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lunedì, maggio 31, 2004

In esclusiva per noi, dai regni del nord, ecco il sugosissimo racconto hard dell'aspirante dominatrice.
Pubblico prima di leggere. In completa fiducia. A voi, bellìlì.
Si intitola

2 DESTINI IN UN ISTANTE SOLO

Arrivai in aereoporto con circa 10 minuti di anticipo. Ero troppo emozionata e non volevo arrivare in ritardo a quell'appuntamento. Quella promessa....sarebbe stato un week end fantastico! Lo volevo davvero!
I discorsi, le parole, le sensazioni provate in precedenza mi stavano scivolando nella mente, nel cuore. I miei occhi cercavano i suoi, non conoscendoli. Il mio cuore...aumentava il battito per noi, 2 destini che si uniscono stretti in un istante solo.
L' aereo era arrivato! Il momento si avvicinava, Lui stava per apparire davanti a me.
I timori che mi attenagliavano, li avevo scacciati. Volevo che arrivasse! E arrivò!
Un uomo alto piu o meno 1 metro e 80, capelli riccioli neri nerissimi, okkiali da sole, una valigia ed il sorriso! Ci riconoscemmo subito, ci sorridemmo e...ci baciammo! Il primo incontro, l'incontro di un uomo e una donna che avevano acceso la passione via internet.
Andammo a ritirare la makkina per iniziare qs avventura, nessuno sapeva cosa aspettarsi dall'altro. Ma io...sapevo cosa volevo, non era egoismo avevo deciso che Lui sarebbe stato il mio maestro d'amore: quello sarebbe stato il suo compito.
Sbrigate le formalità per prendere la makkina, ci guardammo. Lui mi bacio, mi ribacio. Beh mi faceva sentire bene. Era sexi, lo volevo! Non potevo aspettare, ero gia prontissima ad imparare cio che voleva insegnarmi.
Gli dissi di mettere in moto, saremmo andati a casa! Capi subito, si stupi, ne fu compiaciuto. Non potevo aspettare!
Arrivammo a casa che oramai era l'1 del pomeriggio. Gli feci fare il giro della casa, lasciai la mia stanza come ultima. Arrivati li, lo baciai, ci baciammo. Mi sedetti sul letto, lo trascinai con me....non mi piaceva, stavo bene con lui e avevo deciso che ero pronta.
Ero eccitatissima. Volevo che entrasse dentro di me, che mi facesse sentire la sua forza, che mi prendesse. Volevo sentire che mi leccava, che mi toccava, che mi baciava. Cominciai con il togliermi la maglietta scoprendo un corpettino tutto di raso comprato apposta per l'occasione. Faceva molto skiavetta, mi sarebbe paiciuto fare la sua servetta ma non ci conoscevamo per poter creare quel feeling. Mi guardo, con i suoi occhi verdi, stavo benissimo. Tolsi la sua maglietta mentre lui mi slacciava il corpettino gli baciai i capezzoli, facendomi accarezzare dai suo petto villoso. Mi tiro per cibarsi anche lui del mio seno, Vorace, insaziabile ciucciò i miei puntini rosa oramai turgidi.Oddio come volevo sentirlo. Lo toccai. Era dotato, in maniera interessante. Lo guardai negli okki e lo presi in bocca. Che sapore, mi piaceva, lo leccavo provavo un piacere incredibile nel vedere come il suo corpo fremeva, come i suoi okki guardavano in cielo come emetteva quei mugolii. Mi disse che stava per venire di smettere, Avrei voluto tenerlo li e giocarci mordicchiarlo baciare la parte interna accarezzare le due palline che mi sfioravano il mento. Mi fermo! Si abbasso, voleva ricambiare. Sapevo mi sarebbe piaciuto con la lingua accarezzo la parte esterna. Ero in un lago e lui se ne accorse. Bevve il mio succo con gusto. Mentre io con gli occhi ckiusi non smettevo di manifestare il mio apprezzamento. Ad un tratto smise si alzo e...entro! Potente, pompava,si, quanto lo volevo. Quanto avevo aspettatodi sentire quella sensazione: lui dentro di me io che lo avvolgevo, 2 destini che si uniscono per un istante. Dolcemente, violentemente, su e giu, che bello, che gusto, che potenza di sensazioni che esplodono dentro. Stava per arrivare...si fermo! Ci sapeva fare, sapeva come far godere una donna. Mi alzai, volevo bere mi fermo....a 4 zampe...e mi prese da dietro la famosa pecorina. Avrebbe voluto esplorare anche altri posti ma non volevo che accadesse. Sono padrona di me stessa del mio corpo. Negai qs possibilita. Si mise il preservativo e pompò pompò finche avvenne l'eruzione del suo vulcano. Ci fermammo fumo una sigaretta mentre io lo guardavoc on okki vogliosi, La partita non era ancora stata kiusa. Io volevo continuare e lui lo sapeva. Le mia voglia repressa ormai da tanto non poteva essere fermata ne io lo volevo!
Ando in bagno si lavo....andai in bagno mi lavai. Ci ritrovammo sullo stesso letto. Volevo ancora il suo sapore. Mi paiceva, no avevo mai scoperto qs piacere.Adoravo sentirlo sospirare, muoversi, supplicare per quello che facevo! Lo facevo impazzire. Non si lamentava. Ben presto decise che voleva invertire i ruoli ma no glielo permisi...ci girammo e ci scambiammo favori reciprochi. Che esplosione mia sua, insime in un istante solo.
Erano le 6 dovevamo partire. Ci rivestimmo e mano nella mano andammo alla makkina.
2 destini che si uniscono in un istante solo!

