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venerdì, aprile 30, 2004

durante una noiosa pausa pranzo tipica di questa città piovosa, io, fo hunt e una nuova collegues abbiamo elaborato il programma del partito. Abbiamo avuto un'illuminazione degna di san paolino pulici. Ecco la nostra missione. Basta con le cazzate politiche. Noi tutti abbiamo un ruolo per cambiare il mondo. Lo scopo, SCOPO, è quello di fottere, FOTTERE, voti alla maggioranza, concupiscendoli a suon di botte o BOTTARELLE che siano.
Ecco l'idea: il nostro segretissimo partito, soprannominato ancora provvisoriamente "le governatrici della notte" con il claim "abbattiamo le maggioranze, con le maggiorate" (oppure "le maggiorate, non le maggioranze") avrà l'obiettivo di costringere i non votanti o, molto meglio, i cazzoni votanti che sprecano voti dandoli a quel vecchio rotto in culo liftato del nostro nonno premier, a votare per bene (basta con i finti buoni, spazio alle bonazze), a fronte di una indimenticabile notte di sesso.
Uno può dire: e poi come fai ad essere sicuro che loro votino giusto?
Il segreto è semplice: solo dopo aver dimostrato col sangue di aver votato correttamente, le simpatiche signore della notte sveleranno ai cazzoni se la loro performance è attendibile e piace, oppure se non fa altro che generare il "fare finta". Che come sappiamo è la discriminante. Per noi funziona. Basta solo che le donne, ma anche i trans e chi vuole votarsi alla nobile causa, si passino parola in forma segretissima: finalmente i numeri di telefono dati agli sconosciuti avranno senso.
Tutto per la causa. Tutto per il nobile scopo. Il partito fornirà ad ogni iscritta:
un buono di €120 da spendere dall'estetista-parrucchiera
un completino intimo laperla
un indirizzario degli alberghi a ore convenzionati con le asl locali
un folder illustrativo delle tecniche di seduzione più comuni, regione per regione
un indagine istat sulle perversioni sessuali più frustrate

postato da collegues | 14:43 | commenti (45)

Ormai piove. Io continuo a trovare ombrelli che mi aspettano ad ogni angolo di strada e nei luoghi più impensati. Ma al loro posto apro solo parentesi. Su una rampa di scale, appoggiato sul mio scooter o quello famoso nel cestino della spazzatura. Oggi mentre andavo a pranzo c'era un ombrello appeso ad un palo di via sarpi. Era blu, piccolo, per bambini. Chi lascia ombrelli lungo il mio cammino? Cosa vuole dirmi?Cosa significa?

postato da collegues | 14:20 | commenti (7)

Ho come l'impressione che qualcuno stamattina abbia marcato il territorio sul mio corpo. Ieri ho cancellato il ricordo di un bacio mattutino. D'altra parte uno che ti bacia quando tu stai dormendo non ha la certezza che tu te ne accorga. Come insegnerebbe Dennis Nielsen i morti non si accorgono di niente. Ho capito adesso. Stamattina mi sono intravista all'entrata dell'ascensore: due segni lunghi e magenta (come dice fo hunt, io prima di conoscerla dicevo fucsia, più anni ottanta) solcavano il centro guancia. Sono entrata in ascensore e siccome c'era gente, non ci ho più pensato. Poi è arrivata fo hunt e mi ha confermato che c'era ed era grosso. "Strano", ho pensato, "ha la forma di un bacio".

postato da collegues | 13:09 | commenti (2)

Fo hunt. Hai un obbligo. Tu addetta alle cose visive. Ti prego fai qualcosa per questo blog. Io volevo solo provocare, scegliendo questo template orendo. Chiediamo aiuto ai nostri amici onolevoli blog. Facciamo qualcosa. Oppure torniamo al rosa o al minimalismo dell'elastico delle mutande.

postato da collegues | 11:18 | commenti (17)

giovedì, aprile 29, 2004

C'è un cielo che sembra che stia per venire.

postato da collegues | 18:31 | commenti (59)

Newsletter quotidiana. Ieri sera io, the professor e fo hunt siamo andati a un concerto di un gruppo che si chiama con una lettera e un numero, ma per fortuna non erano gli U2. Era il regalo di fo hunt per the professor. Alla fine hanno fatto la mia canzone preferita. È una canzone terribilmente intima, che probabilmente parla anche d'amore e di come questa non voglia lasciarsi andare e ammettere che alla fine lo ama e basta. Ma a pensare alle sue proposte, un giardino, qualche bambino, un cavallo, subito le viene in mente il divorzio. Madonna, come la capisco. Si chiama sia furler e ha una voce straordinaria. Era bello perché c'erano cinque diversi cantanti. Un ragazzo di colore, molto distinto, di quelli con la camicia viola e i capelli leggermente scostati, che basta muova appena la testa prima da una parte e poi dall'altra, per dare l'impressione che sa ballare benissimo. Poi c'era la starlette della serata: una biondona magra, con i capelli lunghi e leggermente ondulati (ma solo in fondo), che aprendo l'ugola e i fianchi, faceva sesso col pensiero. Il tocco charmante glielo dava una canottiera nera che faceva risaltare il suo pallore naturale, scollata davanti, ma con una specie di collare nero che dava l'impressione che fosse prigioniera. E le dava quel tocco bondage che attizzava l'inconscio dei presenti. Una voce stupenda, ma più che altro faceva un figurone. C'era la vocalist, di colore. Una ragazza semplice con braccia lunghe e agitate, bella voce profonda e un abito senza spalline. Ma sembrava che fosse la brava ragazza del paese che dà soddisfazione ai genitori. Solo alla fine ha fatto la solista in una canzone che però nessuno conosceva. Ma mi è sembrato onesto. Ce n'era un'altra carina, con capelli corti corti e un ciuffo castano. Da ragazza francese che ha appena finito di studiare e forse ha raggiunto i suoi amici sul palco dopo aver finito l'allenamento di pallavolo. Bella voce, ma non mi è piaciuta. E poi c'era lei. Questa tipa insignificante, con braghette corte di jeans tagliati e sotto calze a righe bianche e nere, come si usava a londra nell'82. Capelli corti biondi, neanche tutti lunghi uguali. Una camicia bianca che invece faceva diventare la sua pelle rosa e i suoi capellli gialli, molto lattiginosi. Che parlava italo-australiano e parlava di piscine e biblioteche. Rideva, saltava felice. Per niente diva. Per niente rockstar. Tanto mica fanno musica rock purtroppo. Una che sicuramente se la incontri per strada magari ti viene anche da mandarla a cagare se ti prende contro. Oppure sicuramente non la vedi. Anzi, magari è già successo. Eppure io la trovo meravigliosa. Anche se qualcuno mi dice che di donne e bellezza noncicapisco niente. Lei è fenomenale. Ironica e immediata come un uovo fritto. Che non è il piatto preferito di nessuno. Però lei ha chiuso il concerto. Con la mia canzone. Fino all'ultimo io e fo hunt urlavamo il titolo, perché anche foo hunt era preoccupatissima che se non la facevano io rimanevo malissimo e piantavo un casino. C'erano loro due tutti preoccupati. Finché è partita. Ho urlato come un'adolescente quando finalmente le arrivano le mestruazioni, che le sue compagne di classe ce le hanno già tutte. E mi sono scese delle lacrime di gioia. Continuo a credere che sto andando indietro nella mia fase di crescita. Come il personaggio del nonno, in middlesex, che a un certo punto, colto da malattia regredisce giorno per giorno, fino a tornare neonato. Ma so bene che questo panegirico sulle presenze dei vari cantanti non frega a nessuno, perché il vero clou della serata ovviamente si è raggiunto dopo, quando, già alticci (cazzarola, adesso capisco perché foo hunt beve…), ci siamo uniti in un bar a dei presenti. E qual è stata la sorpresa quando la povera fo hunt si è resa conto di non aver affatto riconosciuto il padrone di casa di sabato scorso (il padrone del sabato sera), quello che voleva vivere con lei?
No panic. Altri vodka tonic e via. Quello si è messo in bella mostra, in modo piuttosto compito, conversando con gli amici della sua leggiadra nuova fiamma, come un bravo ragazzo per bene. Simpatico, volitivo. E brillantino.
Come sempre è colpa mia. Che a un certo punto l'ho abbandonata a se stessa e ai suoi liquidi. E così, siccome non ero più di guardia, lei ha ceduto il suo ambitissimo numero.
In teoria venerdì saremmo già tutti invitati a una fantastica cena a base di pesce nel suo loft, tutti, proprio tutti, perché basta dire che si è amici di fo hunt e lui vorrà fare un figurone. Ma mi sa che facciamo i preziosi e rimandiamo.
Il cruccio del giorno era: come fare a rifiutare di dare il numero di telefono a un ragazzo simpatico senza offenderlo? Un quesito degno dei salotti di marta marzotto o dell'harem della spak.
Del dopo non posso raccontare niente. Perché non lo so. Un bacio. Cos'è un bacio?

