumo, doveva andarmi male una volta. E così ho passato tutta la domenica in sofferenza avvelenata da una sashimi session sabato sera.
La mia teoria è che il pesce è andato male girando e rigirando su quel cazzo di nastro che fa tanto figo nei ristoranti giappo un po’ chic.
oppure era la vendetta dell’amante che non ho visto sabato sera dicendogli che dovevo andare a cena a casa di amici. che ne sapevo io del fatto che il suo migliore amico doveva lavorare proprio in quel ristorante in cui sono andata invece con l’altro amante…
vabbè, mi è andata bene e sono ancora qui, un po’ nauseata ma ci sono.
buongiorno a tutti!
venerdì, luglio 02, 2004
ma vi pare che le cozze al sud conversino solo dopo 16 ore? cazzo, fanno veramente le preziose e si fanno desiderare un casino. ma almeno alla fine arriva il conto salato e i nostri 3 amici sono contenti. stanchi ma contenti. che invidia, che figata!
che cozzata.
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