postato da collegues | 18:47 | commenti (29)

Questa è bella. Ma proprio bella. Il co-protagonista di questo fine settimana ha 26 anni e 5 cm più di me (in altezza). Sapete cosa mi ha detto? Che si vede che io ho un potenziale sessuale inespresso. Cazzo raggazzi, questa mi mancava. Secondo lui dal mio sguardo si denota una certa propensione per un costume sessuale libero o meglio libertino. Io sbattevo le palpebre incredulo, mi eccita molto quando mi scambiano per una timorosa pastorella che pascola pecorine. Io gli ho detto: Tesoro non sarai mica Riccardo Schicchi? Vuoi trasformarmi in una pornostar? Ma lui non sapeva neanche chi era schicchi. E poi quello del potenziale inespresso ero io? Io sono espresso, magari un espresso ristretto, ma molto forte. Voglio una t-shirt bondage cafè.

postato da collegues | 12:22 | commenti (58)

venerdì, maggio 28, 2004

Appello alla rete. Non per togliere valore al precedente meravigliosamente descrittivo post dedicato a foo. Ma sono terribilmente curiosa e stamattina mi sono svegliata con un desiderio perverso. Chiedo a tutti voi un aiuto.
Due sere fa, mercoledì, l'incozzato è uscito all'aperitivo con una sua ex studentessa, che, senza tanti preamboli e giri di parole, gli ha chiesto di scoparsela. Dettaglio che forse interesserà ai più: è anche tettona.
Diciannovenne, mora, capelli lucidi e curati, labbra carnose, voce sensuale, vestita da neofighetta milanese, gli ha raccontato "un anno di troiaggine", dicendogli che ha scopato con chiunque. Che l'ha fatto in due, in tre e perfino con suo cugino. Certo le mancava il professore. Poi gli ha detto che non sopporta bere e tornare a casa da sola, prendere la metropolitana da sola di sera la fa sentire claustrofobica, e insomma, con il modello ci ha fatto una sveltina, con il suo amico sono stati in camporella. Posizioni, standard, durata.
Allora stamattina sono stata svegliata dalla curiosità per sapere se per caso questa troietta diciannovenne con i grandi occhioni verdi ha un blog, e se sul suo blog ha scritto qualcosa a proposito della serata. Quello che so di lei è che attualmente appartiene alla categoria protetta: è una stagista dalle grandi aspirazioni, che l'anno prossimo medita di iscriversi all'università di architettura. Vive a milano e si chiama con il nome della donna più sexy mai vista e conosciuta al mondo. Come la www. Vera.
Vi prego, aiutatemi a scovarla, o se non ci riuscite, inventatevi un blog e scrivete il resoconto della serata. Sono rosa dalla curiosità di sentire la storia dalle sue innocenti e carnose ditaline.

postato da collegues | 13:04 | commenti (35)

FH: Boom Boom Boom
Bla Bla Bla
Ahhhhh Ahhhhh
Coro: E' arrivata Foo Hunt
FH: Boom Boom Boom
Bla Bla Bla
Ahhhhh Ahhhhh
Coro: Ehi Pin prepara un vodka tonic
FH: Boom Boom Boom
Bla Bla Bla
Ahhhhh Ahhhhh
Coro: Sei stupenda Foo Hunt
FH: Boom Boom Boom
Bla Bla Bla
Ahhhhh Ahhhhh
Coro: Ehi Pin prepara un altro vodka tonic
FH: Boom Boom Boom
Bla Bla Bla
Ahhhhh Ahhhhh
Coro: Con chi parli Foo Hunt?
Non dargli Il numero ragazza!
FH: Boom Boom Boom
Bla Bla Bla
Ahhhhh Ahhhhh
Coro: ti adoriamo party girl
FH: Boom Boom Boom
Bla Bla Bla
Ahhhhh Ahhhhh
FH: Milano è bella a volte
con i tram che passano
e l'acqua che cade dal cielo.
Dai non te ne andare
resta con noi
vieni a ballare.
Coro: Boom Boom Boom
Bla Bla Bla
Ahhhhh Ahhhhh
FH: Che noiaaaa
è carino, non puoi mancare.
Che cosa vuoi bere?
Coro: Boom Boom Boom
Bla Bla Bla
Ahhhhh Ahhhhh
FH: La musica è orrenda.
e io con un vodka tonic faccio merenda.
Ahhhhh Ahhhhh
Coro: Boom Boom Boom
Bla Bla Bla
Ahhhhh Ahhhhh


postato da collegues | 12:48 | commenti (4)

giovedì, maggio 27, 2004

Sono stufo della vita di provincia.

postato da collegues | 14:44 | commenti (29)

mercoledì, maggio 26, 2004

Ogni volta credo di esserci riuscito. Ma poi mi accorgo di essermi solo dimenticato di come sono fatto. E puntuale come un orologio svizzero sento quel senso di costrizione proprio all’altezza del torace. Come se con un metro da sarta qualcuno mi prendesse le misure del petto, per partecipare a miss italia, e poi stringesse sempre più forte, per farmi entrare in una misura canonica che proprio non è la mia. Io ho 112 cm di petto non sono una bellezza cannonica semmai sono una bomba, obvious sex bomb. Foo e Pon aiutatemi voi a bruciare lo spirito romantico che mi possiede, come si fa con il petrolio dopo un disastro ecologico, quando rende l’acqua nera. Gli si da fuoco perché così inquina meno. Ma i pesci muoiono lo stesso. Newyork è più lontana del solito, il telefono tace, la posta è vuota. Ma in compenso arrivano tanti postini, che suonano una volta, consegnano e non devi neanche firmare la ricevuta.