postato da collegues | 16:47 | commenti (70)

I'm a genius in a bottle.

postato da collegues | 12:06 | commenti (22)

mercoledì, aprile 28, 2004

Il controllo del corpo. Il totale dominio di ogni sua richiesta. Di questo parlavano le ragazze del Crisalide, l'associazione che aiuta le anoressiche. Per un periodo l'ho frequentato. Ma da accompagnatore, io con il cibo ci ho sempre fatto l'amore. Mi ricordo che da piccolo il mio gioco preferito era fare il cuoco e mettere la tavola come l'avrebbe messa la servitù di Versailles per una cena ufficiale di corte. Ma quella storia sul senso di potere che provi quando riesci a vincere contro l'istinto più forte che c'è mi fa impazzire. Combatto ogni giorno con la dittatura della fame, io rivoluzionario addomista, io che lancio molotov contro la mia voglia di carboidrati. Scusate ma come già espressi ai tempi IL VISSUTO è la fonte di ispirazione. Quindi anche oggi parlerò di dieta e di fame. Pin è così, prendere o lasciare. Devo dire che la seconda ipotesi negli ultimi tempi è quella più gettonata. Vabbè ne ho parlato. Al Crisalide abbiamo anche conosciuto Joana, una donna meravigliosa che ci ha presentato le sue amiche Kelly e Naomi. E' stato un periodo molto bello quello, Joana, Kelly e Naomi ci coccolavano. Eravamo una famiglia, l'appuntamento era al Frutta e Verdura alle 5 e mezza del mattino. Loro finivano di lavorare e noi arrivavamo da un altro posto più caldo e comodo. Ci offrivano le loro marmellate e poi tutti a ballare fino alle 9. Se ci penso mi viene l'ansia. Naomi non l'abbiamo più vista. E' scomparsa. Ogni volta che chiedo a Kelly o Joana che fine abbia fatto loro dicono che presto tornerà. Io penso che o è morta o è in galera o gli sono scoppiate le protesi giganti che la deformavano e che non riusciva nemmeno più a camminare. Naomi potrebbe essere anche finita ad un tso (trattamento sanitario obligatorio) era molto vivace lka ragazza, lanciava sempre i drink in mezzo alla pista del frutta con tutto il ghiaccio, Ma solo d'estate. Io penso che sia assurdo che una piglia e sparisce così e mi chiedo come sia possibile. a volte penso di andare alla polizia e chiedergli di naomi, loro sapranno qualcosa. Ma a loro che gliene frega. Ho una brutta impressione, che mi fa quasi piangere: se sei negra, trans e battona la tua vita vale di meno. e a nessuno ufficialmente interessa di te. Se sparisse una madre di 4 figli, moglie di un avvocato, con l'abbonamento ad aldo coppola della rinascente non passerebbe così inosservato. Questo è molto triste e non so come ci sono arrivato. ma questo l'ho provato anche sulla mia pelle molto da vicino. E non voglio raccontarlo.

postato da collegues | 16:29 | commenti (47)

Stamattina ho ricevuto questa mail, così, come benvenuto. Ho pensato che potesse movimentare il clima del nostro cafè. Non è il vero esame: è solo una simulazione.

Esame di stato di liceo artistico

Indirizzo: GRAFICO VISIVO-progetto LEONARDO

CORSO SPERIMENTALE

Tema di: DISEGNO PROFESSIONALE

Il candidato con libera scelta della tecnica operativa, sulla base delle esperienze didattiche maturate, e con i materiali disponibili dell'istituto, svolga il seguente tema:
La sessualità nei suoi molteplici aspetti è un argomento al quale le arti visive si sono sempre interessate. Dalle avanguardie al contemporaneo il sesso ha rappresentato un universo simbolico da cui la realtà ha attinto per indicare i costumi sociali.
Rappresentare la sessualità attraverso il segno significa dare luce ad un universo oscurato. La finalità del progetto è creare una confezione di profilattici il cui naming è manigrandi.

Si richiedono: -studi preliminari della confezione dal quale si evinca l'iter progettuale seguito
-esecutivo al vero del prototipo completo in tutte le sue parti.
-relazione illustrativa delle scelte motivazionali effettuate nell'elaborazione progettuale.
-impaginazione complessiva di tutti gli elaborati (cartella o simile contenente il nome del candidato)

postato da collegues | 10:19 | commenti (60)

martedì, aprile 27, 2004

Mishima's diet.
Perdi peso (massa grassa) acquisti poesia (massa magra).

Colazione
Semi di girasole innaffiati con latte Zymil.

Pranzo
Insalata orizzonte: tonno come se piovesse dal cielo su un mare di pomodori.

Spuntino
Calma zen e agitazione dello shaker (proteine)

Cena
Sashimi misto e sogni kabuki

postato da collegues | 12:26 | commenti (46)

lunedì, aprile 26, 2004

Cercherò di essere breve. Un po' perché non ricordo, un po' perché non ho tempo. Forse mi limito a raccontarvi sabato. La storia di venerdì l'ho già raccontata troppe volte. quindi sabato, sopravvissuta alla giornata da mattino dopo, anche se un vero dopo non era, non avendo praticamente dormito, lasciato alle spalle l'uomo perfetto che si era portato a casa mia la mia amica straniera, essendomi liberata dall'uomo non gay che mi sono trovata nel mio letto dopo aver dormito in discoteca (causa di mezzo litro di whisky offertomi dalla barista lesbica, che ho mandato giù con un vodka tonic per togliere il sapore forte in bocca), allora sabato dopo cena vado a questa festa. Vado con pin, il suo amico carino, l'amica straniera che ha vinto il primo premio la sera prima, il cioccolatino gay e la donna in disperata ricerca di un uomo che non la rifiuti. mi trovo a parlare con questa ragazza insolitamente carina e interessante per essere una modella. ascolto i suoi discorsi da innamorata persa del proporietario della casa figa, location della serata (quello che mi ha proposto di venire a vivere con lui). lei che mi spiega quanto è difficile essere la sua fidanzata perché lui vuole sempre far partecipare una seconda donna al rapporto, cioè-mi spiega- non solo in senso sessuale ma proprio vivere in tre. ah però, dico, mi sembra interessante la cosa, e con ogni vodka in più che mando giù e in omaggio al nostro bondage café, dichiaro la mia apertura alle sperimentazioni di ogni tipo e le spiego la teoria dell'inesistenza dei sessi in quanto uno s'innamora delle persone, non del loro sesso. e così parliamo e diventiamo sempre più amiche, quando lentamente mi si intensifica questa sensazione strana di essere stata fregata. inizio a capire che praticamete questa qua mi ha fatto tutti questi discorsi per persuadermi di diventare il numero tre nel loro rapporto. ops. il sospetto viene confemato quando l'uomo di casa mi chiama per raggiungerlo sul terrazzo e mi dice che mica stava scherzando quando mi diceva di venire a vivere con lui e mi dice di non credere a quello che racconta la modella perché non è vero che stanno insieme. stiamo parlando di lei quando arriva da noi, lui la vuole mandare via, le dice che è pazza e si mettono a litigare. fantastico, mi tolgo dai coglioni dicendo che non voglio centrare niente coi loro problemi. decido che mi sono meritata un altro drink e al bar mi raggiunge di nuovo la tipa pregandomi di tornare dal suo fidanzato perché lei non è assolutamente gelosa e non vuole mettersi tra noi due. cerco di convincerla che non me ne frega niente quando mi porta via un altro tipo fastidioso vestito da tammarro indiano. mi trascina in una stanzetta dicendo che mi deve parlare. mi fa sedere, mette una specie di vasoio sulle mie gambe e si fa la prima riga di hoha, fantastico, dovete sapere che da più di una settimana tutto il lavoro di me e pon gira intorno alla non presenza/cancellazione della lettera c e io mi trovo là con un hohainomane toscano. mi mette in mano un foglio di carta con su scritto il numero del famoso proprietario di casa, e mentre cerca di baciarmi, mi spiega quanto il suo amico vorrebbe conoscermi meglio. sento l'improvviso bisogno di andare a vedere come sta la mia amica scopamodelli e lascio da solo il toscano rigato. lui mi segue e quando mi vede seduta di fianco alla mia amica addormentata per terra mi si butta praticamente addosso raccontandomi quanto io devo volerlo, quanto vuole soddisfarmi, illustrando le capacità del suo hazzo duro. sono impegnata a cercare di svegliare la mia amica per tirarmi fuori da questo casino quando mi fa una proposta difficile da rifiutare: voglio tohharti e lehharti dapertutto! Aaaaaahhhh, troppo divertente questa cosa detta in toscano. gli chiedo di ridirmelo, non pensando minimamente alle conseguenze che lui ne trae. voglio tohharti e lehharti dapertutto. bè, alla fine sono riuscita a sveglire l'amica, togliermi dalla bocca la lingua infilata toscana dal sapore amaro, e beccare un taxi per tornare a casa che erano le 7 e mezza.
l'amica parte per tornare a casa un paio d'ore dopo e mi chiama per raccontarmi che ha vomitato fuori dal finestrino della macchina in mezzo all'autostrada.