postato da collegues | 11:43 | commenti (74)

Riflessione del giorno.
Ma perché tutte le parole che iniziano per super significano cose negative?
Superfluo, superbo, superficiale, superato, superiore, superidiota, superette, superotto, superumiliante eccetera eccetera. Perché tutte tutte tutte tranne una? Perché tutte tutte tutte tranne superdotato???

postato da collegues | 10:07 | commenti (23)

martedì, maggio 25, 2004

Oggi questo blog è mio. Mio, mio, solo mio.

postato da collegues | 15:26 | commenti (47)

Questa è la scena del secondo atto del musical. Un atto molto impuro.
È quella in cui ci sono tre personaggi in scenata.
Una ragazzaccia di provincia, manigrandi e l'incozzato.
Ci sono lei e l'incozzato, che vanno verso la campagna e si fermano a un supermercato ancora aperto, verso l'una, per buttare nel carrello qualcosina giusto per sopravvivere.
Nel parcheggio l'incozzato vede una macchina e la indica alla ragazzaccia. Le dice: "ma quella non è mica la macchina di manigrandi?"
La cosa bella è che quella non è la macchina di manigrandi, perchè lui non ha una macchina fissa, ma usa quella che gli capita. E l'incozzato non l'hai mai vista prima quella macchina.
La ragazzaccia si avvicina e guarda dentro al finestrino. Sul sedile dietro c'è il libro dell'hagakure.
Sì, è la sua macchina.
Che si fa? gli dice lei cantando sottovoce. Entriamo?
Entrano.
Se c'è, sanno già dove trovarlo. Si dirigono entrambi al reparto alcolici. Lui c'è.
L'incozzato va verso di lui. Gli si mette a fianco. La ragazzaccia sta a distanza a guardare. Insieme sono molto belli. Come in film di almodovar. Come due toreri. Sangue e arena. Cinque minuti microonde, ancora surgelato. Dalla padella alla brace.
L'incozzato, siccome manigrandi non lo nota, lo approccia con una frase delle più classiche e standard. Gli dice:
"sembra che tu stia scegliendo un film porno".
Effettivamente lui sta con le mani dietro la schiena, tutto assorto. Lo vede, fa un salto di lato, molto ballerino. Non si vedono da almeno cinque o sei anni. Prende una bottiglia di gin (non gli piace il gin) e si allontana.
L'incozzato dice alla ragazzaccia che lo ha imbarazzato. Manigrandi gli risponde di no, e gli chiede: "sei incozzato?"
Poi, a un certo punto, come nei migliori musical, sul più bello, quando la scena entra nel vivo, le luci si abbassano di colpo, tutte in una volta. È il momento dell'assolo, ma significa anche che il supermercato sta chiudendo. I carrelli sono ancora vuoti. Il supermercato è vuoto. I tre ragazzi si aggirano come ombre davanti ai banchi e agli scaffali che non hanno niente da dirgli. Cercano un segno tra le marche. Poi, spinti dal buio, vanno verso le casse. Perché anche nei musical alla fine si paga.
Davanti a loro ci sono solo un paio di persone.
Arriva un responsabile molto alto che vuole aprire un'altra cassa e velocizzare l'uscita, forse per esigenze di scena. Un po' assomiglia a peppoz. Chiede:
"siete insieme?"
Risponde manigrandi. Dice. "sì, siamo in tre." E alla ragazzaccia che lo guarda stranita e interrogativa, precisa: "è vero".
Pagano. Manigrandi paga una cassa di ceres, una bottiglia o due di gin e vodka, del succo di arancia e dell'acqua.
Al mattino aveva dichiarato di voler bere meno.
La ragazzaccia paga tutto il resto. Sta ancora pagando.
Alle casse non si fanno sconti.

postato da collegues | 11:01 | commenti (14)

When I fall in love...

postato da collegues | 10:51 | commenti (1)

lunedì, maggio 24, 2004

Duetto di Noncicacpisco e Sgru per il nostro musical.

Sgru: Fluttuo. Cosi.
In un tempo inreale.

Nonci: Sto galleggiando perché dormo poco.

Sgru: MI sono svegliata alle 3 stanotte.

Nonci: Dico che mi sono alzato alle 6 e trenta alla collega coi labbroni rossetto.

Sgru: Non lo capisco ma lo accetto.

Nonci: L’estate mi porta in un mondo immobile pieno di luce attorno a me.

Sgru: Quale puo essere una giornata di sole trasformatasi in una giornata di pioggia dove il sole di tanto in tanto fa capolino.

Nonci:
Sono così retorico come solo io posso diventarlo quando c’è del sole l’effetto.

Sgru: Non lo capisco ma lo accetto.
Nonci: W il clitoride.

Sgru: Sono stata a pranzo mangiano cose porchissime qui. Pizza con patatine e proprio orenda

Nonci: Troppi carboidrati e proteine grasse. Quando chai una famiglia è difficile mangiare e vivere da Hitler Jugen come faccio io.

Sgru: Chi mi conosce sa come sono.


Nonci: W la figa.
Sgru: Non lo capisco ma lo accetto.

Nonci: voglio sborrare
Sgru: Non lo capisco ma lo accetto.

Nonci: Il mio cazzo borghese.
Sgru: Non lo capisco ma lo accetto.

postato da collegues | 16:14 | commenti (44)

Questo fine settimana avevo deciso di fare il bravo ragazzo. Ho fatto il bravo ragazzo. Ma io tanto già lo so che è come quando hai fame e fai la dieta. Ti trattieni, ti trattieni e poi, appena ti distrai, divori tutto quello che ti circonda. Infatti, dopo un venerdì e sabato, da guida al weekend di Famiglia Cristiana, è arrivata la domenica e la cena di compleanno di mia sorella Aloise. Non voglio dirvi che il suo fidanzato durante la foto di gruppo davanti alla torta mi ha messo una mano sul panettone, perché mi fa troppo schifo questa cosa. Ma l'happening è che sono stato invitato ad un orgia. Anzi, a una cosa in tanti come mi ha spiegato il padrone di casa, elencandomi gli invitati e le loro peculiarità. Ma dico. Perché, perché, perché ho questa faccia da puttana?

postato da collegues | 11:00 | commenti (26)

venerdì, maggio 21, 2004

sondaggio del giorno

rivolto a chi potrebbe saperlo meglio di noi: secondo voi il tonno crudo del sushi ( quello scuro) sa di figa?

nonci, pupa, ...peppoz?

postato da collegues | 13:06 | commenti (60)

giovedì, maggio 20, 2004

Collirio merda nei miei occhi. Qualcuno ci è riuscito e il mondo non mi sembra più quello di prima. Sa bene il nostro amico noncicapisco, che chi fa tanta dieta e tanta palestra si vede sempre grasso e senza muscoli. Un visuale disturbata di se stesso. Chi cerca il bello è perché vede il brutto, ha paura del brutto. E' come quella menata del bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno. Siamo mezzi belli e mezzi brutti. Io mi sono visto sempre mezzo bello, anzi mezzo divino. Ma forse ho frequentato troppi mezzi brutti molto più belli di me che ovviamente vedono il mondo cercando la merda, non perdonando quella percentuale di bruttezza che ognuno di noi possiede. é come la massa grassa che non può scendere sotto il 9% manco se sei pelle e ossa. Il nostro corpo ha bisogno anche della massa grassa, come riserva energetica, come strato per rendere più morbido il contatto con il mondo. Così è la bruttezza, una piccola percentuale ce la dobbiamo avere, non fosse altro per nasconderci lì dietro, quando il mondo ci fa paura.

postato da collegues | 15:13 | commenti (45)

milano, ore 20

non si può entrare con la canottiera.
ma è jean paul gaultier!
è sempre una canottiera.
ma io sono già venuto qui così.
mettiti la giacca.
scusa, anch'io ho la canottiera.
sì, ma tu sei una ragazza.

postato da collegues | 10:30 | commenti (69)

mercoledì, maggio 19, 2004

Da oggi siamo un musical. Preparatevi per debuttare a broadway, ovviamente in un teatro off.

postato da collegues | 12:35 | commenti (89)

martedì, maggio 18, 2004

Sì, forse potevo fare come michael jackson, che sparisce per anni per creare aspettativa e poi ricompare. Ma non mi interessava quello.
Siccome scrivo e pasticcio e mi metto sempre in gioco, è facile leggere e giudicare. E non voglio essere messa sotto processo per le cazzate che mi escono fuori tipo starnuti. Ma ho ricevuto sollecitazioni private. Qualcuna molto carina. Qualcun'altra meno. Taluno mi diceva: "no, ti prego dài, senza di te mi sentirei come un nodo senza corda" e roba del genere.
Ma poi uno è uscito dal coro e ha detto: sono d'accordo. Fai bene. Hai ragione. Non devi mettere in piazza i fatti tuoi.
E allora ho deciso.
Questa non è una piazza e se uno non vuole incontrarmi al bar può anche andare in salagiochi o dove vuole.
Come sempre mi assumo le responsabilità di quello che faccio e dico.
Se imbarazzo qualcuno mi dispiace. Ma è un po' che ho smesso di pensare che posso piacere a tutti. Me ne bastano due o tre, ovviamente contemporaneamente, s'intende.

postato da collegues | 16:56 | commenti (100)

"Ti aspettavo. Lo sapevo che prima o poi saresti arrivato qui". Ma ti pare che uno debba sentirsi dire queste cose entrando al Frutta? E poi da chi? Dal tuo ex stagista! Sì lo so che devo smettere di chiedermi del perché delle cose. Però non capisco il link che può nascere nella testa di un'aspirante me stesso tra PIN e Il F&V. MA quello che mi ha sconvolto è proprio la sicurezza delle sue affermazioni, lo sapevo. ti aspettavo, prima o poi saresti arrivato. Amore io al frutta ci andavo quando tu ancora non avevi i peli pubici. E poi non sopporto essere di cattivo esempio, è un problema etico. La discussione credevo si fosse chiusa con "stammi alla larga sennò tra 5 secondi ti trovi con una mano tra le gambe e mezzo metro di lingua in bocca". Invece lui mi ha pure voluto accompagnare alla macchina. Ma io l'avevo già capito che quello lì era tipo strano, mi ricordo che aveva voluto a tutti costi insegnarmi a giocare a biliardo (io mi sono innamorato nell’ordine del mio maestro delle elementari, del mio insegnante di educazione tecnica delle medie, di quello di storia e filosofia del liceo, del mio coach di nuoto, del master diver del corso d’immersione,, anche di uno che mi ha dato le indicazioni per raggiungere l’avenida diagonal a barcelona). Ma con uno stajeur no non si può, mica sono bill clinton io, semmai monica lewinsky. Infatti mi sono trattenuto, molto trattenuto, troppo trattenuto. Voglio sottolineare che il mezzo metro di lingua è rimasto comodamente arrotolato tra le mie camaleontiche fauci. Alla fine sono un ragazzo serio.