postato da collegues | 17:02 | commenti (20)

Sono in piena tempesta emotiva. Mi è appena arrivata una lunga mail del mio cantante d'opera americano. Non fa più il cantante, questa estate non viene a fare il don ottavio a roma. non viene più a roma. e io non lo vedrò. mi ha detto che si sentiva frustrato perché non riusciva ad interpretare bene il ruolo e a sfanculato tutti. bastardo del cazzo ma ci ha pensato che così fotteva l'unica buona occasione per tornare in italia? Vuole fare il manager. Il manager? Il manager degli artisti della capocchia come lui. E' possibile sfogarsi su questo blog? O devo solo fare la superstar telegenica? Calma, abbassiamo i battiti. Uhm.

postato da collegues | 16:33 | commenti (17)

Ieri ho fatto una cosa che non avevo mai fatto prima. Siccome lo scoglio su cui eravamo si era fatto un po' troppo rovente, per la prima volta mi sono tuffata e ho fatto il bagno in mare in aprile.

postato da collegues | 16:31 | commenti (5)

Questo è il post che ho scritto venerdì. Ma siccome non mi piace la censura, lo pubblico. Anche se ormai dovrei scrivere quello del fine settimana. Magari dopo.

Salgo sul taxi. Il conducente con accento sardo accende la radio. Parte. Parte Love me tender. Io penso: "non ci posso credere". Ancora elvis. Il traffico è tanto. Il viaggio si fa lungo. Dopo rita pavone, charles aznavour e una canzone con tanti nomi di donne, cambia stazione. C'è un intervista con vasco. In collegamento con un suo compaesano che ha telefonato per fargli una domanda. La classica domanda inutile, che fa un fan quando vuole comunicare con il suo idolo e poi non ha niente da dirgli. Funzione fàtica, si chiama. La solita. Dice: "sto a modena eblabla." Io alzo gli occhi. Sto in via modena. Mi sembra tutto finto. Arrivo. C'è questo manigrandi che è venuto su apposta per andare a vedere lo spettacolo di questa sua ex attricetta con viso italiano. Mi presenta agli altri. Al tavolo ci sono anche un ballerino di bellissimi lineamenti, che in scena dovrà travestirsi da donna e sarà sicuramente uno schianto e una signora che mi dicono essere tale attrice famosa. A me il nome e la faccia non dicono niente. Mi dice qualcosa solo il cognome del suo ex marito. A quel tavolo ci sono un sacco di ex.
L'attricetta con corpetto a sottoveste aderente che mette al balcone un bel seno voglioso (con sotto un reggiseno di pizzo rosso comunismo, che mi fa un po' sagra strapaesana o sagra sana). Insomma vestita da femmina o malafemmina. Neanche fosse agosto. Mi guarda con due occhi che mi bucano. Con una buona dose di cattiveria. Cosacazzocifaquestaqui? Dadovesbuca? Lo so che è anche delusa che non sono vestita da femmina e non sono truccata. Maalloracosac'avrò?
Probabilmente lo pensa con voce interiore impostata e con una dizione impeccabile. Come il trucco. Sono imbarazzata. Non ho voglia di conoscerli. Non me ne frega niente. Non mi piace il teatro. Sono venuta qui per parlare con manigrandi. Resto.
Dopo mezzora e qualche sbriz che lasciano da pagare a manigrandi col bancomat, se ne vanno. Insistono che vada anch'io a vedere lo spettacolo. Il ballerino insiste. L'attricetta (scrivo attricetta e non attrice per distinguerla dall'attrice importante che era al tavolo) gli dice che gli ha lasciato due biglietti a suo nome (per lui e per il suo amico che intanto si è addormentato a casa), ma che se voglio ne trovano un altro. Se ne vanno. Resto e parliamo. Io gli tocco continuamente le braccia. Non posso farne a meno. Mi piacciono le sue braccia, perché sono braccia da bracciante, da lavoratore di fatica. Sono muscoli veri e non quelli comprati in palestra. Con tutto il rispetto per chi se li costruisce lì.
Mi fa vedere i segni di quando a sedici anni ha tentato il suicidio per amore. Più che altro perché c'era una vecchietta che lo guardava mentre si dondolava sul ponte e a quel punto non poteva più tirarsi indietro e si è buttato. Lei ha apppoggiato le borse della spesa per terra. Lui si è buttato. Due mesi d'ospedale. Un sacco di segni. Me li fa vedere slacciandosi i pantaloni e tirandosi giù le braghe in mezzo al locale. Intanto sorride. Un sorriso felice.
Mi dice che ho bellissimi occhi azzurri. Gli dico che non ho occhi azzurri. Lui dice: nella parte bianca, come i malati di leucemia. Mi dice: hai belle labbra screpolate. Dico: non mi sembra di avere labbra screpolate. Lui dice: mi piacciono i tuoi difetti. Mi cita qualcosa che io gli avrei scritto non so quando in una mail. Non riconosco niente di quello che dice. Penso che si stia sbagliando con qualcun altro. Non mangio niente. Mi ubriaco bevendo due rosse medie. Neanche ai tempi in cui ero adolescente astemia mi è mai successo. Si vede che sono stanca. Si vede che mi manda in confusione. Parliamo. Finché gli suona il telefono. Sono le undici passate: l'attricetta chiede dov'è. Che lo spettacolo è finito.
Lui non è mai andato allo spettacolo. Le dice di essere rimasto lì dove lei l'ha lasciato a parlare con me.
Lei ritorna al pub. Io ho ancora meno voglia d'incontrarla di nuovo. Adesso che sarà furiosa che una stronzetta qualunque le ha rubato la scena. Lui deve dormire da lei. Chiamo un taxi, arriva in tre minuti.
Manigrandi apre la portiera davanti, guarda il taxista e gli dice: "mi raccomando. Questa è la donna che amo". Il taxista mi chiede una sigaretta e mi dice che si vede che il ragazzo ci tiene. Gli dico."si vabbè" vorrei dirgli vabbè 'aciao. E lui insiste. Sì lui rimane fuori, ma ci vuole fiducia. Non ha capito un cazzo.
Ritorno. Vado in bagno. Piscio. Sulla cartaigienica c'è scritto: "l'avete fatto nel bagno del teatro?" Stamattina mi sveglio alle sei. Non mi riaddormento. Alle setteemmezza mi alzo e vado a correre. Ho la testa nolente dolente. Sono ancora ubriaca. Mi porto il cane. Mi piace fare una cosa che fa bene al fisico, quando intanto sto bene perché prima ho fatto una cosa che mi ha fatto male al fisico.
Corro. Il cane ansima e si ferma per cagare. Disciplina o non disciplina, mi fermo anch'io per raccogliere la sua merda calda. Infilo la mano dentro il sacchetto arancione trasparente, che prima ho estratto dall'osso porta sacchetti per la merda. Sopra c'è scritto: "ma almeno ha usato il preservativo?"

postato da collegues | 13:19 | commenti (20)

Sabato è stata una grande serata. E' iniziata con i piccanti racconti di Fo Hunt ed è finita con i noiosi racconti dell'uomo del piano di sopra a cui un collegues chiedeva le uova acuni mesi fa (vedi post 27/02). Avere un corpo da cover di men's health non è sufficiente a renderti una persona interessante e divertente (almeno quando parli).