postato da collegues | 12:29 | commenti (49)

Questa è la dimostrazione che una certa logica non funziona. Siamo tutti schiavi. Da questo momento le incasinate dichiarazioni di Pon su questo blog smetteranno di esistere.
Torno nel regno di quelli che le cose se le tengono dentro.

postato da collegues | 11:05 | commenti (7)

lunedì, maggio 17, 2004

No so da dove cominciare. Dalla cena in mio anore data nel countryside romano dove tutti mi chiamavano in modo diverso? Dall'incontro a roma con il trilogymen che ho cacciato fuori quest'inverno a milano? Dalla scoperta del mio effetivo lesbismo anzi ho capito di essere proprio saffo? Dal fallimento della mia disintossicazione? Dal ritorno trionfale in grande stile sulla pista del F&V? Dal bacio della nuova regina del degrado? O cazzo è troppo e non è ancora tutto.

postato da collegues | 16:46 | commenti (43)

Ricevo e pubblico, in attesa di sviluppi.

"Notizie per il blog dal fruit and vegetable: Regina è la nuova regina. I tempi del triumvirato trans di kelly e co. sono finiti. Pin è sul treno dell'amore."
Chissà che significa. Sicuramente chiasso. Como Chiasso.

postato da collegues | 12:41 | commenti (24)

venerdì, maggio 14, 2004

Che ne pensate di uno che quando si sta per sposare il suo amico decide di andare insieme a lui in un bordello di una città straniera, per gozzovigliare prima del matrimonio? Non vi fa un'enorme tristezza?

postato da collegues | 17:06 | commenti (45)

Miezz' o mercat. Attenzione, battaglione è asciut pazz' o padrone. Splinder ha pigliat' bavatt e bavattele e si è trasferito a napule. Tengo na telecamera sony a vuò? Tengo o nokia, tengo o nokia ultimo modello che fa e fotografie, o vuò? Bellu uaiò, bello! Ma che cazz vai truvannn.
Finalmente sono a casa, pizza per tutti. Ma qui su splinder è peggio che ncop' a sanità. Parcheggi un post e poi dopo 5 minuti non lo trovi più. Vuoi scrivere un commento e ci metti 10 minuti per pubblicare tre parole che poi spariscono misteriosamente. I blog sono infestati dai soliti ignoti, anonimi dello scasso dei coglioni. Se non urli nessuno ti sente, non c'è ordine, non c'è conseguenzialità e perfino i parcheggiatori abusivi non sanno più che pesci prendere. A me piace o' blog e tutte e iuorn aggià pustà, pecchè so nat nir e mò è o mumento e m' sfugà. Nun basten e parole e a pazienza e suppurtà a gente ca commenta copp' e blog per sbraità...e posta mò e posta mò. (spero che anche i meno partenopei abbiano inteso la ciazione).
Amici, piezz e cor' siamo tutti disperati, vogliamo che splinder ritorni in svizzera, ritorni ad essere preciso, bastano i nostri ingranaggi mentali a perdere colpi o colpe. E non si sente neanche il rumore del mare.

postato da collegues | 11:18 | commenti (64)

giovedì, maggio 13, 2004

Oggi mi batte il cuore. Lo so che mi batte sempre ma oggi lo sento. Anche senza cardiofrequenzimetro. Mi preparo all'azione, organizzo nel dettaglio il delitto. Il colpo, che poi con il tempo cambia sesso e diventa colpa. Uccidere è come tagliarsi le unghie dei piedi quando cominci non vorresti più fermarti (kika - almodovar). Anche inviare e ricevere sms è come tagliarsi le unghie dei piedi.

postato da collegues | 16:04 | commenti (14)

"signor Splinder, fuori non splinde il sole eppure io e i miei amici di vagaBondaggio ci dilettiamo a giroclare qua e là come stolti del terzo mondo avanzato. Come si permette di prenderci tutti quanti per il culo? Perché le cose non funzionano anche dove non c'è niente di vero e dove le regole non ci sono? Come cazzo si permette di rovinare il nostro caffè? Si metta in ginocchio e chieda scusa. Avanti."

postato da collegues | 12:59 | commenti (17)

mercoledì, maggio 12, 2004

altra riflessione. riflessione sulle tette finte e sulla maternità. news di ieri e che l'amica fighettina finta di un amico dei bondage ha avuto un bambino. adesso la sua preoccupazione principale è quella di dimagrire perché deve sposarsi tra poco. ma che preoccupazione è, non capisce che ci sono ben altri problemi da rissolvere nel monddo? tipo: come si fa ad allattare un neonato con le tette finte? non riesco a non immaginarmi questa cosa, allora adesso non so se le tette finte sono ancora fatte di silicone o se sono pacchi gonfiato con acqua salata o che ne so, ma c'è qualcosa di artificiale non organico dentro quelle tette, quindi per me cioè secondo me si pone un problema che a me mi fa venire la nausea, figuratevi al neonato.