postato da collegues | 10:42 | commenti (20)

venerdì, aprile 23, 2004

sogni. blog. vita. parentesi. visualizzazione. cinema. ci vorebbe un logo in basso a destra per capire su quale schermo passano le immagini che stai vedendo. ma nessuno si preoccupa di farlo. in un recente segmento della mia linea temporale c'è impressa un'immagine di noncicapisco (l'uomo che da un po' di tempo è il nostro padre fallico). lui o meglio l'uomo che lo rappresenta è più piccolo di quello che avrei immaginato, ma neanche più mio padre è più alto di me. era piccolo anche perché si perdeva in una grande folla, una folla furente come una sommossa in un carcere di ergastolani, dove nessuno ha nulla da perdere, 100 o 200 anni di condanna sono la stessa cosa. Scappavamo tutti e io che come al solito guidavo il commando, ma solo perché sono l'ultimo ad entrare e il primo ad uscire per notevoli problemi di claustrofobia. Tra l'aprirsi e il chiudersi dei vari cancelli di sicurezza sentivo la folla che mi premeva alle spalle. poi una voce di un compagno di cella dice: guarda c'è g.. chi? noncicapisco. Ma io cercavo la libertà.

postato da collegues | 17:10 | commenti (33)

èh, niente… è solo che mi fa incazzare quando dice una cosa e poi subito dopo la contraddice… e allora prima gli ho dato uno schiaffo e poi lui mi ha dato uno schiaffo. Allora mi ha fatto girare i coglioni e niente, glli ho dato un pugno sul naso con le nocche… e lui mi ha chiesto "hai un fazzolettino?" e io gli ho detto "ficcatelo nel culo il tuo fazzolettino" e l'ho fatto scendere dalla macchina… Praticamente ho consumato un pieno per fare dieci chilometri, andando a palla… ecco, tutto quà.

postato da collegues | 15:29 | commenti (57)

Oggi ho messo una maglietta con il corpo bianco e le maniche blu. Dopo la doccia ho perso uno o due minuti a chiedermi se avevo un reggiseno bianco da metterci sotto. Non cel'ho. Allora ho capito cosa fare. Ho pensato di mettere uno dei miei soliti neri, che così almeno si vede che io porto solo biancheria scura. Mi sembra più onesto.

postato da collegues | 14:40 | commenti (56)

giovedì, aprile 22, 2004

Ieri, l'ultimo esercizio della mia scheda era lo squat. Ero già distrutto e dopo la prima serie di 30 ripetizioni al 20% del carico massimale (per stimolare il metabolismo basale) ho guardato invocando pietà il Vendicatore della mie debolezze. Lui i ha detto: "aoh. ancora non abbiamo cominciato". Avete presente quando amanda di sex an the city va a letto con il super dotato e comincia ad ansimare e lui gli dice "ma ho solo appoggiato la punta". Ecco mi sono sentito così. " Tu ti devi concentrare cazzo!" come se fino a quel momento fossi stato impegnato a leggere Vogue. Io come sempre in queste situazioni abbasso la testa. “Tu non devi pensare ad alzare un peso. Devi visualizzare il muscolo che si contrae. Non è il tuo muscolo che subisce la forza del peso ma è il peso che subisce la forza del tuo muscolo.” E’ stata una rivelazione. Meglio del monte Tabor (il monte tavor). Ho visualizzato i miei quadricipiti che si contraevano. Ho visto due cuori pulsanti che mi battevano sulle cosce. Non ho sentito più il peso dei corpi ma la poesia del mio corpo. Ho raggiunto il 100%.

postato da collegues | 15:40 | commenti (52)

Oggi non parlerò di chazzi, fighe e chuli. Oggi parlerò di un argomento sociologico.
Questa storia che oggigiorno non ci si conosce più tra vicini è una delle belle bufale più grandi che ci sono. La storia che se hai bisogno dell'uovo da spadellare per la torta urgente per il compleanno della fidanzata del tuo amante, non sai neanche a chi andare a chiederla. Perché non sapresti neanche riconoscere una porta d'ingresso diversa dalla tua e ogni giorno scassini quelle ai primi piani, prima di trasformarti tu nell'inquilino del terzo piano.
Bufale. Bianche, grasse, latticine. I vicini non bisogna conoscerli. È la cosa più orrenda che può capitarti. Perché quando dopo una giornata pesante come poche, piena di emozioni constrastanti, cose belle e brutte (ma tanto si sa, la solita storia che le cose brutte cannibalizzano quelle belle e alla fine contano di più, sono più sborrone e accentratrici. Che tutti riconoscono i salici piangenti e non sanno com'è fatto un olmo - sta storia ogni tanto la metto, che ci sta bene), soprattutto brutte, alla fine una tenta di scendere a compromessi con la notte e decide di svenire. Svenire, non venire. Un fisiologico svenimento fainting fit, onmacht, roba così.
Ma quanto è orrendo svegliarsi nel cuore della notte cruda e senza altro rumore assistere passivi a una audioporno proiezione nella stanza accanto? Stupirsi di non riconoscere la tua vicina di casa in quella vocina infantile da studenda che mostra le pudenda e urlicchia mordicchiando bolle d'aria aspirate e inspirate troppo voracemente.
Cazzo. Uno spettacolo di quelli fastidiosi, che non trovi il telecomando e intanto parte anche la colonna sonora (a volume non abbastanza alto) di sonorità new age, che piacciono tanto alla terza età dell'amore e alla seconda botta. Ma la cosa peggiore di tutte è che stanotte per la prima volta ho sentito questo lamento della lupa uggiolante. In un anno che vivo lì questa è stata la prima volta.
Ora, o significa che la mia amabile vicina (che proprio anche se mi sforzo di tirare fuori lo spirito lesbico che dorme in me, proprio non so immaginare come cazzo fa un uomo a pensare di scoparsela) non ha avuto attività sessuale per un anno, oppure, cosa molto peggiore, significa che non è come pensavo che i muri sono insonorizzati. E quindi lei al contrario avrà potuto godere per un lungo anno delle mie performance artistiche.
Probabilmente noncicapisco mi suggerirebbe di accendere a palla la musica anche alle quattro di notte, ma tanto non serve. E allora significherebbe che anche l'altro vicino (che almeno non so chi è) stava elucubrando le sue eiaculazioni in compagnia di orridi U2 coi bassi molto pump.
Addirittura ho pensato che la tizia ha voluto fingere la scena, per farmi capire che dovrei chiedere i diritti sui miei sospiri e registrarli alla siae, così almeno quando li faccio ascoltare a qualcuno ci guadagno sù qualcosa.
Si vede che fondamentalmente è una buona.

postato da collegues | 12:01 | commenti (27)

mercoledì, aprile 21, 2004

Iero ero con Pon. al supermercato dì per dì sottocasa. abbiamo parlato di cose che ci vengono in mente ogni tanto. cose che ti vengono in mente di notte quando sei sola. ma era giorno ed eravamo al banco del del latte parzialmente scremato. ho capito che era giorno quando...:
finale a)ho sentito suonare il cellulare di pon.
finale b)alla radio del dì per dì la voce diceva degli sconti sulla maionese.

postato da collegues | 17:36 | commenti (44)

sono troppo volubile. Ho cancellato tutto.

postato da collegues | 16:20 | commenti (35)

Questo post l'ho scritto a mano. Volgio vedere se lo strumento espressivo muta l'oggetto espresso. Ieri io e Pon abbiamo corso nel parco. E mentre correvo mi dicevo, ma lei è proprio Pon? Siamo sicuri? Perché le persone che si vedono sono diverse da quelle che si leggono. Ho pensato anche che se il mediante cambia il mediato, dovremmo iniziare a considerare il purismo della comunicazione. Ma l'incontro fisico è puro? Il corpo è un meidia? Non è più pura una comunicazione telefonica? Ma il telefono è media della voce che a sua volta è media del pensiero. Ma se consideriamo la voce già identità espressiva, allora anche il telefono lo è. Io devo andare a mangiare. Questo è un pensiero purista.

postato da collegues | 13:04 | commenti (41)

Questo format non mi piace. Mi ha stufato, noia. I miei capezzoli non sono più diritti quando mi siedo di fronte a questo cazzo di schermo superpiatto ma non piatto quanto la mia vita. Stamattina mi sento Sandra Mondaini ma senza caschetto biondo. Voglio cambiare font, template, stile. Un po' tutto. Ma non me io. Io mi piace, è il contesto che mi dispiace.