postato da collegues | 13:03 | commenti (120)

Piccola riflessione sull'utilità degli sms. A parte il non rimorchio concluso del fantastico Pin (che poi Pin scusa, ma Pin è proprio connaturato a tutti i telefoni. Sei peggio del prezzemolo, sempre lì infilato dappertutto, sulle bocche, nelle borse e tra le mani di tutti), non sono tanto convinta che scrivere sms serva a qualcosa.
Ieri, ad esempio, ho ricevuto la fantastica notizia che due amici di vecchia data, amici amici, mi hanno veramente accoltellato alle spalle.
Lei è una viziata rampolla di una mezza famiglia borghese bene della bologna sotto i portici, una che sostiene che il cane del libro "non ti muovere" della mazzantini, nonché il film omonimo del marito, deve il suo nome a lei. Nel senso che siccome in gioventù ha avuto una relazione con un regista italiano amico della mazzantini, e siccome aveva un cane che si chiamava con il nome di un fiumiciattolo di bologna, e siccome lei ha origini di un paesiello dei dintorni, il cane del libro-film si chiamerebbe così (il nome del paesiello) in suo onore. Ma va là. Ma va a lavorare, va.
Lui non ne voglio neanche parlare. Gli voglio bene e lo conosco da tanto. È il migliore amico del professore. Ma evidentemente non sa scrivere sms, perché quando ieri sera, sentita la pugnalata alle spalle che mi hanno inflitto e tentato di sedare l'incazzatura con qualche birretta del GS, gli ho scritto un messaggio, lui non ha risposto. Né ieri né mai.
Non capisco perché. Gli chiedevo:
"Te l'ha detto il professore che mi piace farmi inculare da tutti?"

postato da collegues | 12:28 | commenti (12)

Eh no! Mi dispiace ma non posso sopportare di vedere il cafè vuoto, dico io 10 minuti per la family si trovano sempre. La mia mamma mi ha insegnato a tenere la famiglia unita. Avete fatto i vostri porci comodi e adesso tutti andate per la vostra strada così come se nulla fosse. Ma questo cafè non è un albergo. E quando dico bondage, dico legati, quando dico legati sapete cosa intendo. Vi ricordate il nostro primo pay off? Ora vi lego un'altra volta ma questa volta i nodi saranno così stretti che vi faranno male.

postato da collegues | 11:57 | commenti (5)

martedì, maggio 11, 2004

Ciao Pin, ci vediamo presto. Cover-boy.

postato da collegues | 11:19 | commenti (25)

lunedì, maggio 10, 2004

Cover-boy attacks. Vi ricordate dell'uomo da copertina men's health? Quello che come diceva Pon aveva anche i contenuti da men's health? Vi ricordate gli svariati post bagnati di bava (mia) che lo vedevano come protagonista? Bene, tenetevi forte, Dio esiste, il sole splende, la vita è una cosa meravigliosa.
Ho appena ricevuto un sms che dice: Ciao Pin sono "L'uomo da cover di men's health", come va? Questo è il mio numero 123.
Lui con tutta la sua massa magra ben definita si è preso il disturbo di andare a chiedere il numero della mia massa magra non abbastanza definita ad un ragazzo che aveva visto con me ai mocassini generali che va in palestra con lui. Il punto ora è come gli rispondo? Io odio gli sms che secondo me sono una sola. Però già so che se lo chiamassi sarebbe una mossa sbagliata e non saprei proprio che dire. quindi ho bisogno del vostro aiuto. Bondage sisters, padri fallici, aspiranti dpminatrici, coccinelle infoiate, pupe e tutti i nostri amici blogger e voyeur invoco la vostra fantasia per scrivere il messaggio più figo della terra, l'obiettivo di comunicazione è: a che ora vengo a casa tua?

postato da collegues | 11:50 | commenti (90)

venerdì, maggio 07, 2004

Era quel morire al tramonto, quel dolce avvertire la mia fine che mi faceva sentire eternamente vivo. Ogni colpo del suo corpo delineava il confine tra me e il non me. Era quello il piacere, avere la certezza di essere contenuto, di avere forma, attenuare, per un attimo, quel fastidoso senso d’infinito che mi porto dentro. La sua fisicità pesava sulla mia, rassicurandomi e ricordandomi che non potevo volare via all’improvviso. Avevamo appena finito e l’umore dei nostri corpi si era già trasformato in fumo di sigaretta che usciva, scappando, dalla finestra e subito scappammo anche noi, scambiando due parole di servizio.
“Ti chiamo”.
“Ok ci vediamo”.
Che fa tutto rima con non ti amo.
Quando fai sesso di pomeriggio, in modo clandestino e con molto trasporto, escludendo dalla tua vita il tuo partner nel momento stesso in cui lo escludi dal tuo corpo, ti senti veramente il padrone dell’universo, soddisfatto e dannato. Con l’eternità che ti guarda dal fondo del marciapiede e ti ricorda di dare un’occhiata all’orologio. “Cazzo la spesa!”, qualcuno che ti aspetta. Finalmente la fretta.

postato da collegues | 17:08 | commenti (15)

cercasi attività alternativa serale per una delle bondage sisters che è stata sgridata dall'altra per il suo stile di vita. le ha vietato di uscire. suggerimenti?