postato da collegues | 12:38 | commenti (3)

martedì, aprile 20, 2004

oggi ho imparato che quando uno non c'è, io non posso venire e per cui devo andarmene. quando lui invece c'è posso venire quando e quanto voglio. non l'avevo capito prima.

postato da collegues | 15:58 | commenti (65)

Ieri sono andato in palestra con il tram. Alla fermata di via Procaccini sullo stesso palo dove c'è la il tabellone dei tram c'è il cestino della spazzatura. Un ombrello rosso vi era conficcato dentro di traverso, come la spada nella roccia, e sembrava intero. Ma allora perché era nella spazzatura? Mi si è aperta un parentesi, nella quale si vedeva un uomo tranquillo che quel pomeriggio camminava sotto la pioggia riparato dal suo ombrello. Poi pensava che non conosceva la forma del suo corpo, pensava alle gocce d'acqua e ad una canzone di cochi e renato. E rapito da una misteriosa missione chiude l'ombrello e lo conficca nella spazzatura ferendo lo sporco di una vita coperta. Inizia a correre sotto la pioggia a cogliere somiglianza su visi sconosciuti. ).Sarebbe bello cambiare il mondo con le nostre parole. Ieri sera sono tornato a casa in tram. Visto che non avevo fatto in tempo a fare la spesa, perché il programmatore dei miei muscoli mi aveva anticipato la lezione di un'ora, ho preso un'insalata al tonno da Tipico. Poi sono andato alla fermata del tram e il tram era previsto dopo 15 minuti. Preso dalla fame post allenamento ho aperto l'insalata e l'ho mangiata lì sotto sguardi internazionali e indifferenti. Ho pensato che la vita è bella anche in tram senza biglietto con l'isalata tra i denti.

postato da collegues | 13:07 | commenti (23)

basta fiori e rosa. oggi vi vogliamo tutti nudi. e non lamentatevi, questo potrebbe essere uno dei nostri ultimi momenti, stanno per ammazzarci. e noi, da brave bondage sisters più maso che sado, non vediamo l'ora.

postato da collegues | 10:25 | commenti (21)

lunedì, aprile 19, 2004

Devo scrivere un romanzo sui finestrini rotti oppure già l'ho fatto, non ricordo. Ieri mentre guardavo dal finestrino che mi riportava a casa, dopo undici giorni di ferie, ho avuto una visione che mi ha turbato. La lotteria degli incontri casuali aveva estratto per me LA SOSIA DI FO HUNT. "Cacchio allora è vero!!! Deve essere quella teutonica copia spagnola della party girl nostrana" I sosia...i sosia sono una cosa meravigliosa. Ma lei sfacciatamente non si è limitata a passegdiare sul marciapiede che mi scorreva accanto, la sosia mi si è scagliata contro. Vista così da vicino, da vicino, vicino aveva la stessa faccia un po' sbattuta che Fo hunt indossa quando non è ubriaca. Uhm. La sosia aveva anche qual modo di muoversi un po' assente tipico di Fo hunt. Ahha. La sosia quando l'ho salutata mi conosceva e mi ha accolto con lo stesso entusiiasmo di Fo hunt stessa. La sosia mi ha anche invitato al concerto di Costeu.
La sosia assomigliava un po' troppo alla sua sosia. Erano proprio due goccie d'acqua.
Camminare incontrado gocce d'acqua è stata la mia missione durante queste vacanze. A volte mi sentivo nudo con i rivoletti di pioggia che mi scivolano sulla pelle. E' bello sentire l'acqua che ti scorre addosso, se fossi cieco potrebbe essere un modo per conoscere la forma del mio corpo. Alcune gocce scivolano velocissimamente verso il basso, altre sono lente e appiccicose, come alcuni pensieri. Alcune hanno un sapore fresco e leggero proprio come l'acqua, altre sono dolci come il miele. E ce ne sono altre ancora che quando ti cascano addosso non scivolano più via.

postato da collegues | 11:14 | commenti (47)

venerdì, aprile 16, 2004

Devo smetterla. Devo proprio smetterla. Sono almeno due settimane che mi ubriaco tutte le sere. Non tanto, ma quello che basta per vivere la sera e il giorno dopo in stato di semilibertà condizionata. E così tutte le cose che mi succedono mi sembrano strane e incastrate.
Ad esempio. Potrà sembrare una casualità, ma pare che dovrò cambiare missione. Abbandono momentaneamente quella dei sosia, per dedicarmi allo spionaggio.
Venerdì mattina scorsa, svegliata dopo un paio d'ore di sonno alle sei, dalla sveglia del professore, mi ributto in coma tra i cespugli del piumone, scansando quelle esibizioniste del cane e del gatto. Dopo pochi minuti, ricompare il professore: si è scordato non so cosa, così mi risveglia di nuovo. Passano altri minuti e lui ritorna di nuovo, si abbandona sconsolato sulla poltrona nera e mi dice qualcosa che assomiglia a "rubato macchina". Tra i fumi della circolazione difficoltosa, mi siedo (tento di sederemi, mi ricordo di aver provato a sedermi) sul letto e gli riformulo la domanda. Salta fuori che è disperato perché gli hanno spaccato il finestrino della macchina e gli hanno rubato i cd.
Prende, va a scuola, mi richiama: falso allarme. Tutta la roba era in gran disordine, ma i suoi cd c'erano. Bene. Bene un cazzo. 100 euro e il finestrino gliel'hanno rimontato male, per cui alla sera non si chiudeva ed era come un invito a salire in macchina, anche solo per fare un giretto di prova. Anche per chi magari non sapeva come tornare a casa oppure non aveva voglia di pagare un albergo a ore. Così venerdì sera gli propongo di andarcene da milano e di andare a dormire in un posto dove la macchina può anche stare aperta. Raggiungiamo la città inquisita e dormiamo nel camper parcheggiato in giardino.
Ieri sera siamo usciti di nuovo. Di nuovo ci si ubriaca che è una bellezza, senza fare niente di particolare, voglio dire, senza sforzi. Una è lì che chiacchiera e si diverte e intanto senza volerlo si ubriaca. Sarà anche che intanto che lei balla e si diverte e chiacchiera, il professore trascorre tutta la sera a ubiracarsi con fo hunt, proponendole di dormire insieme la notte in cui io non dormirò con loro. Meno male che non c'era la centralinista, sennò andava in sbattimento. Poverina.
In ogni caso, colpa anche del fatto che c'è sempre un compleanno, si sbevacchia come eva si sbocconcellava le sue mele. Ma perché ci sono così tanti arieti nella vita? Dico, ieri sera per andare al compleanno di due, non sono andata al compleanno di un altro. E la sera prima ero uscita a cena per il compleanno dell'uno. Insomma, conti. Pare che i genitori abbiano una vocazione molto genitale intorno a luglio, così poi ci sono un sacco di arieti.
Divago. Perchè stamattina, dormito meno di due ore, mi sveglio con il piumone in posizione del fiore di loto: sarà che vivere a chinatown è sempre più difficile, ma il piumone ha assunto la forma di un involtino primaverile. Non riesco a muovermi e mi sento trapanata dal solito jeffrey dahmer. La notte prima ho avuto incontri ravvicinati piuttosto strampalati. E ho avuto delle allucinazioni che mi venivano quando avevo la febbre da piccola. Roba che non provavo da almeno 25 anni. Una cosa veramente sbalorditiva. Omini che si ingrandiscono sempre di più e sempre di più e mi vengono addosso. E omini che si restringono sempre di più fino a diventare invisibili. E mi vengono addosso anche loro mentre si allontanano. Una cosa che mi piaceva e che mi spaventava.
Comunque, tutta avvoltolata nel piumone, riconosco che ho una vita e che quello che è lì sta andando a raggiungere la sua. Esce, dopo pochi minuti rientra: ha scordato qualcosa, ormai non mi stupisco. E dopo ancora qualche minuto rientra e mi dice (ormai tanto lo sa che anche se sono le seiemmezza mica dormo): "non ci crederai. Mi hanno rotto il finestrino. Mi hanno rubato i cd".
Cioè, non è che uno può dire: può capitare. Cazzo, due giovedì sera di fila, con la stessa macchina parcheggiata in due vie diverse dello stesso quartiere e la stessa modalità, a me non sembra un caso. Ancora una volta si tratta di un falso allarme: i cd ci sono. Però ancora una volta qualcuno ha messo tutto a soqquadro per cercare qualcosa. Allora penso che qualcuno usa la nostra macchina come una corriera della droga, oppure che c'è qualcuno che ci nasconde dentro qualcosa che qualcun'altro vuole. Sospetto dei passeggeri occasionali. O magari senza rendercene conto abbiamo, che ne so, il cruscotto che assomiglia a un collier. O a un collie di razza. Potrebbe essere stato il nostro amico l., che magari cerca il fumo che ha perso in vacanza due anni fa sotto il sedile. Ma l'ipotesi più probabile è che qualche insonne del giovedì sera, non sapendo come sbarcare la notte in cui sua moglie lo tradisce, prende un taxi, gira a vuoto nel quartiere cercando la macchina che ha individuato come la sua vittima. Quando la trova paga, ringrazia e augurta buonanotte. Magari lascia anche qualcosina di mancia, si liscia le tasche della giacca e poi, con una spranga che porta in giro nella sua ventiquattr'ore, legna freddo come il ghiaccio uno dei finestrini, spacca tutto e si mette a cercare come un pazzo l'orecchino che sua moglie potrebbe aver perso in quella macchina durante un'ipotetica notte di passione.

postato da collegues | 10:29 | commenti (109)

giovedì, aprile 15, 2004

oggi sono molto inibita, colpa della ramanzina di papà pin. Le soluzioni sono due: o menefrego o mi oppongo. In ogni caso non seguo le indicazioni.
Più che altro sono turbata dall'ennesimo avvistamento della mia "amica chi" nei panni di un'altra. Ormai so l'orario. E mentre vengo a piedi a lavorare, so già che se sono puntuale (io, lei sempre), potrò vederla. È una ragazza che ha gli stessi occhi, capelli, altezza, trucco, corporatura e sorriso della mia amica che vive in un'altra città. La prima volta che l'ho vista mi sono piantata lì come una scema a guardarla e volevo chiamarla per nome, ma l'avevo incontrata la sera prima e sapevo che aveva i capelli stirati. Dettaglio insignificante un cazzo, perché una così ricciola che si stira i capelli se li tiene stirati almeno due o tre giorni. E non serviva pensare che lei vive e lavora da un'altra parte. Per me era lei. Probabilmente ha pensato che ero una lesbica colpita da un colpaccio di fulmine della strega. La seconda volta era accompagnata da un'altra. E lì ho avuto razionalmente la conferma che non era lei: un accento romano un po' volgarotto veniva fuori da una voce più maschile e fastidiosa.
Il problema è che mi sono messa in testa che in qualche modo è lei, nel senso, magari è una sorella gemella segreta. È troppo uguale in tutto.
Stamattina l'ho rivista da lontano, che si avvicinava, e volevo fare tipo duello nel far west. prepararmi e fermarla (ma non è mai bello fare la parte della signorina che importuna un'altra signorina per strada di prima mattina). Solo che ci siamo incontrate a metà strada, mentre attraversavamo le strisce pedonali. Sono rimasta lì come una fessa, indecisa se seguirla (pessima idea) o comunque smettere di fare la timida (che d'altra parte non mi ci riconosco). E lei intanto se ne andava nella direzione contraria. E io rischiavo l'investimento.
Adesso mi sono data questa nuova missione nella vita: far incontrare le persone con i loro sosia spiaccicati. Uno magari vede come poteva essere la sua vita, o magari decide di fare cambio per qualche giorno, che nessuno se ne accorge. Fidanzato, lavoro, città, perfino il cane. Secondo me è una bella missione. Gira voce che in spagna ci sia una uguale uguale a fo hunt. Ma come faccio a fermare la mia prima cavia?

postato da collegues | 11:41 | commenti (46)

mercoledì, aprile 14, 2004

Due toni su, grazie. Non sono in collegamento dal reparto cosmetica della rinascente o dal filaforum per le prove del concerto di britney. Sto solo alludendo al fatto che il problema di voi eterosessuali è che subito vi svaccate! Basta lasciarvi soli un attimo e vi mettete a parlare di home desease, di bricolage narcolettico, di comprare casa! Le case si arredano non si comprano caro signor noncicapisco e signorina pon. La vita è rosa, ma non rosa maialino come vogliono gli ultimi trend, è un sempreverde rosa shocking. Viva le rockstar, viva gli addominali perfetti, viva gli impermeabili aperto\chiuso, viva tutta fo hunt. BAsta con i pensieri lenti e appiccicosi.

postato da collegues | 17:37 | commenti (26)

Stamattina c'è poco da fare i fighetti e da parlare citando canzoni in inglese. Stamattina ho un fantastico mal di testa procuratomi nel modo più agroturistico che conosco. Niente a che fare con sbronze fuori misura. Niente eroismo o antieroismo. Mal di testa da botta. Ma non di quelle che il tuo convivente malmostoso ti ha malmenato quando gli hai detto che l'altro ti vuole fare i massaggi e lavare per bene nella vasca da bagno. Non perché il tuo amante balordo ti ha investito con la macchina che ha trovato per il tuo convivente incozzato, preso da un raptus di esclusionismo e abbandono. No. Solo perchè, ho preso la classica padellata in testa. Ma neanche quella dei cartoni animati. Una padellata in testa da brava ragazza che stava riponendo una padella ai piani alti del pensile di cucina, mentre preparava una cena salutare senza convenevoli per un amico vestito sempre di nero a base di carciofi provenienti dal sud italia e accompagnati in coda fino a milano dentro la loro cassetta di legno.
E neanche una padellata. Una coperchio padellata. Una cosa molto poco milanese. Molto poco eroica. Molto poco di tendenza. Altro che tatoo: bernoccoli a gogò.

postato da collegues | 10:53 | commenti (56)

martedì, aprile 13, 2004

Amici cari, è dura da ammettere. Ma abbiamo davvero preso un gran bel granchio, di quelli che ti restano sullo stomaco per parecchio. Io e fo hunt (parlo anche per lei, ci sono abituata) siamo arcistufe. Tipo circoli arci. Arcigay, arcibellezza. La giornata uggiolante, prosegue mesta e miserabile. La dolce fo hunt sbuffa, io sospiro cercando di scovare su google la soluzione alla nostra vitaccia. Siamo ArciStufe di stare qui, al chiuso, quando fuori c'è un mondo. Siamo anche ArciConfuse, e non sappiamo bene dove sbatacchiare la capoccia. Io la sbatterei anche su uno scoglio, almeno il mio cervello spappolato andrebbe in pasto alle balene, come plancton dall'alto valore nutritivo. E invece ce lo sbocconcellano qui, senza scrupolo alcuno. Gli basta pensare che pagano il conto del ristorante. Ma a me sta storia del baratto del mio tempo e delle mie energie in cambio di denaro non mi ha mai convinto. Cerco una soluzione. Per cui se qualcuno ha una specie di lampada o una lampara per pescare senza luna, si faccia avanti. Io e fo hunt gli faremo tante advance.

postato da collegues | 17:31 | commenti (14)

Forza ragazze! Dopo le vostre divagazioni tra lo ionio e ginevra ora tocca a me essere fuori. Se il nostro caro amico noncicapisco la settimana scorsa è andato su a parigi, io ovviamente non posso essere da meno. Sono dalla mia mammma! Però qui in costiera il tempo fa schifo. Mi sento un po' annoiato e fuori luogo qui a migliaia di kilometri dal head quarter Dolce e Gabbana, posso capire cosa ha provato Flavia Vento lì nella farm. Ma sareste molto fiere delle mie performance nella terra delle sirene. Vi dico solo che ho presenziato ad un party super vip per l'inaugurazione di un locale che non fa rimpiangere proprio niente della sardegna in t-shirt azzura sulla quale CAMPeggiava una scritta glitterata viola MADONNA - Drowned Tour. Eh cosa volete mia madre ha la fissa di ficcare tutto in lavatrice. QUindi tutti i cambi che avevo studiato per le varie occasione mondane a cui avrei presenziato erano appesi ad un filo come ora la mia reputazione di splendore oftalmico. Che altro dirvi oggi...oggi ho fatto un'ora e trenta di jogging sul mare a 140 battiti (che è la zona aerobica individuata da santo pt), ora mi spupazzo un po' i bambini e poi oggi devo allenare mio fratello in palestra. Vi amo e vi adoro.

postato da collegues | 15:04 | commenti (11)

Cerco finanziatore scopo comprare case. No fidanziatore. No metter su casa insieme. Sì perditempo. Autoscimunito.

postato da collegues | 14:23 | commenti (16)

La cosa più brutta accadutami è che stavo lì e il vento forte mi buttava gli sputi del mare sugli occhiali. Offensivo, direi. Come cazzo si permette quel borioso del signor jonio di fare la voce grossa? Con me?