postato da collegues | 16:00 | commenti (37)

So che ieri sera è successo qualcosa, ma non riesco a ricordarmi. Cioè non mi ricordo se l'ho rimosso o se l'ho solo scordato.

postato da collegues | 14:52 | commenti (21)

Qualche notte fa sono stata svegliata nel cuore da rumori di lock lock, una porta che si sta chiudendo a doppia mandata con chiavi di ferro, da fuori. In sindrome premestruale è difficile ridormire una volta svegliati, così coi miei occhi a sbarra mi sono detta che la vicina se ne stava andando in qualche anonimo aeroporto all'alba, per un viaggio di lavoro.
Dopo pochi minuti ho risentito di nuovo lo stesso rumore lock lock open lock, e passi, tanti passi coi tacchi, che andavano e venivano.
ho pensato: la vicina ha scordato un documento importante, o i soldi per la filippina italiana che le pulisce in casa. O il biglietto del tram.
E poi ancora knock lock, porta che si chiude.
Passano solo pochi minuti e sento lo stesso rumore, ma meno prolungato e una porta che si apre e si chiude.
notte movimentata, penso.
In quel momento parte la solita musica del cazzo, coi bassi pompati e la melodia ripetitiva, tra il rock vecchio e il progressive di campagna. Non riesco a prendere sonno. Mi ficco il cuscino in testa, soffoco, ma non dormo.
La musica prosegue. Imbufalita e incazzata mi alzo, con la mia sottoveste al rovescio, prendo e incomincio ad auscultare tutte le pareti come una maniaca, per individuare il coglione che spara pessima musica di notte e magari pronta a tirar fuori la scopa dal ripostiglio e a batterla come un panno stesso.
Mi avvicino alla parete che penso colpevole. Niente. Provo col bagno. Niente, la musica si allontana. Mi chino sul pavimento, come gli indiani che sentono se sono passati di là i bisonti dieci giorni fa. E intanto il cane termosifone e il gatto bida mi vengono a guardare incuriosite. Alla stessa altezza. Niente.
Decido di provare con la parete della vicina del terzo piano. !!! Incredibile!!! La musica proviene da lì, insieme ad altri suoni da film di fantascienza anni sessanta. Ritorno sotto, allibita che lei se ne è andata in qualche posto del mondo lasciando quella cazo di sveglia accesa.
Quando sento che di là c'è la voce di un uomo. Non sembra solo la voce, tipo radio o tivù, di là c'è un uomo. Ma non è solo, perché sento la stessa vocina di bambina delle settimane scorse, che ride ride ride.
Ma qualcuno è uscito da quella casa, eppure adesso ci stanno dentro in due. Subito penso alla strategia di musica per coprire i respiri e non prendo sonno.
Passa forse un'ora o poco più. Risento di nuovo i passi su per le scale e ancora il lock lock della porta che si apre.
Immagino la scena di lei che rientra perché ha perso il volo e trova il neo fidanzato che la sta già tradendo con una più giovane e bellina. Penso a tanti passi che corrono e a grida. M'aspetto un film di raidue.
E invece appena la persona che apre la porta entra si porta appresso un gran silenzio.
La musica scompare e non si sente più nessuna voce.
Per un attimo penso che sia uscita per andare a cercare dei preservativi. Oppure che sia passata un attimo dal suo pusher. Ma siccome regna il gran silenzio, capisco che come sempre è troppo buona e che è solo andata a cercare la farmacia di turno sempre aperta per comprare i sonniferi per i suoi amici che non riuscivano a dormire.

postato da collegues | 11:11 | commenti (22)

giovedì, maggio 06, 2004

Capodimese ricco mi ci ficco. Se il capodimese, questo mese prosegue al concerto dei marlene kuntz, perché non facciamo anche una prologo al vernissage di una mostra che secondo me ci piacerà molto: Il volume delle labbra. Che, non fosse altro, si tiene alla galleria PIN!
Vedete voi...

http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=10737

postato da collegues | 11:38 | commenti (44)

mercoledì, maggio 05, 2004

Ok, nel mio orario di lavoro nei prossimi giorni devo scrivere 5 favole. Qualcuno di voi ha una storia che vuole che gli racconti? Pin me ne ha già suggerite di preziosissime, per il resto ho già qualcosa in mente. Tenete presente che il target sono bambini di 2-5 anni. Praticamente lo stesso quoziente intellettivo e la stessa età cognitiva della maggior parte dei vostri amanti. Fatevi sotto. Che gli raccontiamo ai nostri bei bambini?

postato da collegues | 16:17 | commenti (48)

http://www.milanotonight.it/album.php/pag/2/cosa/locale/quale/66.html

postato da collegues | 12:43 | commenti (59)

Pin e la carica dei 101. Vorrei regalare un film porno gay a mia madre con me come protagonista. Sì ok in questo periodo ho riscoperto il mio amore per il cinema. Ma a volte un film può spiegare tante cose. Il vedermi coinvolto in amplessi multipli con una dozzina di maschi nerboruti potrebbe far desister la mia mamy dal far sempre le stesse domande: Allora quando ti sposi? I figli si fanno da giovani, ma cosa aspetti? VHS e stop. Sono stufe di ripetere "ho fatto le mie scelte, anzi non ho scelto proprio niente", "Mamy allora non hai capito un cazzo". Ammetto che la formulazione lapidaria " Mamma sono gay" non l'ho mai fatta. Mea culpa. Però le mie smanicate, le mie canottiere, la mie creme pre-durante e post epilatoria, sono lì nella mia stanzetta. Anche mio fratello ci ha provato, " Mamy io ti ho sfornato 3 pupi e non ho ancora finito. Penso di aver risolto tutti i problemi di discendenza della famiglia PIn . Il Pin minore lasciamolo vivere la sua vita". Ma lei pensa che io morirò da solo. Perché lei con chi muore?