postato da collegues | 14:21 | commenti

giovedì, aprile 08, 2004

All'uffico del personale.
Con la presente Vi si informa della assenza pasquale di Pin. Ci vediamo fra un sacchissimo di tempo. Ma in tutto quel tempo avrò tutti voi e il mio PT sempre presenti.

postato da collegues | 18:31 | commenti (4)

mi siete mancati. anche perché torno da un'assenza che è stata tutt'altro che facile. diciamo che mi ha tolto l'unica certezza che avevo, o meglio l'unico ruolo importante che pensavo di avere in questo mondo. sono un mito crollato. io per la focaccina ero una specie di role model, un punto di riferimento indiscusso, ciò che facevo io era la sua bibbia, voleva essere come me. allora la focaccina arriva qualche giorno fa e la prima sera mi dice che vuole andare a cena con me, solo noi due, perché dobbiamo parlare, va bene le dico, mi fa piacere. e lei che mi dice che è contentissima di vedermi e contentissima di avere una sorella grande sopratutto in una situazione del genere perché lei è in una fase difficile della sua vita, ha dei problemi ed è contenta perché convinta che io da brava sorellona le potrò dare dei consigli utili per affrontarli. Whow! lei è appena stata lasciata dal suo fidanzatino e questo non è il vero problema perché lui era uno stronzo, il vero problema è che lei ha un problema con gli uomini in generale, cioè sceglie sempre quelli sbagliati e non sa cosa fare, si sente ormai rassegnata e non sa se riuscirà mai più ad avere una storia felice con un uomo. a questo punto mi chiede aiuto perché lei è già di nuovo innamorata. e sa che questa volta è quello giusto, quello da tenere per tutta la vita e allora io devo dirle come fare a farglielo capire, perché vuol essere sicura di non sbagliare niente, di rendere questa volta quella perfetta. allora io che cerco di mettermi nei suoi panni e le consiglio un po' di cose secondo me originali che le assicureranno l'amore eterno del soggetto da lei adorato (lui è più grande di lei, ha 15 anni ed ha il nome di un famoso superalcolico e pure il cognome spagnolo. figo, piace anche a me). solo che non calcolavo che mia sorellina non è mica un cliente facile che compra le mie proposte così. prima di valutare le diverse opzioni, lei si mette ad analizzare la credibilità della loro fonte. ed ecco il dramma. come faccio io a darle dei consigli sull'argomento, mi chiede lei? io che non sono fidanzata,e a proposito, perché non sono fidanzata, cos'ho che non va? bè, le dico, mica bisogna giustificarsi per non essere fidanzati, io sto bene così, anzi è una mia scelta e ci sono un sacco di altre cose belle nella vita (cosi le dico). ma lei non solo non è daccordo, non ci crede proprio. non esiste felicità senza amore. e da lì nasce la missione della sua vacanza da me: trovare il futuro marito di foo hunt. con tanto dolore boccia finalmente il candidato da lei preferito, quello che da tanto tempo aveva in mente come futuro suocero, quel ragazzo splendido e gentile, perché lui è già fidanzato. con quell'altro carino e simpatico che voleva proporre come alternativa. allora si passa ai vari altri amici, al vicino (di cui non so nemmeno il nome) che però è troppo brutto, al cameriere del ristornate dove fanno la pizza più buona al mondo, al barista del bar dei cocktail di frutta e così via. niente, arriviamo all'ultimo giorno e siamo in taxi per portarla all'aeroporto quando per lei la vacanza perde il significato. mentre mi suggerisce il taxista come fidanzato perfetto (ha il naso un po' storto ma sembra simpatico e oltre a poter diventare il perfetto padre dei miei figli potrebbe anche farmi da autista personale) lei mi chiede quanto è stato il periodo più lungo he io sono stata insieme ad un tipo. oddio, mah le dico, non so mica come si calcolano queste cose, non ne ho mai capito il senso, ma diciamo qualche mese. lei è sconvolta. come faccio, mi chiede, ad prendere sul serio i consigli di una che ha più del doppio della mia età ma meno esperienza di me?

ci abbracciamo per salutarci e lei mi dice che è stato bello qui, ma la prossima volta che torna vuole vedermi fidanzata.
peccato, speravo di rivederla l'anno prossimo.

postato da collegues | 13:59 | commenti (27)

Attenuanti.
I fatti mi portano in un tribunale che vuole la mia testa. L'imputato come si dichiara colpevole o innocente? Confuso Vostro Onore, dannatamente confuso.

postato da collegues | 11:25 | commenti (1)

mercoledì, aprile 07, 2004

Fo hunt torna presto.
Pon si fa di assenzio.
Pin di creatina. E così vanno in giro ad abusare dei blog altrui.

postato da collegues | 17:45 | commenti (7)

Prendila con filosofia. Prendo una decisone molto importante oggi. Prendo e butto via tutte le mie convizioni alimentari sul rapporto 40-30-30 tra proteine, carboidrati e grassi. Prendo un un gelato doppia panna, pistacchio, cassata e cioccolata all'amarena, con spolverata di cannella. Prendo e vado al parco a gustarmelo, mi appoggio in un angolo assolato e slurp. Preso dall'ecstasy papillare spacco il cono multicolor che mi casca pesantemente schizzandomi di panna. Mi allontano pensando: meglio sui piedi che sui fianchi.

postato da collegues | 14:56 | commenti (27)

Oggi sarà una giornata molto lunga e molto dura, perché mi sento come se fosse venerdì, ma devo fare oggi il lavoro fino a venerdì. Ecco è quello che intendevo dire. I concetti sono tutti sovrapposti e si confondono tra loro, come quando persone entrano ed escono dalla porta e tu non sai chi li ha invitati. Colpa del sonno? Due orette scarse, grazie alla serata fuori e grazie al gatto, che ancora una volta ha dimostrato il suo imprescindibile ruolo di maitresse della casa. Eh sì, grazie alla sua presenza allergica. Oggi sono pacificata con me stessa, mentre ieri mi mordevo i capelli (che non è una bella sensazione, e poi ti vengono le doppiepunte). Ho fatto quello che ritenevo più giusto. E oggi, siccome non si capisce mai che cazzo sto a dì, voglio solo dire che sono contenta di aver smesso di essere avara. Smettiamo di essere avari, spendiamoci fino all'ultimo, scialacquiamoci come sprovveduti. Non centelliniamoci. Buttiamoci via, come se passassimo davanti a una grande vetrina e fossimo attratti da un completino fetish che costa un occhio della testa e che però non possiamo fare a meno di comprare. Siamo noi. Compriamoci, vendiamoci. Regaliamoci. Mettiamo in vetrina il cartello: "Basta con i saldi: non si fanno sconti."
(mi sono fatta influenzare dal tono mormone di mario bernardi, nonlosoperché)

postato da collegues | 10:02 | commenti (39)

martedì, aprile 06, 2004

nell'indecisione più assoluta e nell'improvvisa mancanza di disponibilità di pin (QUELLO CHE SI LAMENTAVA TANTO CHE ERAVAMO SPARITI NOI), sono ricorsa al metodo migliore per prendere una decisione ragionevole o regionale: ho consultato l'i-ching. Aspetto favorevole numero uno. Se scrivo i-ching nessuno sente che comunque lo pronuncio sbagliato, in un modo nell'altro.
Per il resto il responso s'intitolava emblematicamente "BO" (non sono sicura che significasse soltanto dubbio, magari mi indicava di andare a vivere in provincia di bologna) e aveva come sottotitolo: "La liberazione", che mi sembrava un ottimo auspicio.
Scorrendo il resto del testo ho avuto come consigli-suggerimenti: quello di accettare le sfide e liberarmi delle paure, per cui agire.
Bene, mi sono detta: agisco.
Poi mi diceva che il lavoro non deve diventare un prigione: sempre meglio.
Poi continuava con la necessità di allontanarsi da esperienze che potrebbero rivelarsi deleterie. Ma mi invitava a cercare nuove opportunita'. Grazie al cazzo. Mi confortava sul fatto che sto vivendo una situazione rischiosa e mi invitava a stare lontano da chi potrebbe coinvolgermi in progetti pericolosi.
l'unica cosa veramente interessante era che mi diceva di liberare la mia coscienza da possibili segreti e di confidarmi con una persona cara. Sono molto più confusa di prima, ma almeno uno di questi cazzo di consigli l'ho ascoltato. Mi sono confidata. E adesso?

postato da collegues | 15:57 | commenti (17)

Mi sento molto solo. Mi sto annoiando. Senza nulla da scrivere e senza nulla da leggere. Amici dove siete??? Odio parigi, odio le piccole sorelle, odio i piccoli nippoti, odio tutti. VOI DOVETE RESTARE SEMPRE QUI CON ME. Non potete sparire così. E ora che faccio? Lavoro?

postato da collegues | 11:15 | commenti (14)

lunedì, aprile 05, 2004

Week(end). Non sono molto soddisfatto di questo fine settimana. Anzi ho quasi paura del prossimo. E' un periodo in cui mi si aprono delle strane parentesi. Come nei film che ogni tanto ci sono i flashback o "intanto a...". Perché tra spazio e tempo c'è sempre una strana relazione. No la vita non è una linea diritta e non lo è neanche il tempo. COmunque cominciando da venerdì. Venerdì arriva a milano la mia mamma gay, ovvero Bernadette. Bernadette era a Londra vestito di bianco, già padrone della sua identità sessuale, quando io ancora non sapevo dire "tone sur tone", ovvero mentre lui era già favoloso io ero ancora troppo piccolo per Pinocchio. Ero sul tappeto alla seicentesima caloria e si è aperta una parentesi nella quale si vedeva bernie e luise + husband che mi aspettavano in un ristorante. Bernie ha dei gusti un po' forti quindi una volta lasciato il ristorante, e mandato a casa la coppia felice, ci siamo avventurati nella nera notte milanese. Io ho scoperto una nuova Milano per me inesplorata e misteriosa. Ho dondolato su una altalena di pelle nera e catene di acciaio, ma Bernie mi ha detto di alzarmi subito perché sennò arrivava il lupo cattivo a "fistarmi". Mentre la mia mamma mi spiegava il significato di quella misteriosa parola io stringevo le chiappe terrorizzato. Poi mi sono trovato solo a girare per meravigliosi monolocali full accessorized con porta scorrevole, tv e letto matrimoniale. La mia canottiera nera ha attirato molto l'attenzione di quel popolo festante e silenzioso. Ho dovuto litigare con uno che abusava indegnamente dei miei tricipiti. A un certo punto mi sono sentito sull'orlo di essere sacrificato sull'altare di plastica di una divinità ancestrale. Ma si è aperta un'altra parentesi, direttamente da new york è arrivato il mio cantante d'opera che mi ha afferrato e portato via dalla parete dove ero finito spalle al muro. La prima cosa che mi ha detto: che ci fa uno come te in un posto come questo? E io ho pensato minchia ma che ci ho scritto in faccia Superfiga? Non ho risposto ho accompagnato un mio amico perché mi sembrava stupido. Ho fatto un tiro di sigaretta e ho risposto: Ma qui non passa il 33? Oddio ho sbagliato fermata. E ho sputato il fumo in una sottile colonna buttanto la testa indietro. Ma il treno era passato e io lo avevo preso. La seconda cosa che mi ha detto: Sei straniero? O Napoletano? E io ho pensato minchia ma che ci ho scritto in faccia? Vesuvio? E poi ha cominciato a parlarmi in napoletano, dicendomi: Marò cche sii! Sii na freschezza... I suoi capelli biondi e gli occhi blu erano prprio quelli del cantante d'opera e poi sorpresa delle sorprese, stesso nome e stesso segno. Il destino mi stava dicendo qualcosa. Tieni duro. Continua...

postato da collegues | 16:18 | commenti (16)

pin, tesoro, oggi credo che sarà un giorno un po' così, a rischio. Mancano un sacco di nostri amici, ma se vuoi posso raccontarti cos'ha combinato la meravigliosa e incredibile fo hunt. Incredibile e performante anche da sobria.
Ieri mattina si prende sù, con la sua little sister e va in stazione. Cosa notabile: non era troppo in ritardo. Compra il biglietto, destinazione genova, per far felice l'adolescente e per sentirsi in sintonia con l'infanzia di noncicapisco. Sale sul treno. Dopo una mezz'ora o poco più passa un gentile controllore, che sorride alle due creature bionde mollemente accomodate nei sedili ed eccitate per la gita. Chiede loro i biglietti. Poi chiede loro la destinazione.
Non ci crederai. La nostra fo hunt invece di salire su un treno per genova è salita su un treno per geneve, che partiva alla stessa ora! La solita con la predisposizione internazionale! Così ha intenerito il fortunato controllore (difficile da credere?) e si è fatta consigliare un percorso alternativo da quelle parti, sul lago maggiore o non so dove. Probabilmente avranno fermato l'algido eurocity in una minuscola stanzioncina smessa, per far scendere le due fanciulle verso la loro inedita destinazione. Io l'ho trovato un capolavoro da parte di fo hunt.
Ma intanto stamattina, dopo lunga agonia, sono diventata zia. Zia Pon.

postato da collegues | 10:12 | commenti (28)

venerdì, aprile 02, 2004

Seguendo il semplice consiglio che ho letto in un articolo, ho finalmente trovato la pace interiore. L'articolo diceva: "Il modo per raggiungere la pace interiore consiste nel portare a termine tutte le cose che abbiamo iniziato". Così mi sono guardato intorno, a casa, per vedere tutte le cose che avevo iniziato e lasciato a metà... e prima di venire al lavoro questa mattina ho finito una bottiglia di vino rosso, una bottiglia di bianco, il Bailey's, il Jack Daniels e la Vodka alla pesca, il Prozac, del Valium e una scatola di cioccolatini. Non avete idea di come mi senta bene adesso...

postato da collegues | 18:08 | commenti (11)

Oggi è venerdì Devo andare a bruciare 650 calorie in cardiofitness. Cosa resterà di me? Cosa avrò da offrire dopo? Io quasi quasi non ci vado. Esigo che il mio idolo delle masse magre quando mi da i compiti a casa tenga presente i miei impegni mondani. O lo fa a posta? Pensandoci. Giovedì mattina mi fa andare alle 8.00, voleva vedermi sabato alle 12.00, e mi dice che venerdì sera devo fare 650 calorie. E soprattuto mi dice: mi raccomando niente alcolici. Sbaglio o questo è un sabotaggio? E' una congiura vuole trasformarmi in un bravo ragazzo. Magari è in combutta con mia madre, lo pago io e lo paga anche lei. O lo fa perché mi vuole tutto per se?

postato da collegues | 17:35 | commenti (2)

Il gioco del letto. Ieri ho giocato d'azzardo, una scheda da 1 euro su un ambo su tutte le ruote. Quindi se pure avessi vinto già sapevo che beccavo 2 euri. Ma neanche ho vinto e così ho detto: meglio, ho perso solo 1 euro. Ma il mio vicino al tavolo del bingo cercava nei miei occhi la combinazione vincente del super enalotto. Mi dispiace ma il numero che aspettavi non è uscito, la tua combinazione di numeri non corrisponde alla mia. Il numero fortunato è ritardatario e non è uscito neanche a questa estrazione.

postato da collegues | 11:48 | commenti (69)

Voglio glissare sulla scenata di gelosia fatta a casa del nostro ospite noncicapisco. Ragazze, io adoro le primedonne. Ma quelle che ti danno i pizzicotti durante i concorsi di bellezze...

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giovedì, aprile 01, 2004

come diceva fuorisincro ai suoi tempi, noi del bondagecafé siamo incalcolabili: imprevviso cambio di programma, per motivi di sicurezza ci si trova al frescobar in via bramante. stessa ora.

postato da collegues | 19:03 | commenti (34)

Strada ferendo. Camminare è la mia porta su un altro universo. Alice nel paese dove tutto non è quello che sembra. Ieri sera dopo aver lasciato Pon sotto al phon, correvo a casa a grillare il pollo prima di andare al cinema. Ho sbagliato traversa. Semplicemente. Mi aspettavo di arrivare in un punto di via Sarpi più vicino a casa mia. Invece sono sbucato prima e via sarpi non era più via sarpi. Mi sono sciolto in milioni di puntini. E tutti quei puntini non volevano stare neanche insieme. Il mio occhio pixellato cade sulla vetrina di quel negozio all’angolo che vende le scarpe discountate. C’erano delle puma che meritavano di essere adottate, ma poi ho visto che su quelle scarpe al posto del puma c’era ciao, la mascotte di italia 90. E’ stato il colpo di grazia. La strada verso casa sembrava lunghissima. Ma poi via sarpi è tornata via sarpi. E io ho mangiato la ricotta al posto del pollo. Ero inspiegabilmente in ritardo.

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È ufficiale: blu.

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