postato da collegues | 11:04 | commenti (16)

roba nuova.

postato da collegues | 10:58 | commenti

martedì, maggio 04, 2004

I drove chevy to the levy but the levy was dry.

postato da collegues | 12:08 | commenti (130)

Oggi ho pensato. Pensa che tristezza se mentre siamo qui che cazzeggiamo uno di noi va dal medico, fa gli esami e scopre che sta male. Dico. Cosa diventerebbe il nostro bar? Non so, quelle cose patetiche che siamo tutti qui e ci amiamo molto e poi si scopre che uno sta male. E rovina la festa. Sul più bello.

postato da collegues | 11:19 | commenti (42)

due parole. Nessuna richiesta.

postato da collegues | 10:54 | commenti (10)

lunedì, maggio 03, 2004

WOWOWOWOWOWOWOWOW. W sgrufoletta!

postato da collegues | 18:41 | commenti (13)

Problema numero uno. Questo magnifico template con lo sfondo nero mette in risalto la mia carnagione, ma purtroppo si fa notare da colei che siede alle mie spalle come un rapace. Pertanto pregherei vossignoria di tornare a qualcosa di più anonimo e meno graffiante, ora che i segni sulla mia faccia sono spariti.
La cosa più ridicola è che aveva ragione pin. Pin, avevi ragione. Il professore è andato a scuola con il rossetto rosso, ma non rosso, rosso rosso rosso, tipo almodovar. Io credevo che fosse un segno della pelle perché avevo fatto la doccia ed era colato in qualcosa di mostruoso che non osavo sfregare via (non è che mi specchio, dopo la doccia).
E invece lui ha detto che era andato in una profumeria di paolo sarpi, con il cane, e ha chiesto un rossetto rosso per lui. La commessa, gentilissima, gli ha tirato fuori ogni ben di dio e lo ha riempito di campioncini, tra profumi e idrantante notte, compresa una crema contorno occhi, per combattere le zampe di gallina. Che subito gli è venuta la paranoia dei radicali liberi. E per finire gli ha dato un bastoncino masticabile per il cane. Si vede che in zona sono molto abituati a trattare con le signore.
Ho scoperto la cosa soltanto di sera, quando, con amici (una strana coppia composta dalla mia amica moltiplicata per tre e dalla sua fiamma che non è il moltiplicatore) abbiamo affrontato insieme la visione di "l'inquilino del terzo piano". E quando lui inizia a vestirsi da donna e a truccarsi, io ho avuto un gelo e ho capito che abito al terzo piano.
C'è un'altra scena ricorrente che m'inquieta assai: è quando lui, affacciandosi, vede che di fronte, in corrispondenza del bagno, ci sono sempre persone ferme e immobili là dentro, che lo guardano.
Quando noi ce ne siamo andati, l'appartamento è stato invaso da colui che aveva stazionato davanti alla finestra del palazzo di fronte, come una furia. Ha assistito a tutta la proiezione da lontano. E poi ha invaso gli spazi, strappando le cartine dalle pareti e urlando come un posseduto. Era il moltiplicatore.
Una deve sempre portare con sè un pennarello indelebile nella borsa.

postato da collegues | 14:53 | commenti (114)

Everybody goes to Hollywood. Pioggia, notte, periferia urbana. Una macchina scura inchioda all'improvviso. Un passeggero scende e si allontana velocemente. La macchina riparte, frena, fa retromarcia, lo raggiunge. Si riapre lo sportello da dove viene lanciato uno zainetto. Dall'interno dell'auto una voce grossa urla: puttana prenditi la tua roba e vaffanculo. La macchina riparte e ancora urla: tu sei fuori.
Pioggia, notte, periferia urbana. No portafogli, no contanti, 1° maggio, no mezzi notturni. Un ombra di disperazione sul volto. Pensiero: forse ho un po' esagerato ma lui non doveda dire: (al telefono) ...sono in macchina con mio fratello.... La gente si confonde facilmente. Io sono stato gentile a ricordargli i ruoli. Gliel'ho scritto con un pennarello indelebile sul vetro del finestrino: non sono tuo fratello. In modo che quandoi si girava verso di me avrebbe chiarito ogni dubbio. L'ha presa male. Mica è colpa mia se lui aveva un pennarello indelebile lì in macchina. Proprio in quel momento. e poi ho aggiunto delle cose poche carine. Ma l'avermi strappato con 5 minuti di anticipo dal mio tappeto rotolante mi aveva fatto perdere tutta la mia dose di tolleranza giornaliera. E mica uno può presentarsi in palestra così.
Pioggia, notte, periferia urbana. Ecco quello che si prova ad essere protagonisti di un film, un po' maledetti, Immagino una primissimo piano su di me con le gocce di pioggia che scivolano. In fondo sono felice. Sono nella mia hollywood e questo è il mio film.

postato da collegues | 11:39 | commenti (30)